Prossima fermata Tav, Roccasecca: Ferrovie dicono «Ok, fate lo studio»

Fermata Tav a Roccasecca: vertice a Roma con RFI. Nulla osta allo studio di fattibilità, usando lo scalo di San Vito. Lo realizzerà Unicas. La Bpc è pronta a sostenere finanziariamente. A Roma in 33 minuti ed a Napoli in 34. Due treni per l'andata e due per il rientro.

Roma, via della Croce Rossa 1, Villa Patrizi: sede nazionale delle Ferrovie dello Stato Italiane. È lì che mercoledì scorso c’è stata la riunione che può essere il punto di svolta per portare la fermata del Tav – Treno ad Alta Velocità in provincia di Frosinone.

Nell’ufficio dell’ingegner Christian Colaneri, Direttore Commerciale ed Esercizio di Rfi – Rete Ferroviaria Italiana, sono presenti il magnifico rettore dell’università di Cassino e del Lazio Meridionale Giovanni Betta, uno dei suoi più stretti collaboratori, il vice presidente della Banca Popolare del Cassinate Vincenzo Formisano, il presidente del consorzio industriale Cosilam Mario Abbruzzese, il sindaco di Roccasecca Giuseppe Sacco, il consigliere provinciale di Frosinone Gianluca Quadrini nella veste anche di presidente della Comunità Montana di Arce.

Protocollo per il progetto Tav

Il gruppo arrivato dalla Ciociaria ha sottoscritto un protocollo d’intesa lo scorso 23 marzo. In base al quale realizzare lo studio di fattibilità economica e tecnica di una fermata Tav a Roccasecca. Sulla base di un requisito sconosciuto a molti: la stazione già c’è.

Si sono presentati con i numeri alla mano. Da lì è possibile raggiungere il centro di Roma in 33 minuti, il centro di Napoli in 34 minuti. Non è un caso: la stazione fantasma in località San Vito di Roccasecca venne pensata come soluzione tecnica di emergenza in caso di guasti. È predisposta per tutto: con una spesa non insormontabile potrebbe diventare operativa. Lo studio valuterà costi e ricavi se a fermarsi lì fossero solo 4 dei 40 treni ad alta velocità che ogni giorno collegano Roma con Napoli: 2 in andata verso Roma e due in direzione Sud per il ritorno.

Costo per le Ferrovie? Zero. È questo il presupposto illustrato al direttore Colaneri. Il comitato chiede solo le autorizzazioni. La Banca Popolare del Cassinate è disposta a sostenere l’operazione e ad individuare forme di recupero dell’investimento, sul quale potrebbe fare da catalizzatore attraverso la sua merchant bank. (leggi qui I Formisano spostano Cassino sopra Firenze)

Dove sarebbero i guadagni per il territorio? Il valore degli immobili schizzerebbe in tutto il comprensorio. Perché – come ha studiato il comitato ‘Un’altra Velocità‘ – il tempo medio impiegato da un cittadino di Roma per raggiungere il centro della città è di 40 minuti; con la Tav da Roccasecca gliene basterebbero 33. La qualità della vita in provincia di Frosinone è superlativa se paraginata al caos di Roma. L’università di Cassino diventerebbe ancora più appetibile per i giovani alla ricerca di un ateneo più vivibile ed a misura di studente.

Studiate, vi affianchiamo

L’ingegner Christian Colaneri ha assicurato che se lo studio commissionato dal Comitato all’Università di Cassino dovesse dimostrare che l’operazione avverrebbe a costo zero e con vantaggi per utenza e territorio, RFI lo terrebbe in considerazione per una valutazione approfondita.

Non è un impegno di circostanza: il direttore ha dato la disponibilità per far interagire gli ingegneri Unicas con quelli degli uffici RFI al fine di individuare subito eventuali limiti e criticità. Un vero e proprio gruppo di lavoro congiunto.

È esattamente quello che aveva chiesto alcuni mesi fa il sindaco di Roccasecca Giuseppe Sacco quando ha lanciato l’idea per la creazione del gruppo di promotori, catalizzato poi dal Cosilam. È stata proprio l’idea del Gruppo a contribuire all’apertura delle porte di RFI: raramente arrivano proposte che vedano insieme le amministrazioni locali (Comune di Roccasecca), gli enti sovracomunali (Provincia e Comunità Montana), i consorzi industriali (Cosilam), i poli di ricerca (Unicas), gli stakeholder economici (Banca Popolare del Cassinate).

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