Provincia – Comune di Frosinone, gli incroci pericolosi della politica

Adesso che alle comunali di Frosinone è ufficiale l’appoggio di Area Popolare di Alfredo Pallone al sindaco Nicola Ottaviani, e quindi al centrodestra, nel Pd più di qualcuno si appresta a chiedere al presidente della Provincia Antonio Pompeo di rompere l’alleanza di governo con il partito di Alfano e quindi di revocare le deleghe di vicepresidente ad Andrea Amata.

L’onorevole Nazzareno Pilozzi e il presidente del partito Domenico Alfieri lo hanno già detto. Bisognerà vedere cosa farà Pompeo, che su questo tipo di coalizione ha investito tutto, estromettendo Forza Italia. Raccogliendo, seppure tardivamente l’indicazione del partito.

Forse però bisognerà vedere cosa ne penserà anche Fabrizio Cristofari, candidato sindaco del Pd e del centrosinistra a Frosinone. Cristofari, nella conferenza stampa di dieci giorni fa, aveva detto che se Area Popolare avesse sostenuto Ottaviani “ce ne faremo una ragione”. Aggiungendo però che avrebbe trovato strano una decisione del genere senza neppure un confronto sul programma.

Infatti la decisione di Alfredo Pallone è stata politica, determinata dalla rottura con il leader del Pd Francesco De Angelis. Anche per quanto accaduto alle provinciali, quando De Angelis ha deciso di candidare nella lista del Pd Massimiliano Mignanelli, esponente politico di Area Popolare. Pallone e Mignanelli hanno pessimo rapporti, ma il fatto è che forse, considerando le elezioni del capoluogo, si poteva evitare di fornire al coordinatore regionale di Area Popolare l’alibi politico perfetto. Un elemento sul quale Cristofari ha riflettuto a lungo.

Il presidente di medici da qualche settimana ha iniziato a fare campagna elettorale a modo suo, prescindendo dalle scelte del Partito Democratico. Le somme si tireranno alla fine, ma intanto Cristofari un risultato lo ha già raggiunto: se vince avrà fatto lui il miracolo, se perde non poteva fare altro considerando le condizioni del Pd.

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