Il ruggito della Provincia: martedì l’accordo di programma 2.0

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La Provincia di Frosinone va al ministero per firmare l'Accordo di Programma. È la dimostrazione del ruolo che l'ente ha assunto nelle politiche di sviluppo e del Lavoro.

Fabio Cortina

Alto, biondo, robusto, sOgni particolari: molti

In barba alla riforma Delrio. Doveva averla svuotata di tutte le competenze. Riducendola ad uno scatolone vuoto in attesa di essere cancellata. Invece, la Provincia di Frosinone martedì andrà a Roma a firmare l’Accordo di Programma: quel gioco di squadra tra enti, associazioni, Ministero ed Invitalia, che attraverso un bando, mette a disposizione fondi per il territorio dell’area nord della Ciociaria. Con l’obiettivo di portare investimenti e lavoro.

Un accordo 2.0, visto che il primo tentativo si è perso nei tecnicismi, non fornendo risposte alla Ciociaria e al suo tessuto produttivo, nel più classico dei “Vorrei ma non posso”.

 

Un risultato al quale si arriva solo grazie alla testardaggine di chi non si è voluto arrendere alla riforma e non ha lasciato che la Provincia si riducesse ad un semplice passacarte.

Questo lo sa il Presidente Pompeo che rivendica quanto fatto in questi anni: «Il lavoro di squadra e la sinergia tra le Istituzioni e il mondo imprenditoriale e sindacale ha portato, ancora una volta, agli esiti sperati“.

Esiti che per ora sono rimasti sulla carta. Perché i tempi del bando si sono allungati, non hanno fatto in tempo a produrre i posti di lavoro e la ripresa economica. Questa volta, per il presidente Pompeo sarà diverso: «Adesso il nostro impegno – spiega – deve essere quello di vigilare con attenzione sull’iter che seguirà l’accordo per evitare gli errori del passato, così come abbiamo fatto nelle predisposizione del progetto di riconversione e riqualificazione chiedendo espressamente di coinvolgere le Piccole e Medie Imprese».

 

Sì, perché la follia più grande dello scorso accordo fu quella di non inserire tra i beneficiari quelle imprese non di grosso calibro che sono l’ossatura di quel poco che resta del mondo produttivo ciociaro. E poi c’è l’ambiente: gran parte dell’Accordo si gioca sulla già devastata Valle del Sacco, quindi lo sviluppo dovrà camminare di pari passo con la salvaguardia.

Capiamoci bene: non c’è nulla da esultare nell’essere un’area di crisi e di questo ne è convinto anche il Presidente Pompeo, ma avere uno strumento del genere per cercare di tornare quantomeno alla normalità, è un segnale positivo.

 

È la sintesi dei concetti che il presidente aveva spiegato durante il primo e finora unico confronto diretto con il suo avversario Tommaso Ciccone. In diretta tv, durante la prima puntata di A Porte Aperte, Antonio Pompeo aveva spiegato che la Provincia deve avere un ruolo: con o senza controriforma Delrio. Un risultato che aveva rivendicato davanti alle telecamere. (leggi qui Porte aperte e colpi sotto la cinta tra i due candidati alla Provincia)

 

Un segnale raccolto anche dall’Asi che fa gioco di sponda con la Provincia ed è pronta a mettersi a disposizione: «Sarà  compito di tutti seguire attentamente l’iter dell’accordo – afferma il presidente Francesco De Angelise adottare tutti gli strumenti necessari per dare supporto e maggiore forza al progetto di sviluppo e di crescita della nostra economia».

L’appuntamento con i tecnici del Palazzo del Ministero in Via Molise è fissato per martedì.

 

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