Provincia e Comuni, le ultime roccaforti delle coalizioni 

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Antonio Pompeo in questi quattro anni ha dimostrato che si può rilanciare perfino un ente intermedio di secondo livello. Su Tommaso Ciccone il centrodestra non può scherzare perché, comunque vada, c’è un’alleanza senza la quale tutti sarebbero più deboli

La prossima volta potrebbe esserci l’elezione diretta del presidente della Provincia, soprattutto se Lega e Fratelli d’Italia andranno avanti lungo il percorso che hanno più volte tracciato. Intanto però, rispetto a quattro anni fa, questi enti di secondo livello hanno riconquistato la centralità politica piena. Perfino ieri, nel corso della nascita del Polo del freddo Froneri-Pacaro, in tanti hanno sottolineato il ruolo di Antonio Pompeo, presidente della Provincia e sindaco di Ferentino. 

 

Il fatto è che a pochi giorni ormai dal 31 ottobre, è evidente come queste elezioni rappresentino un punto di svolta per i partiti, per le liste civiche, per le coalizioni, per i sindaci, per le maggioranze e per le opposizioni. A Frosinone, Cassino, Sora, Ceccano, Alatri, Anagni, Pontecorvo, Veroli e Isola Liri.

Il fatto che alle urne si rechino sindaci ed amministratori fa sì che l’intero panorama politico locale sia coinvolto. La grande partecipazione agli incontri che Antonio Pompeo ha svolto ad Anagni, Cassino e Atina va in questa direzione. E’ come se nessuno volesse sfilarsi, perché a questo punto è tutto collegato. Vincere alla Provincia darebbe una spinta pure in vista delle comunali. Mentre una sconfitta avrebbe l’effetto opposto.

Antonio Pompeo è diventato il catalizzatore del Pd e del centrosinistra ed è per questo che i big lo sostengono in maniera convinta. E’ tutto in gioco.

Anche nel centrodestra, Tommaso Ciccone ha chiamato a raccolta tutti ieri sera e nessuno è mancato.

Viene marcata ancora una volta la differenza che sta caratterizzando fin dall’inizio le loro campagne elettorali: Pompeo si circonda di iniziative con sindaci ed amministratori, Ciccone sta dando un’impronta politica talmente evidente da avere avviato una ricostruzione del ruolo dei Partiti nella vita pubblica.

Non è uno sprovveduto. Il suo disegno è proprio questo: i sindaci sono politica, le loro sclete sono politica, stare uniti è politica più forte. lo ha detto nel confronto televisivo che i due candidati hanno avuto nella prima puntata di A Porte Aperte su Teleuniverso. (leggi qui Porte aperte e colpi sotto la cinta tra i due candidati alla Provincia). L’impressione è che la campagna elettorale per le Provinciali sia solo il preludio ad una campagna di dimensioni più grandi e impegnativa.

 

Indipendentemente da come andrà il risultato del voto ponderato, anche il centrodestra ha bisogno di segnali di compattezza. Perché in fondo Comuni e Province sono gli unici terreni politici nei quali è possibile immaginare una risalita per il Pd e un ricompattamento per il centrodestra.

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