Provincia, se Pompeo resta in carica in prorogatio…

L’ipotesi è molto solida, basta vedere le date. Il mandato del presidente scade il 31 ottobre 2022. Potrebbe rimanere fino alla primavera del 2023, quando si voterà per politiche e regionali. Ecco perché cambierebbe tutto.

Il mandato da presidente della Provincia di Frosinone di Antonio Pompeo scade il 31 ottobre 2022. La normativa prevede che le elezioni per il rinnovo vengano fissate entro sessanta giorni dalla proclamazione degli eletti delle comunali più vicine. Bene.

A meno di uno slittamento delle amministrative di primavera in autunno causa Covid, non ci sono consultazioni Comunali nel periodo antecedente ad ottobre 2022. Vuol dire che Antonio Pompeo potrebbe restare in carica in prorogatio, arrivare fino alla primavera 2023. Quando cioè si voterà per politiche e regionali.

Un elemento da tenere a mente nel complesso quadro delle candidature locali.

Provincia ed incastri elettorali

Pompeo e De Angelis

Da presidente della Provincia in carica Antonio Pompeo avrebbe un peso sicuramente diverso. I Dem dovranno definire un quadro che tenga insieme le ambizioni dei quattro big tra Parlamento e Regione Lazio. Prima scelta a Francesco De Angelis: nemmeno a dirlo. Sarà lui a decidere dove provare a concorrere in una posizione eleggibile: Camera o Senato. Poi è chiaro che bisognerà tenere conto dei due consiglieri regionali uscenti: Sara Battisti e Mauro Buschini.

Ma alle Regionali ha fatto capire di voler puntare anche Antonio Pompeo. E sicuramente la definizione del candidato alla presidenza della Provincia destinato a succedergli non è un elemento di poco conto. Andrà soppesato al tavolo delle trattative. Il recente riavvicinamento tra Francesco De Angelis e Antonio Pompeo va letto nel quadro appena descritto. (Leggi qui La guerra nel Pd è finita, votate in pace).

Ci sarà tempo per definire incastri ed equilibri, ma intanto l’esito delle provinciali del 18 dicembre sarà importante. Uno scenario che deve prendere in considerazione pure il centrodestra, perché se le elezioni per la presidenza della Provincia slitteranno dopo le politiche e le regionali, allora il quadro cambia. Di parecchio. Perché anche nel centrodestra non mancano le ambizioni. E il quadro non è esattamente unitario, considerando soprattutto la spaccatura tra Lega e Fratelli d’Italia.

Dopo Sora, ora c’è Frosinone. Pure su questo versante l’esito delle provinciali farà capire i rapporti di forza e gli equilibri. Inevitabilmente.

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