Provincia, “ballano” gli assetti (di C. Trento)

Nel centrodestra le posizioni restano distanti, soprattutto sul Documento Unico di Programmazione Nel centrosinistra Germano Caperna con Italia Viva di Renzi. E nei Dem l’ex capogruppo Di Nota va all’attacco

Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

Il centrodestra fatica a ricompattarsi alla Provincia. Troppo ampia la distanza tra Daniele Maura e Gianluca Quadrini, capigruppo rispettivamente di Fratelli d’Italia e Forza Italia. Con la Lega che sta a guardare. Si attende la convocazione della prossima seduta del Consiglio, nel corso della quale all’ordine del giorno ci sarà il Documento Unico di Programmazione, ritirato la volta scorsa per approfondimenti. Ma sullo sfondo resta il tema politico. Sollevato soprattutto dai due consiglieri del Carroccio, Igino Guglielmi e Andrea Campioni, entrambi esponenti del Comune Frosinone. Il primo del Polo Civico, il secondo della Lista Ottaviani.

E non è neppure casuale che proprio Nicola Ottaviani abbia sottolineato che su questo argomento si misurerà il grado di compattezza del centrodestra provinciale.

Frosinone Consiglio Provinciale opposizione

Sulla stessa lunghezza d’onda Forza Italia. E fra l’altro Gianluca Quadrini ha detto la sua sul confronto a distanza tra il presidente della Provincia Antonio Pompeo e il Governatore del Lazio Nicola Zingaretti. Rilevando: «Abbiamo una Provincia completamente ferma soprattutto sul capitolo ambiente. In particolare da 5 anni, da quando Pompeo è presidente. Così, le aziende non vengono ad investire sul territorio perché mancano le autorizzazioni ambientali che restano bloccate anche 3 anni. E non è colpa del personale. Quello manca. Ma Pompeo non ha fatto nulla per aumentare il numero dei dipendenti. Neanche ci prova ad invertire la rotta».

Fratelli d’Italia sul punto non è intervenuto. Sul Dup però Daniele Maura ha spiegato agli alleati che Fratelli d’Italia presenterà emendamenti. Invitando pure gli “azzurri” a fare la stessa cosa. Il ragionamento è semplice e così sintetizzabile: “Cerchiamo di cambiare il Dup facendo accogliere le nostre proposte”. D’altronde lo stesso Maura, nel corso dell’ultima seduta, aveva ricordato non soltanto la natura di ente di secondo livello della Provincia, ma pure la circostanza che il presidente non può essere sfiduciato. Un messaggio evidente.

Seduta del Consiglio Provinciale

Poi ci sono i numeri: in aula consiliare il centrodestra parte da 7 voti, il centrosinistra da 6. Compreso Antonio Pompeo. Ma c’è da considerare la posizione di Gianluigi Ferretti, consigliere di Fratelli d’Italia che però nel Partito ha una posizione particolare per vie delle dinamiche politiche del Comune di Anagni. Insomma, situazione complessa e complicata. Con una matassa difficile da dipanare.

Sul versante del centrosinistra non mancano le novità. Intanto il Pd ha perso un consigliere, che ricopriva anche il ruolo di capogruppo. Parliamo di Germano Caperna, che nel frattempo ha aderito a Italia Viva di Matteo Renzi. Nei Democrat ci sono adesso un esponente (Alessandra Sardellitti) che fa riferimento a Base Riformista di Antonio Pompeo e due (Massimiliano Quadrini e Vincenzo Savo) che si riconoscono in Pensare Democratico di Francesco De Angelis. Caperna stava con l’area di Pompeo.

Nel dibattito interno al Pd entra pure Antonio Di Nota, capogruppo dei Dem nella scorsa consiliatura e attualmente assessore al Comune di Colle San Magno e vicepresidente dell’Unione Cinque Città. Rileva Di Nota: «Il Pd della provincia di Frosinone si avvia al suo lento e inesorabile indebolimento se non capisce che la discussione, il confronto, le diverse anime sono essenziali e non rappresentano invece dei “nemici” da distruggere».

Il consigliere Antonio Di Nota

E ancora: «Soffro nel vedere che il mio segretario attacca in maniera diretta il presidente della Provincia sulla materia ambientale. Soffro nel vedere non considerate Amministrazioni di centrosinistra solo perché espressione di esponenti che non si vogliono omologare al pensiero dominante. Chiedo pertanto a Zingaretti di ascoltare meno i cerchi magici e più i territori. Siamo ad un bivio». 

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