Provincia, Pompeo non vuole una maggioranza di De Angelis

 

CORRADO TRENTO
Ciociaria Editoriale Oggi

 

 

In realtà è tutto in gioco e non ci sono compartimenti stagni: la situazione degli equilibri all’interno della maggioranza di centrosinistra alla Provincia si intersecano con i rapporti di forza all’interno del Partito Democratico. Nella prospettiva naturalmente delle prossime candidature alle politiche e alle regionali. Perché una cosa è chiara sin da adesso: gli spazi sono ridottissimi e ci sarà una sorta di battaglia senza esclusione di colpi per la sopravvivenza politica.

 

Alleanze alla Provincia

Nei giorni scorsi c’è stato un lungo colloquio riservato tra il presidente Antonio Pompeo e Alfredo Pallone, coordinatore regionale di Alternativa Popolare. Facile immaginare il tema del confronto, che si può sintetizzare in una domanda: Alternativa Popolare resterà in maggioranza? Oppure, per via degli accordi al Comune di Frosinone (sostegno a Nicola Ottaviani), si può immaginare un’estromissione all’ente di piazza Gramsci?

In realtà Pompeo non intende spaccare la coalizione. Intanto perché ai suoi fedelissimi ha detto che è stanco di trovarsi sempre lui sotto i riflettori delle alleanze (è successo già con Forza Italia), quando invece in altri enti, a cominciare dal Consorzio Asi, il problema non si pone.

C’è poi un’altra motivazione: con una maggioranza quasi tutta dei Democrat, inevitabilmente a dettare le regole sarebbe l’area di Francesco De Angelis e Mauro Buschini, che esprime 4 dei 6 consiglieri. Eventualità che Antonio Pompeo vorrebbe evitare.

 

La partita delle regionali

Ormai è abbastanza evidente che alle regionali si prospetta una sfida interna molto aspra nel Partito Democratico. Con il presidente della Provincia Antonio Pompeo che intende concorrere, entrando quindi inevitabilmente in competizione sia con l’assessore regionale Mauro Buschini che con il consigliere regionale Marino Fardelli. Una novità che apre scenari finora inesplorati. Anche e soprattutto in considerazione del fatto che si voterà contemporaneamente, sia alle politiche che alle regionali. E gli equilibri saranno complicati e complessi.

Per le parlamentari ci sono intanto gli uscenti: i senatori Francesco Scalia e Maria Spilabotte e il deputato Nazzareno Pilozzi. Poi c’è Francesco De Angelis, referente dell’area maggioritaria del partito, che ha aderito alla componente del presidente nazionale del partito Matteo Orfini. Area nella quale c’è da sempre Sara Battisti, vicesegretario provinciale. Pure lei punta ad una candidatura. Quindi il segretario provinciale Simone Costanzo, dell’area del ministro Dario Franceschini e del senatore Bruno Astorre. Si sgomiterà. E neppure poco.

 

Il nodo delle commissioni

Tornando agli assetti della Provincia. Sulle presidenze delle commissioni si determineranno equilibri importanti. Ma intanto il vicepresidente Andrea Amata (Alternativa Popolare) rileva: «Per quello che mi riguarda non esiste alcuna “ossessione” politica per le presidenze delle commissioni. Per il resto, non mi sembra che ci siano problemi». Amata sgombra il campo. E in questo modo lancia un messaggio esplicito al Pd, che potrà quindi indicare tutti e quattro i presidenti delle commissioni. Fra le altre cose c’è la posizione politica di Massimiliano Mignanelli, consigliere provinciale eletto nella lista del Pd ma che è rimasto nell’orbita del partito di Angelino Alfano, attraverso il ministro Beatrice Lorenzin.

Senza i due di Alternativa Popolare la maggioranza scenderebbe a quota sei. Con l’opposizione che potrebbe salire alla stessa cifra (i quattro di Forza Italia e i due di Alternativa Popolare). Anche per questo tipo di considerazione Antonio Pompeo non vuole sentir parlare di una simile opzione.

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