Prove di fusione a sinistra, al tavolo di Frosinone: Possibile, Sel, Pdci, movimenti e…

La lunga marcia inizierà ad ottobre. E porterà la sinistra italiana ad avere un nuovo, grande soggetto politico. Metterà insieme Possibile (la costola del Pd dalla quale Pippo Civati ha fatto nascere la suo nuova formazione), Sel (con ciò che resta del Partito fondato da Niki Vendola), Partito dei Comunisti Italiani (ed i sopravvissuti dopo l’uscita dal Parlamento per la formazione di Oliviero Diliberto), l’area dissidente Pd che fa riferimento all’ex sottosegretario al Lavoro Stefano Fassina ed all’ex eurodeputato Sergio Cofferati, forse la parte di Cgil che vorrebbe uno sbocco politico alle posizioni di Maurizio Landini.

I referenti provinciali sono già stati allertati. Se unione ci sarà, non avverrà come fu per il Partito Democratico: non verrà imposta la fusione a freddo che provò a mettere insieme Democratici di Sinistra (eredi del Pci) e Margherita (eredi della Dc) con i risultati che oggi sono evidenti. I territori avranno il loro ruolo e – anzi – dovranno preparare il terreno.

A settembre a Frosinone ci sarà una serie di riunioni informali (ma sui risultati delle quali i vertici nazionali vogliono essere aggiornati) che dovrebbero portare alla definizione di un documento politico unitario. Ad incontrarsi dovrebbero essere Armando Miarbella (Possibile), Giuseppe Fortuna (segretario provinciale di Sel)e Gaetano Capuano (già segretario provinciale di Frosinone e ora nel coordinamento regionale di Sel dove è Responsabile Organizzazione), Oreste Della Posta (PdCI), per allargare poi gli inviti a gente come Nazzareno Pilozzi (eletto deputato nella lista di Sel e poi passato a Led e quindi nell’orbita del Pd), fino a tutta l’area che al momento sta nel Pd per mancanza di alternative e tutto il vasto mondo dei movimenti.

Il banco di prova è il referendum lanciato da Possibile (qui il manifesto spedito in queste ore a Frosinone): otto quesiti referendari che riguardano i temi su cui le frizioni tra il gruppo di Renzi ed il fronte del dissenso interno Pd sono più forti. In pratica: riforma elettorale, Jobs Act, Sblocca Italia, riforma della scuola. Servono 500mila firme entro il 30 settembre. I banchi per la raccolta delle firme sono stati organizzati a Frosinone, Ceccano, Castro dei Volsci, Ceprano, Arce, Pontecorvo, Aquino, Cassino, San Giorgio a Liri, San Giovanni Incarico, Veroli, Boville Enrica, Monte San Giovanni Campano, Isola del Liri, Sora, Ferentino, Acuto, Piglio, Patrica, Supino, Alatri, Posta Fibreno.

Se il mezzo milione di firme necessario verrà raccolto con facilità, sarà il segnale che i tempi sono maturi per varare la nuova formazione politica. E le aree da cui proverranno quelle firme indicheranno dove il terreno è politicamente più fertile.

A Frosinone dicono di non saperne niente. Ufficialmente. Off the record c’è chi ammette “Si tratta di uno spazio molto grande, noi abbiamo proposto una forma che è quella di Possibile, per ora realizziamo questa, quando arrivano idee migliori ci avvisino”. Ed il dialogo sembra interessare molto anche le altre formazioni provinciali destinatarie della convocazione: “chi è di sinistra deve uscire dal Pd, ormai è chiaro a tutti che quelle di Renzi sono politiche neo liberiste e autoritarie: non capisco come possa trovarsi a suo agio in quel contesto un uomo come Francesco De Angelis” dice uno dei promotori del tavolo. Niente nomi, per ora. Niente polveroni. Per vedere, prima, se un’alternativa a sinistra è Possibile.

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