Provincia, inizia la consiliatura più delicata

Il 30 dicembre la convalida degli eletti. Il presidente Pompeo conferma le indiscrezioni: cercherà un assetto che tenga dentro tutti. Lega e FdI: "Se prevarrà l'amministrazione sulla politica noi ci saremo”. È impensabile però che De Angelis abbia fatto il regista dell’operazione Polo Civico per poi non avere i numeri in aula

«Questi sono i giorni dedicati alla conciliazione ed alla Pace: anche per questo sono sicuro che troveremo il giusto equilibrio. Conciliando così le posizioni di un centrosinistra che ha indubbiamente vinto le elezioni e quelle di tutti gli altri consiglieri con una diversa sensibilità politica. C’è bisogno delle energie di tutti per sfruttare al massimo le risorse del Pnrr. È il solco tracciato anche dall’Unione Province Italiane: siamo enti di II Livello e come tali dobbiamo governare»: il presidente della Provincia di Frosinone Antonio Pompeo scopre le carte.

Il suo centrosinistra ha vinto le elezioni. Ma lui vorrebbe varare un assetto che tenga tutti dentro. Come avvenuto fino ad oggi. Nella Consiliatura appena chiusa ha tenuto dentro pure i Fratelli d’Italia, affidandogli la presidenza d’Aula. I risultati della settimana scorsa gli consentirebbero di farne a meno.

I campi larghissimi di Pompeo

Antonio Pompeo

Il 30 dicembre inizierà la quarta consiliatura dell’era di Antonio Pompeo come presidente della Provincia. Con la convalida dei 12 consiglieri eletti lo scorso 18 dicembre. Tantissime novità. In Consiglio provinciale non c’è proprio bisogno di una maggioranza e comunque dal 2014 Pompeo non ha mai avuto problemi di numeri. Per una ragione semplice: si è costantemente affidato alla strategia della collaborazione. Anche con chi è collocato all’opposizione. Stavolta vedremo come andrà.

Il centrodestra ha 5 consiglieri, 3 dei quali sono della Lega: Luca Zaccari, Gianluca Quadrini, Andrea Amata. Il coordinatore provinciale Nicola Ottaviani non ha intenzione di tenere il Carroccio all’opposizione. Su questo non ci sono dubbi. «Dobbiamo capire se la Provincia vuole essere amministrata come ente di II livello. In questo caso si puo imbastire un ragionamento che riguarda anche altri Enti di pari categoria. Se però la politica dovesse prevalere sulla gestione a quel punto il centrodestra starebbe da una parte e la sinistra dall’altra».

Nel 2022 si voterà a Frosinone e Nicola Ottaviani dovrà valutare se le grandi intese siano un biglietto da visita straordinario o meno.

Fratelli in attesa

Daniele Maura

Fratelli d’Italia di Consiglieri ne ha 2: Daniele Maura e Riccardo Ambrosetti. La volta scorsa Maura esercitò le deleghe di presidente dell’Aula, nell’ambito di un accordo di natura istituzionale con Pompeo. Stavolta, almeno in teoria, le condizioni non ci sono: Pompeo ha una maggioranza ampia ed autosufficiente. Ma la sua dichiarazione è chiara: vuole tentare una sintesi e provare a tenere dentro anche Maura e le truppe di Ottaviani.

«Noi attendiamo – dice Daniele Maura – e come sempre siamo disposti a ragionare. È chiaro che il nuovo quadro politico ci impone di avviare prima un ragionamento con la Lega per svilupparne poi uno unitario». Il presidente d’Aula uscente ribadisce il concetto espresso in questi ultimi due anni: «Per noi, le competenze della Provincia riformata riguardano temi come le strade, le scuole, le manutenzioni. Temi cioè che non hanno natura politica ma amministrativa. Dipende da come vorrà ragionare la nuova maggioranza».

Un equilibrio da Cardinali

La grande novità di questa tornata è rappresentata dal Polo Civico. Ha piazzato in Aula due Consiglieri. «Non rivendichiamo nulla» assicura il neo Consigliere Alessandro Cardinali. Spiega: «Ci aspettiamo un riconoscimento per i due Consiglieri che abbiamo eletto e che ora consentono al presidente Antonio Pompeo di fare ragionamenti del tutto diversi dal passato. Aspettiamo nel più totale spirito di collaborazione».

Chi decide cosa in Provincia

Alessandro Cardinali

Sulla carta non ci sono dubbi per quanto riguarda la formazione della maggioranza, se si decidesse di andare ad una divisione netta.

Intanto c’è il Pd, completamente rinnovato nella rappresentanza in Consiglio. Sono stati eletti Antonella Di Pucchio, Enrico Pittiglio, Gino Ranaldi, Alessandro Mosticone. L’asse tra De Angelis e Pompeo è una sorta di schieramento di tank. Nessun problema. Poi c’è Luigi Vacana, vicepresidente uscente e leader di Provincia in Comune. Siamo a 5. Anzi a 6 considerando anche Pompeo. Infine il Polo Civico di Gianfranco Pizzutelli. Gli eletti sono 2: Alessandro Cardinali e Alessandro Rea. Due esponenti dalla personalità politica forte. Però il punto è semplice: la lista del Polo Civico è stata messa in piedi da Gianfranco Pizzutelli e da Francesco De Angelis. Con la longa manus di Marco Delle Cese.

Quindi è difficile credere che De Angelis non abbia calcolato anche lo scenario di governo. Certamente Antonio Pompeo dovrà lavorare (e bene) sull’affidamento delle deleghe. Ma questo non può rappresentare un problema. (Leggi qui Provinciali, i compiti a casa di Partiti e leader politici).

Inizia una consiliatura importante, perché poi tra meno di un anno scade il secondo mandato di Antonio Pompeo e bisognerà eleggere il Presidente. Pochi i Comuni al voto, tra i quali Frosinone, attualmente amministrato dal centrodestra. Questo per dire che non ci saranno cambiamenti sostanziali nella platea dei grandi elettori. E Francesco De Angelis vuole un altro presidente del Pd. Il centrodestra, per provare a recuperare, dovrà dimostrarsi unito. Attualmente non si vedono le condizioni.

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