Provincia, meno male che dovevamo abolirla

Meno male che la Provincia doveva diventare un ente per panchinari, una sorta di cimitero degli elefanti, una riserva indiana per i politici “trombati” in cerca di una sistemazione onorevole.

 

In realtà è andata diversamente, ben prima che gli italiani bocciassero il referendum costituzione del 4 dicembre 2016. A Frosinone poi l’ente non è mai stato così politicamente centrale.

 

Il sindaco di Ferentino Antonio Pompeo, dopo aver battuto Enrico Pittiglio nel “derby” del Pd, ha iniziato una vera e propria ascesa sul piano mediatico e politico. Al punto che oggi è in corsa per una candidatura alle regionali. Sempre alle regionali puntano Gianluca Quadrini e Danilo Magliocchetti (Forza Italia), Andrea Amata e Massimiliano Mignanelli (Alternativa Popolare). Tutti sull’onda lunga del ruolo svolto alla Provincia in tre anni.

 

Domenico Alfieri, sindaco di Paliano e presidente provinciale del Pd, si è ritagliato un ruolo di primo piano nella componente che fa riferimento a Francesco Scalia e Nazzareno Pilozzi. Potrebbe perfino essere il prossimo segretario del Pd se Simone Costanzo dovesse ottenere una candidatura alle politiche o alle regionali.

 

Dopo il laboratorio della scorsa consiliatura tra Pd e Forza Italia, è arrivata la stagione della contrapposizione durissima tra i due partiti, anche in questo caso anticipando le dinamiche nazionali.

 

Per non parlare del merito di alcune tematiche: sull’acqua, sui rifiuti, sulle politiche occupazionali, sulle scuole, sulle strade la Provincia mantiene un ruolo centrale. Anche in assenza di fondi di un tempo. Segno certamente che il decreto Delrio è stato sbagliato nella forma e nella sostanza. Intanto perché non è dal risparmio sulle Province che si mettono a posto i conti dello Stato. Semmai si dovrebbe intervenire sulle Regioni. Ma manca il coraggio politico.

 

Ma poi, proprio in questo ultimo anno, è emersa l’importanza di un ente come la Provincia per il coordinamento e l’attuazione di piani contro il dissesto idrogeologico e sul fronte della prevenzione: degli incendi, delle frane, dell’invasione dei cinghiali.

 

Quanto successo nelle ultime ore con il giallo della doppia convocazione della conferenza dei capigruppo (leggi qui ‘Giallo alla Provincia: capigruppo convocati a loro insaputa’) rappresenta paradossalmente un altro segnale di vitalità politica dell’ente. Lo scontro tra il consigliere delegato alla presidenza dell’aula Luigi Vacana (civica A Difesa del Territorio) e Danilo Magliocchetti (Forza Italia) è destinato a salire di tono. Fra un anno poi potrebbe essere il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani l’uomo sul quale Forza Italia di Mario Abbruzzese punta per sfidare Antonio Pompeo. Il quale sta tessendo una tela molto vasta: con Simone Costanzo, con i sindaci, con Mauro Buschini. Forse nell’eventualità di una ricandidatura proprio alla presidenza della Provincia.

 

Se Antonio Pompeo sarà in campo per il mandato bis a Ferentino significa che alle regionali non sarà in campo. Quindi potrà fare accordi per sostenere altri esponenti del Pd. Continuando a lavorare sul partito dei sindaci. La Provincia è sempre più centrale politicamente.

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