Tutti a cena da Ciccone: anche se c’erano già stati

La nuova cena di Tommaso Ciccone nell'area Est. Da Sora arrivano gli stessi consiglieri che erano andati a cena con l'avversario Antonio Pompeo. Chi c'era e chi no. Il taglia e cuci tra Ciacciarelli e Caschera. Del Brocco come Patrizi

Ernesto Baronio
Ernesto Baronio

Conte del Lungoliri

Indovina chi viene a cena… Sora potrebbe essere la location per il remake della celebre pellicola di Stanley Kramer che vide insieme Spencer TracyKatharine Hepburn.

Con una variazione sulla trama in modo da renderla più divertente.

Due cene a distanza di pochi giorni: stesso ristorante, stessi commensali, quasi stessi posti a sedere al tavolo… Mercoledì sera è cambiato solo il candidato da omaggiare.

La volta scorsa ad offrire la cena è stato il candidato presidente della provincia per il centrosinistra Antonio Pompeo. Ieri sera invece è stato Tommaso Ciccone del centrodestra. Ma per il resto sono state due cene identiche. Come due gocce d’acqua.

Guarda un po’ chi si rivede

Una trentina al tavolo di cui la metà sono addetti ai lavori. Ci sono gli amministratori dell’area Est della provincia. Tra i tavoli però spicca il fatto che la pattuglia arrivata da Sora sia la stessa che l’altra sera era a cena con Ciccone.

La linea dell’amministrazione di Roberto De Donatis è quella del doppio forno: ha firmato la candidatura di Antonio Pompeo ma voterà il candidato al Consiglio espresso dal centrodestra concentrando le preferenze su Alessandro Mosticone.

Chi c’era e chi no

Appuntamento da Mingone. Tra i primi ad arrivare da Sora c’è Lino Caschera. Si presenta con largo anticipo per intrattenersi in una lunga chiacchierata con l’erede al trono, Pasquale Ciacciarelli. Consigliere regionale eletto, che però continua a comportarsi da coordinatore provinciale ombra. Cosa si siano detti Caschera e Ciacciarelli non si sa.

A seguire arrivano Francesco De Gasperis, Serena PetriccaAntonio Lecce, Luca Di Stefano. Poi è il turno di Alessandro Mosticone. Che aspetta ancora un segnale chiaro sulla sua candidatura al Consiglio nelle elezioni di gennaio.

Ma Tommaso Ciccone non è un candidato di primo pelo. Sa bene che i voti li esprimeranno i sindaci ed i consiglieri comunali. Sa ancora di più che alle loro spalle si muovono portatori di preferenze ai quali gli eletti devono dare ascolto.

Ecco allora che da Mingone arrivano ex sindaci come Gianni Sorge da Ceprano e Sandro De Gasperis da Castelliri. Ma anche consiglieri che non sono di rigida osservanza, come Paolo Castaldi e Sara Simeone. Da Arpino arriva l’uomo che dovrà far dimenticare Gianluca Quadrini: Mauro Iafrate.

A prendere nota per Fratelli d’Italia arriva il coordinatore provinciale Paolo Pulciani. La Lega è rappresentata dal consigliere comunale di Campoli Appennino Mario Sulpizio.

Completano il quadro gli addetti ai lavori: l’ex vice coordinatore Riccardo Del Brocco sta diventando una specie di Peppe Patrizi delle cerimonie di Forza Italia, con lui ci sono Martina Sperduti e Laura Viola che ha definitivamente abbandonato le stampelle dopo la caduta estiva.

Il menù (politico e non)

Il menu tiene conto del fatto che Quadrini non fa più parte di Forza Italia. Pertanto: antipasto con due bruschette, una in salsa al tartufo e l’altra con battuto di peperoni, come primo i celebri Rigatoni alla Mingone, per secondo maialino in crosta. Chiudono Dolce e caffè.

Il menù elettorale è più interessante. Tommaso Ciccone snocciola i numeri. Dice, come tutti i candidati «Vinceremo». Ma oltre ai proclami ci mette anche due numeri. Fa i conti alla sala. E dice che questa volta si vincerà perché conteranno i presenti. Ma anche gli assenti.

I franchi tiratori? Ammette che qualcuno ci sarà, ma assicura che ce ne saranno altrettanti nelle file di Antonio Pompeo. E prima di prendere la parola ufficialmente, parlando all’orecchio con uno dei commensali, ha fatto anche qualche nome.

Soprattutto, questa volta conteranno gli assenti: saranno loro, facendo mancare il voto, a determinare il risultato.

Non resta che aspettare la prossima cena. Per vedere se gli stessi commensali andranno anche lì.