Provinciali delle mie brame, chi è il più “ponderato” del reame?

Tutti i Partiti stanno già contando sindaci, consiglieri e preferenze ponderate sulle quali possono fare affidamento. Non esisteranno logiche di coalizione e anche all’interno ci sarà licenza di sgomitare. I leader non guarderanno in faccia nessuno.

Stanno tutti facendo i conti sul numero dei consiglieri comunali e dei sindaci. E sui voti ponderati sui quali possono contare. In vista delle Provinciali del 18 dicembre, quando gli amministratori della Ciociaria andranno alle urne per eleggere i 12 consiglieri provinciali. Tutti.

Non sarà semplice individuare una strategia, perché si tratta di convogliare i voti su 3 o 4 candidati evitando dispersioni. Ma al tempo stesso è necessario raggiungere un quorum proporzionato alle ambizioni. (Leggi qui Presidenza della Provincia, il tabù del centrodestra).

ALLE PROVINCIALI OGNUNO PER SE

L’amministrazione uscente

Non si faranno considerazioni di schieramento, ogni Partito penserà al proprio tornaconto elettorale.

Massimo Ruspandini, leader di Fratelli d’Italia punta confermare 3 consiglieri. Quelli uscenti sono Daniele Maura, Stefania Furtivo e Rossana Carnevale. Ma chiaramente dovrà tenere conto delle ambizioni di molti altri. Anche perché tra un anno Fratelli d’Italia potrebbe rivendicare la candidatura alla presidenza della Provincia. Il mandato di Antonio Pompeo scade il 31 ottobre 2022. In pole position c’è il sindaco di Ceccano Roberto Caligiore.

La Lega vuole evitare di finire dietro. Ma non sarà semplice considerando le divisioni che ci sono: da una parte il coordinatore provinciale Nicola Ottaviani, dall’altra il responsabile dell’organizzazione Pasquale Ciacciarelli, da un’altra ancora i deputati Francesco Zicchieri e Francesca Gerardi. Poi c’è Gianfranco Rufa. E ci sono i vari esponenti a livello comunale. Non sarà semplice scegliere i 12 candidati e poi organizzare una strategia di voto che privilegi il gioco di squadra. Il coordinatore regionale Claudio Durigon sarà costretto agli straordinari in provincia di Frosinone. (Leggi qui Durigon avvia l’operazione distensione).

CHI NON PUO’ FALLIRE

I consiglieri uscenti di Forza Italia Gioacchino Ferdinandi e Gianluca Quadrini

Forza Italia non può fallire: almeno un consigliere dovrà eleggerlo. Il che rimanda ad una considerazione ovvia: i tre sub coordinatori sapranno trovare una sintesi? E il coordinatore regionale Claudio Fazzone interverrà oppure no? Le Provinciali per Forza Italia rischiano di essere una Caporetto: hanno lasciato andare via il capogruppo uscente Gianluca Quadrini che ognni anno dominava nella sezione dei Comuni più piccoli. Il rischio è quello di non eleggere nemmeno un Consigliere provinciale.

Il Partito Democratico ha un precedente impegnativo: i 4 consiglieri eletti nel 2019. Non sarà facile confermarli ed è anche per questo che nei mesi scorsi si era ragionato sulla possibilità di schierare due civiche, di riferimento delle principali correnti. Quelle di Francesco De Angelis e di Antonio Pompeo.

Ma ora il Pd appare intenzionato a mettere in campo una sola lista, con il simbolo del Partito. Il che vuol dire che sulle 12 candidature bisognerà trovare una forte unità. Esame di maturità per Luca Fantini. Ma naturalmente alle provinciali bisognerà pure fare i conti con le civiche. C’è quella di Luigi Vacana per esempio.

Le prossime saranno settimane caldissime. Perché le provinciali sono la priorità più importante di tutti i partiti. E vincerà chi riuscirà ad intercettare più voti… ponderati.

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