Pronto il provvedimento che evita il caos rifiuti

Pronta la soluzione con cui evitare il caos rifiuti in provincia di Frosinone. Regione Lazio e Saf hanno già individuato la soluzione. Ma prima attendono i risultati delle nuove analisi. Previsti per domani

La soluzione c’è: servono appena ventiquattrore. Ma un dato è certo: la provincia di Frosinone non andrà nel caos rifiuti. Le vie per evitarlo sono due: una passa per i laboratori di analisi e l’altra passa per la presidenza della Regione Lazio.

Il problema dello zinco

Il problema è nato il 5 ottobre scorso. Quel giorno è stato effettuato un test sui materiali lavorati nello stabilimento pubblico Saf di Colfelice: l’impianto che appartiene a tutti i Comuni della provincia di Frosinone e dove vengono trattati i loro rifiuti. Ad eseguire la verifica sono state, in maniera incrociata, i tecnici di Saf e quelli di Arpa Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente. È risultata una percentuale di zinco più alta del limite previsto dalla legge.

Una delle linee di lavorazione della Saf

Subito è scattato lo stop alla lavorazione, in attesa di accertare se il problema fosse in un carico di materiali arrivato già contaminato oppure se stesse nel ciclo di tritovagliatura effettuato a Colfelice.

Per alcuni giorni Saf ha accatastato nei suoi piazzali i materiali in arrivo. Sperava che le analisi ripetute nei giorni successivi dessero una risposta: se il problema stava negli indifferenziati da lavorare oppure nella catena di lavorazione. Ma c’è stato un imprevisto: occorrono sette giorni per avere una risposta. Una settimana durante la quale la vita va avanti ed i cittadini continuano a produrre immondizia. Che si accumula nelle stazioni i trasferenza, cioè le tappe intermedie tra Comuni e Saf.

Le 24 ore decisive

La risposta ai nuovi test è prevista per la giornata di martedì. Questione di ore. Se i materiali in ingresso sono regolari e non hanno una carica di zinco troppo alta significa che possono essere trattati; se i materiali in uscita dallo stabilimento sono contaminati significa che il problema sta nel mezzo.

Ma se i test dovessero dire che i valori dello zinco sono tornati regolari sia in ingresso che in uscita, ciò significherebbe che quello del 5 ottobre è stato un episodio limitato. A quel punto la produzione a Colfelice ripartirebbe subito.

Ma se uno dei test dovesse confermare invece la presenza di zinco oltre i limiti?

Il fattore Ruberti

Albino Ruberti e Nicola Zingaretti (Foto Livio Anticoli / Imagoeconomica)

In quel caso scatterebbe la soluzione individuata dal Capo di Gabinetto della Regione Lazio, Albino Ruberti al termine d’un lungo scambio di opinioni con il presidente Saf Lucio Migliorelli. Impegnato nel riempire gli scatoloni per effettuare il trasloco al Comune di Roma, nelle ore scorse ha esaminato la questione ed individuato una soluzione di emergenza.

Passa attraverso una serie di autorizzazioni. Aprirebbe una via per uno degli altri impianti di lavorazione presenti nel Lazio e che al momento non possono accettare carichi in arrivo da Colfelice. Lo impediscono le norme. A meno che non ci sia un provvedimento di emergenza e limitato nel tempo. Come quello che la Regione è pronta a firmare domani se i test dovessero ribadire la presenza di zinco in eccesso.

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