I protagonisti del giorno. Top e Flop del 5 dicembre 2020

Top e Flop. I protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende nelle prossime ore

TOP

ANGELO CAMILLI

Il presidente di Unindustria non si fa notare, ma è attivissimo su ogni fronte. Per quanto riguarda la Camera di Commercio del Basso Lazio, ha recuperato benissimo la sconfitta per la corsa alla presidenza (dove Giovanni Acampora ha prevalso su Marcello Pigliacelli), favorendo il coinvolgimento di Unindustria nella giunta. (Leggi qui I protagonisti del giorno. Top e Flop del 25 novembre 2020).

ANGELO CAMILLI. FOTO © SARA MINELLI / IMAGOECONOMICA

È già proiettato allo scenario del Consorzio industriale regionale unico, straordinaria opportunità per le imprese. Senza perdere di vista Roma e l’intero scenario laziale. Il chimico-farmaceutico può rappresentare il volano dello sviluppo e del rilancio nello scenario post Covid e nelle province di Latina e Frosinone ci sono autentiche eccellenze. Mentre da Roma possono essere delineate le nuove frontiere del trasporto, della logistica e delle infrastrutture. Angelo Camilli conosce alla perfezione tutti gli ingranaggi e i meccanismi di Unindustria.

L’associazione degli imprenditori del Lazio la prossima volta potrebbe perfino essere decisiva nella scelta del presidente di Confindustria nazionale. Dopo Carlo Bonomi (Assolombarda) potrebbe toccare ad un esponente di Unindustria. Per esempio Maurizio Stirpe. Al punto che secondo una vulgata, la cordata nata intorno all’elezione di Camilli si sarebbe cementata per impedire la scalata al suo competitor Fabrizio Di Amato, capace poi di catalizzare anche parte del voto di Assolombarda diventando un potenziale concorrente per il presidente del Frosinone.

La scelta di Francesco Borgomeo alla guida della Territoriale di Unindustria Cassino-Formia-Gaeta è un altro tassello importante. Di rinnovamento di un’associazione che guarda al futuro in maniera prepotente e lucida. Il rinnovamento è iniziato anche con la nomina di Miriam Diurni alla guida di Unindustria Frosinone.

Poi ci sono state delle circostanze che indubbiamente hanno favorito un cambio di scenario. La sconfitta di Marcello Pigliacelli nella corsa alla presidenza della Camera di Commercio del Basso Lazio, ha indubbiamente ridimensionato lo stesso Pigliacelli ma anche Giovanni Turriziani, numero uno di Unindustria Frosinone nello scorso mandato. E quindi ha aperto la strada ad una fase nuova dell’associazione imprenditoriale in Ciociaria.

Difficile distinguere la strategia dal caso, ma indubbiamente Angelo Camilli ha governato e sta continuando a farlo una fase di straordinaria trasformazione di Unindustria sul territorio. Di concerto con Maurizio Stirpe.

L’uomo della svolta.

ROBERTO DE DONATIS

Il sindaco di Sora potrebbe ricandidarsi a questo ruolo alla guida del centrodestra. Avete letto bene e quindi restate seduti e con i piedi ben piantati a terra. Sì, con il centrodestra formato dalla Lega di Matteo Salvini, da Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni e da Forza Italia di Silvio Berlusconi. Ossia, calando la coalizione sul territorio, avrebbe il sostegno del senatore Massimo Ruspandini (Fratelli d’Italia), del senatore Claudio Fazzone (Forza Italia), dei deputati Claudio Durigon e Francesco Zicchieri (Lega). Ma pure di Nicola Ottaviani, coordinatore provinciale del Carroccio. Se così sarà, potremmo saperlo oggi a mezzogiorno. (Leggi qui La sfida di De Donatis: bis unendo tutto il centrodestra)

Roberto De Donatis, Lino Caschera, Massimiliano Bruni

Roberto De Donatis un tempo era socialista, gravitava nel partito di Gian Franco Schietroma, fino a prova contraria radicato nel centrosinistra. Poi la volta scorsa ottenne il sostegno di una parte del Pd (criptato) e di Forza Italia di Mario Abbruzzese. Ma insomma, nulla lasciava presagire una svolta del genere. Sovranista e con tratti di puro populismo. Naturalmente, se l’operazione dovesse andare a termine, dovrà comunque mettere nella coalizione una forte dose di civismo. Ma in realtà servirebbe fino ad un certo punto.

Senza le dimissioni di Luca Di Stefano da capogruppo della Lega tutto questo non sarebbe stato neppure pensabile. Perché in questo modo Roberto De Donatis è libero di lanciare un’Opa non ostile al centrodestra, proponendosi come catalizzatore delle varie sensibilità.

In ogni caso, comunque vada a finire, De Donatis intanto ha lasciato un segno indelebile. Saltando ogni tipo di steccato ideologico.

Da Saragat alla Meloni.

FLOP

DANIELE MAURA

In realtà si sono sbagliati tutti. Ci siamo sbagliati tutti. Daniele Maura, duro e puro dell’ala ultrasovranista di Fratelli d’Italia, non ha affatto copiato le frasi del presidente della Provincia Antonio Pompeo e dei consiglieri delegati del Pd Alessandra Sardellitti e Massimiliano Quadrini. Parliamo delle parole con le quali ha voluto celebrare l’istituto Alberghiero di Ceccano. Lui quelle frasi le pensa davvero. E gli sono uscite uguali, pari pari a quelle già dette da altri. (Leggi qui Maura copione: ricicla le parole del Pd per intestarsi l’opera).

Daniele Maura

C’erano delle evidenti somiglianze con le frasi e i concetti espressi dallo stato maggiore del Pd? E dove sta la meraviglia? Daniele Maura alla Provincia ricopre il ruolo di consigliere delegato alla Presidenza del… Consiglio. Di fatto Fratelli d’Italia sostiene Pompeo e fa parte della maggioranza. Forse l’unico caso in Italia dove Giorgia Meloni consente che il suo Partito sia in una coalizione con il Pd.

In realtà il pensiero di Maura sull’Alberghiero riflette la posizione dell’ente Provincia, che lui rappresenta esattamente come Pompeo, Sardellitti e Quadrini. Non ha copiato nulla, è sulla medesima lunghezza d’onda degli esponenti del Partito Democratico. Parla come loro, dice le stesse cose che dicono loro.

Semmai ci sarebbe da chiedersi come fanno i Fratelli d’Italia a stare in questa situazione. Non vogliamo sentire le solite frasi fatte che la Provincia è un ente di secondo livello e che non ci sono le differenze politiche. Le differenze politiche ci sono: le stesse di quando Fratelli d’Italia attaccava gli “azzurri” di Mario Abbruzzese per il sostegno sempre a Pompeo. Ma evidentemente i tempi sono cambiati.

Sovranista progressista. E copione.

FRUSONE-SEGNERI

Il 9 dicembre in Parlamento si voterà la modifica al Mes. Il Meccanismo europeo di stabilità che fa tanto schifo a Beppe Grillo, fondatore del Movimento Cinque Stelle. Si tratta di 37 miliardi di euro che potrebbero servire a potenziare la nostra Sanità nel momento di massimo impatto della pandemia da Coronavirus.

L’incontro tra Francesco De Angelis ed i parlamentari M5S Enrica Segneri e Luca Frusone

I Cinque Stelle si stanno spaccando, almeno a parole. Ci sono molti dissidenti pronti a votare no alla riforma del Mes. Il Governo di Giuseppe Conte potrebbe perfino andare sotto e aprire la strada ad elezioni anticipate, che il Capo dello Stato Sergio Mattarella non ha affatto escluso. Nel frattempo Forza Italia di Silvio Berlusconi è stata folgorata sulla via di Salvini. Insomma, un momento cruciale.

Luca Frusone ed Enrica Segneri, entrambi deputati, fanno parte dei Cinque Stelle dalla prima ora. Eppure mai prendono una posizione esplicita, mai si fanno notare sul territorio, meno che mai fanno parte di gruppi di dissidenti e di ribelli. Anche stavolta resteranno allineati sulle posizioni di Luigi Di Maio, il cardinale della stabilità governativa dei Cinque Stelle.

Loro non hanno bisogno di spostarsi e nemmeno di distinguersi.

Finché la barca va.

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