Provincia, via al Bilancio «e poi mettiamo i soldi»

Poco da discutere, poco da amministrare e da gestire. E’ bastata un’ora per approvare il bilancio di previsione dell’amministrazione Provinciale di Frosinone. Una discussione ridotta all’osso così come i conti.

Talmente noiosa che l’unico sussulto è arrivato quando il capogruppo di Forza Italia Gianluca Quadrini ed il suo predecessore Danilo Magliocchetti hanno pubblicato una foto con il presidente provinciale Pd seduto in mezzo a loro. Il commento: “Domenico Alfieri è passato con noi“. Dopo pochi minuti un’altro scatto assicurava che fosse tornato a sedersi tra i banchi della maggioranza.

Quello arrivato nelle ore scorse è il primo via libera del consiglio provinciale al bilancio di previsione 2017: ora il documento passa all’attenzione dell’assemblea dei sindaci per il parere, poi tornerà in aula per l’approvazione definitiva. Il documento contabile è passato con i voti favorevoli della maggioranza e quelli contrari di Forza Italia.

I conti dicono che vengono garantite le funzioni fondamentali. Ma le risorse non bastano per tutto: la Provincia ha detto che provvederà con variazioni successive a dotare di un budget maggiore i vari capitoli. E da dove dovrebbero arrivare i soldi per il budget maggiore? Recuperando i finanziamenti dimenticati e riversando poi tutti i risparmi sui servizi.

E’ un appellarsi alla Divina Provvidenza.

Soprattutto, quello di Antonio Pompeo e la sua maggioranza è un confidare nel fatto che tre anni fa l’allora presidente Giuseppe Patrizi si sia dimenticato di rastrellare qualcosa. Pure lui venne illuminato dall’idea dei  finanziamenti dormienti: si presentò in  Regione con l’elenco dei soldi che da anni attendevano d’essere spediti a Frosinone. Reclamò una trentina di milioni. E poco ci mancò che lo rimandassero come l’eremita Pietro (con una mano dinanzi ed una di dietro). In Regione gli fecero notare che anche da Frosinone si erano dimenticati un po’ di vaglia e bonifici da fare a Roma. Tra dare e avere rimaneva poca cosa. Che Patrizi si fece riconoscere e con cui tirò a campare.

L’altra speranza sta nei trasferimenti dallo Stato. Cioè che il Governo apra i cordoni della borsa e mandi qualcosa alle Province.

A quel punto verrà fatta una manovra integrativa ed i soldi dei finanziamenti dormienti e quelli dei trasferimenti verranno assegnati.

Servirà una variazione di Bilancio anche per iniziare a pagare la sentenza milionaria con cui si impone di liquidare la parcella presentata anni fa dalla Tre Esse. Antonio Pompeo ha ricordato che è stato ottenuta la sospensione del 50% della somma. Ma è solo una sospensione e non un abbuono. Ed è solo per la metà: il resto va pagato subito.

Quella messa in campo da Antonio Pompeo è una sfida. Alla logica dei numeri ed alle esigenze dell’amministrazione. E’ la drammatica conseguenza di una folle corsa alla pancia della gente: solo per intercettare un po’ di consenso degli elettori, Matteo Renzi e Graziano Delrio con il loro governo hanno messo in campo una riforma rabberciata, incompiuta, che non ha fatto risparmiare il becco d’un quattrino ed ha confuso in maniera ancora più folle il quadro delle competenze.

Un atto di coraggio sarebbe stato abolire del tutto le Province. Un atto di onestà avrebbe portato ad abolire le Regioni e lasciare le Province. Ma il boccone sarebbe stato troppo grosso.

Per la cronaca. Il consiglio ha poi approvato la deprovincializzazione di due tratti stradali, la Sp 18 Torrice – Scannacapre nel Comune di Torrice e la Sp Guglietta – Vallefratta, nel comune di Amaseno.

I tempi in cui, in quell’aula, si affrontavano Romano Misserville, Renato Casale e Dante Schietroma sono un lontanissimo ricordo sbiadito.

§

 

Post Scriptum: al termine del Consiglio, dopo avere approvato il Bilancio, nella stanza del presidente Antonio Pompeo c’è stata la riunione di maggioranza.

Quel buontempone del vice presidente Andrea Amata all’improvviso è balzato in piedi ed impugnando lo smartphone ha gridato «Oh, guardate Alessioporcu.it che ha scritto! Dice che c’è stato uno scontro tra il presidente Antonio Pompeo ed il presidente del Consiglio Luigi Vacana».

Hanno abboccato tutti.

Chi la fa, l’aspetti.

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