Quel vertice in cui il Centrodestra rischia di perdere la Provincia

Il Centrodestra oggi si riunisce per individuare la soluzione unitaria per le elezioni comunali di Anagni. Ma rischia di perdere la Provincia. Perché non ha invitato Alfredo Pallone. Che in scuderia ha Gianluca Quadrini. Con la metà dei voti presi la volta scorsa da tutta Forza Italia

I leader di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia si vedono questa mattina. Tentano di trovare una soluzione al mosaico elettorale che sta bloccando le elezioni comunali di Anagni. Ma senza accorgersene rischiano di perdere le elezioni provinciali del prossimo autunno.

L’onorevole Francesco Zicchieri (Coordinatore regionale della Lega per il Lazio), il senatore Massimo Ruspandini (parlamentare FdI della provincia di Frosinone), il presidente Adriano Piacentini (Coordinatore provinciale di Forza Italia e presidente del Consiglio a Frosinone) non hanno invitato la ‘Quarta Gamba’ del tavolo politico costruito da Silvio Berlusconi. Nessuno ha fatto una telefonata ad Alfredo Pallone, coordinatore regionale di Noi con l’Italia.

L’errore strategico compiuto dai tre leader rischia di essere fatale. Non sulle elezioni comunali di Anagni: lì il Centrodestra ha già in tasca una larga quota di consensi, abbastanza da centrare il ballottaggio, non sufficienti per vincere al primo turno; la quota di sicurezza può essere raggiunta aggregando le civiche di Beccidelli (scomponendo così quello che cinque anni fa fu il polo Progetto Anagni) ed il Pd (che ha dato la sua disponibilità ma all’interno di una cornice politica ben precisa) (leggi qui Sono Sordo ma non al grido di Anagni che vuole essere governata).

Allora cosa c’entra la Quarta Gamba? Se a fare la differenza saranno altri perché perdere tempo a chiamare altre voci ad un tavolo che già a tre si presenta complesso?

Escludere Alfredo Pallone dal tavolo su Anagni significa mettere a rischio le elezioni provinciali. E servire su un piatto d’argento la rielezione ad Antonio Pompeo.

Alle provinciali del prossimo inverno si voterà ancora una volta con il metodo introdotto dalla riforma Delrio: saranno i sindaci ed i consiglieri comunali a scegliere il presidente della Provincia ed il suo Consiglio. Con un voto che avrà un peso ‘ponderato’ in proporzione al numero degli abitanti del Comune che rappresentano. E la volta scorsa, a mettere in campo un peso micidiale fu Gianluca Quadrini, presidente della Comunità Montana di Arce ma soprattutto consigliere comunale ad Arpino. Fu capace di mettere d’accordo decine di piccoli Comuni: ottenne da solo la metà di tutti i voti presi da Forza Italia.

Escludere Alfredo Pallone ora significa escludere Gianluca Quadrini.

Il presidente uscente Antonio Pompeo lo sa. Non è un caso che stia lavorando per ereditare tutta la componente Dem lasciata senza un leader con il ritiro del senatore Francesco Scalia dalla politica attiva. E non è un caso che lui la telefonata ad Alfredo Pallone l’abbia fatta da tempo: due anni fa sono stati alleati. E ora intende riproporre lo stesso schema politico. Che ha garantito due anni di governabilità all’Ente, riconoscendo a Pallone (a quel tempo NcI era ancora tutta unita in Alternativa Popolare) la vice presidenza della Provincia assegnata ad Andrea Amata.

Da allora Alternativa Popolare non esiste più, Andrea Amata non si è riconosciuto nel progetto di NcI ed ha aderito alla Lega, Quadrini è stato costretto a lasciare Forza Italia perché altrimenti avrebbe rischiato di essere eletto consigliere regionale al posto di Pasquale Ciacciarelli e se n’è andato in NcI portandosi circa 5mila voti.

Proprio quel peso politico che a fine anno potrebbe essere strategico per le prossime elezioni. Antonio Pompeo è pronto a valutare l’ipotesi della vice presidenza Gianluca Quadrini (leggi qui Quadrini vice presidente della Provincia: si studia il laboratorio politico)

Il presidente della Comunità Montana e, per ora, consigliere provinciale d’opposizione, è rientrato ieri sera intorno alle 21 da Londra. «Noi con l’ Italia, sia alle politiche che alle regionali, si è schierata con il centrodestra. È chiaro che adesso però aspettiamo risposte che siano il frutto di attenzione politica. La vicepresidenza della Provincia? C’era un accordo che Alternativa Popolare aveva fatto con il centrosinistra. Registriamo che in questa fase, importante e delicata, gli alleati del centrodestra alle Politiche e alle Regionali non ci coinvolgono sul piano locale. Non siamo stati chiamati ad alcun tavolo: né per le comunali di Anagni né per altri contesti. Ne prendiamo atto»

Se Parigi valse bene una messa per re Enrico IV, la Provincia vale bene una telefonata. Seppure con la scusa di parlare d’Anagni.

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