Proteste per distacchi e maxi-bollette, tutti in fila da Acea

FEDERICO CIRILLO per L’INCHIESTA QUOTIDIANO

EsasperAcea! Certo una crasi linguistica forte ma che riassume in un sol fonetico colpo tutta l’atmosfera che aleggia intorno a questo sempre più delicato argomento. Bollette stratosferiche, distacchi dei contatori, fatture che non arrivano o arrivano in ritardo per poi presentare, rateizzato o tutto insieme, il salato conto finale. Così può succedere che in un caldo, forse troppo caldo, giovedì di inizio Luglio, tutte queste topiche possano scatenare lamentele e piccole situazioni di caos quotidiano, figlie di un’esasperazione più grande che affligge migliaia di famiglie di tutta la provincia. Si tratta in realtà di una normale, seppur biasimevole, prassi alla quale, purtroppo siamo abituati ad assistere presso tanti uffici e sportelli nostrani: parlando dell’atavica ed indiscussa prima nemica di tutti i cittadini italiani, la fila.

Ieri mattina, infatti, presso l’ufficio dell’AceaAto5 di Frosinone, in Viale Roma, a presentarsi davanti agli sportelli per reclami, proteste e richieste spiegazioni in merito alle bollette e alle fatture sull’acqua erano davvero in molti: «più di cento» come hanno testimoniato i presenti che, seppur provati dal caldo, non hanno rinunciato ad avere delucidazioni in merito a ciò che loro reputano ingiusto, esagerato o comunque inopportuno.

«Stamattina (ieri mattina ndr ) – spiega una signora – un vero inferno. Centinaia di persone si sono presentate qui tutte insieme e, improvvisamente, appena giunti al numero 100, gli erogatori di ticket hanno smesso di funzionare». Da qui le proteste, quindi: «Non capisco, vogliono – ha commentato un signore, in fila dalla mattina presto – forse demotivare le persone a fare la fila e farle tornare a casa senza aver ricevuto le spiegazioni dovute? Io da qui non mi muovo di certo». Poi, ovvio, a rendere le cose più difficili e a far montare la rabbia, non mancano i soliti “furbetti”: «Stamane molti – commenta ancora qualcun altro – hanno approfittato della fila riservata agli invalidi e ai portatori di handicap per fare prima, pur senza presentare alcun documento che attestasse la loro condizione. Hanno, forse, pensato di essere più furbi di noi, arrogandosi il diritto di passare avanti a tutti con una trovata meschina?».

Insomma, a ben vedere, una sfortunatamente “classica” situazione che è ben rintracciabile in altri uffici pubblici fra file e lamentele, dapprima sottovoce, poi mugugnate e, infine, esplose del tutto. «Hanno addirittura – spiega un anziano signore – bloccato le porte scorrevoli per non far entrare più nessuno, invitandoci a tornare nel pomeriggio. Ma il ticket sarà ancora valido?». Per non mescolare troppo le carte in tavola e fare un minimo di ordine sulle questioni, abbiamo deciso di chiedere lumi e spiegazioni ad un addetto alla sicurezza, il quale ci ha prontamente spiegato che «dato l’enorme flusso di persone di questa mattina,si è pensato di erogare i biglietti fino al numero 100, in modo da poter garantire, fino al l’orario distacco per il pranzo – le 13:00 – il servizio a tutti i possessori di ticket. Ovvio è che, chi già ha il biglietto con sè e sta in fila, avrà accesso agli sportelli anche oltre l’orario di chiusura,su quello non ci piove. Poi nel pomeriggio, dalle 16:00, riprenderemo con l’erogazione normale dei ticket, ma comunque chi ha già il biglietto sicuramente riceverà assistenza e potrà adempire ai propri bisogni. Abbiamo bloccato la porta scorrevole è vero, ma l’apriamo e facciamo entrare tutti coloro che hanno con sè il biglietto».

Nulla di strano quindi, ma è fin troppo lampante e chiaro che, questa rabbia e questo malcontento generale, non siano causati certo solo da una fila troppo lunga, da un caldo che attanaglia o dai soli “furbetti” che le escogitano tutte per assicurarsi il podio del più incivile. Di certo le motivazioni, come accennato, sono ben altre e basta una minima ennesima goccia a far “traboccare il vaso” che più che di raffinata dinastia ming, sembra un vero e proprio vaso di Pandora, pronto ad eiettare sciagure, rabbia e un pizzico di follia: «Guardate – ci invita un signore mostrandoci la sua bolletta – questa fattura che mi è arrivata, relativa a maggio, è di quasi 5300 euro! A me e alla mia famiglia hanno staccato il contatore e, dopo aver deciso di rateizzare le fatture passate, con conseguente riallaccio, questa è stata la sorpresa. Dal riallaccio il contatore segnala 28 metri cubi di consumo fino ad oggi, mentre qui, in bolletta, me ne hanno segnati 162. Ho dovuto staccare il contatore in attesa di spiegazioni e chiarimenti. Come faccio a pagare, tutti insieme, 5300 euro? È assurdo!».

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