Province, Astorre proporrà di reintrodurre l’elezione diretta del Presidente

Ripristinare l'elezione diretta dei Presidenti di Provincia e dei Consigli Provinciali: è la proposta lanciata dal senatore Bruno Astorre, che in serata l'ha pubblicata sulla sua bacheca Facebook

Il senatore del Pd Bruno Astorre valuta la possibilità di presentare un Disegno di legge per cancellare una parte della riforma Delrio. E reintrodurre l’elezione diretta del Presidente della Provincia e dei Consiglieri Provinciali, restituendola ai cittadini.

Bruno Astorre lo ha scritto sulla sua bacheca Facebook. «Vorrei presentare un ddl per ripristinare le province elettive. Che ne pensate?».

Le Province erano state svuotate delle loro competenze dal governo Renzi. Per l’abolizione definitiva era necessario un referendum Costituzionale. Che però è stato bocciato: nessuno saprà mai quale fosse la reale volontà popolare. Infatti, la proposta era stata inserita in un quesito lungo ed articolato, che Renzi trasformò in un referendum su se stesso. perdendolo.

«Da quando non c’e’ piu’ l’elezione diretta del presidente della Provincia e dei consiglieri provinciali – rileva oggi Bruno Astorre manca uno dei principali legami istituzionali di prossimità col territorio e con le esigenze dei cittadini. Vi invito ad ascoltare i sindaci, io lo faccio ogni giorno e sento le loro serie difficoltà nel gestire, per esempio, strade e scuole perché non riescono a trovare interlocutori in Città Metropolitana che li stanno a sentire».

Il senatore, che aspira a diventare Segretario regionale del Pd nel Lazio (leggi qui Astorre vs De Angelis per la Segreteria Regionale Pd: diplomazie già in campo)  è stato consigliere provinciale a Roma nel 1995 e nel 1998.

All’epoca del dibattito sulla soppressione delle Province, i favorevoli sostenevano che ci sarebbe stato un notevole risparmio di denaro. I contrari, conti alla mano, facevano notare che il risparmio sarebbe stato di pochissimi soldi. Uno studio dell’Unione delle Province Italiane stimava che il risparmio sarebbe stato di appena 2 euro all’anno per ogni cittadino. Un tema che oggi il senatore riprende.

«So che mi direte che è un costo in più, ma al di là che il risparmio ha riguardato solo le spese per gli eletti, io credo che se un ente funziona bene e migliora la qualità della vita dei cittadini non è una spesa ma un investimento. E i nostri territori hanno bisogno di un ente provinciale che funzioni bene. Voi che ne pensate?».

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