Cena non ufficiale, sulla graticola le candidature di Forza Italia alle Provinciali

Cena informale l'altra sera tra alcuni big di Forza Italia. Il discorso è caduto sui nomi dei candidati alle elezioni Provinciali di gennaio 2019. L'orientamento è quello di rinnovare tutto il gruppo. E non ricandidare gli attuali consiglieri

Ne hanno parlato a cena, l’altra sera. Non una riunione ufficiale. Ma il peso dei presenti, sulla bilancia politica di Forza Italia è tutt’altro che secondario.

Uno scambio di battute, un’analisi politica, uno scenario che si delinea: l’input arrivato da Milano è chiaro, si deve dare un forte segnale di rinnovamento. E subito. Già alle prossime elezioni provinciali.

Tradotto significa: dei quattro consiglieri provinciali eletti due anni fa a piazza Gramsci dagli azzurra, c’è la concreta possibilità che nessuno venga ricandidato.

 

I conti della serva

Gli eletti da Forza Italia due anni fa sono stati quattro: Gianluca Quadrini (Arpino), Danilo Magliocchetti (Frosinone), Rossella Chiusaroli (Cassino) e Anselmo Rotondo (Pontecorvo).

Il primo si è escluso da solo, lasciando il Partito dopo la sua mancata candidatura a qualsiasi cosa: né Senato, né Camera, né Regione. Quadrini ora è capogruppo di se stesso in quota Noi con l’Italia.

Danilo Magliocchetti è espressione del Comune di Frosinone. Ma oggi Forza Italia nel capoluogo non ha più i numeri per garantirsi un’elezione. Deve passare per l’appoggio del sindaco Nicola Ottaviani: solo lui può dare il placet (e la forza) necessario per candidatura ed elezione.

Danilo Magliocchetti non appartiene al cerchio magico di Ottaviani. È devotamente fedele a Mario Abbruzzese. Che non è in sintonia con il sindaco: alla votazione per il bilancio Saf l’ha lasciato da solo, facendogli capire quali sono gli schieramenti.

Ora Ottaviani potrebbe ricambiare la cortesia: indicando un suo candidato. Non necessariamente di Partito (in quel caso il nome sarebbe Piacentini) ma più probabilmente un esponente delle civiche che lo sostengono in aula.

 

Giù dal tacco

Rossella Chiusaroli è espressione del Comune di Cassino. Anche qui gli equilibri sono cambiati. Mario Abbruzzese non ha più il controllo totale sugli 11 voti pesantissimi gestiti la volta scorsa.

E la consigliera Chiusaroli non è più in sintonia con il Commander. Spesso si è trovata in contrapposizione diretta. Come nel caso delle votazioni per la dichiarazione di dissesto al Comune di Cassino o l’approvazione delle linee guida per la rigenerazione urbana.

La scusa sarà che è necessario individuare un candidato di convergenza. Che sicuramente non sarà Rossellissima.

 

Il polo industriale

Anselmo Rotondo è sindaco di Pontecorvo. In due anni il quadro politico è del tutto cambiato. Ora ha in Consiglio Comunale un deputato della Repubblica in quota Lega e non potrà gestore tutti i voti. Il suo avversario storico Riccardo Roscia (Noi con l’Italia) potrebbe essere riammesso in Consiglio dal tribunale prima di dicembre. E reclamare come ristoro una sua candidatura unitaria del centrodestra.

La necessità politica di Forza Italia sarebbe quella di evitare una lacerazione insanabile a Pontecorvo.

Meglio allora puntare su un nome che sia espressione dell’area industriale rappresentata dal Cosilam. Il nuovo feudo di Mario Abbruzzese.

 

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