Provincia, colpo di scena: modificata la Legge: potranno candidarsi molti più sindaci

Approvato un emendamento al Milleproroghe in Parlamento. Il quadrilatero del Partito Democratico e la Babele del centrodestra. Tutti i possibili sfidanti di Antonio Pompeo. E Luigi Vacana sonda i… Cinque Stelle

Rien ne va plus”. O forse no. C’è un colpo di scena nelle elezioni Provinciali che si terranno il prossimo autunno.

Per l’elezione del presidente della Provincia si voterà il 31 ottobre. In altre parti anche per i consiglieri, ma non a Frosinone. Perché il mandato dei dodici consiglieri qui scade a gennaio. E questo si sapeva. (leggi qui Provincia, si vota il 31 ottobre e solo per il presidente)

Il colpo di scena è che non c’è più il vincolo in base al quale si consentiva la candidatura solo ai sindaci che avessero davanti almeno un altro anno e mezzo di mandato da svolgere nel loro Comune.

La norma è stata cambiato con un emendamento approvati in Parlamento giovedì scorso. Conferma la data del 31 ottobre. E aggiunge però “che in deroga a quanto previsto dall’articolo 1, comma 60, della legge 7 aprile 2014, numero 56, sono eleggibili a presidente della provincia i sindaci della provincia, il cui mandato scada non prima di dodici mesi dalla data di svolgimento delle elezioni”.

Significa che potrebbero candidarsi anche i sindaci in scadenza da qui ad un anno. Il discorso naturalmente riguarda il centrodestra, visto che il centrosinistra punterà su Antonio Pompeo.

La Babele del centrodestra

Forza Italia potrebbe candidare, per esempio, sindaci come Daniele Natalia (Anagni) e Alioska Baccarini (Fiuggi). Ma è complicato pensare che entrambi possano decidere di scendere in campo in un contesto così diviso.

Già il primo cittadino di Frosinone Nicola Ottaviani si è detto indisponibile: teme il fuoco amico degli amministratori di Mario Abbruzzese, ma anche la posizione “ostile” della Lega in questo momento. Ottaviani ha da tempo fiutato la situazione e, per quanto non sintonizzato sulla stessa lunghezza d’onda di Abbruzzese, sa perfettamente che in questo momento Forza Italia deve fare squadra. Lo vogliono Antonio Tajani e Claudio Fazzone. Altri primi cittadini che possono candidarsi sono Carlo Maria D’Alessandro (Cassino), Anselmo Rotondo, Tommaso Ciccone (Pofi). Vedremo.

Forza Italia è convinta che alla fine Lega e Fratelli d’Italia presenteranno un loro candidato alla presidenza. Roberto Caligiore (Ceccano) continua a rimanere al coperto, ma alla fine potrebbero riuscire a convincerlo.

Forza Italia potrebbe provare a raggiungere un’intesa con Noi con l’Italia. I rapporti tra Antonio Tajani e Alfredo Pallone sono ottimi.

Pompeo e il quadrilatero del Pd

Il presidente della Provincia sta mappando il voto ponderato. Il fatto che si voterà in due fasi lo avvantaggia, perché lui punta sul rapporto diretto con gli amministratori.

A cominciare da quelli del Pd. Però Massimiliano Mignanelli sta costruendo una formazione civica che guarda al centro e perfino al centrodestra.

Mentre Luigi Vacana è scatenato: non solo a sinistra, pure nella direzione del Movimento Cinque Stelle. Potrebbe convincere qualche consigliere comunale pentastellato ad orientarsi su Pompeo.

Intanto nel Partito Democratico è delineato un quadrilatero, formato dal presidente dell’Asi Francesco De Angelis, dal capogruppo regionale Mauro Buschini, dal consigliere regionale Sara Battisti e dallo stesso Antonio Pompeo. Un patto di ferro a quattro che coinvolgerà anche molti esponenti civici. E perfino di centrodestra.