Provinciali, i compiti a casa di Partiti e leader politici

Una settimana fa si votava per l’elezione dei 12 consiglieri. Ma i temi rimasti aperti e in attesa di decisioni nette sono tanti: da Forza Italia alla Lega, passando per Fratelli d’Italia e Pd. Le festività natalizie hanno abbassato i riflettori, ma attenzione: il fuoco cova sotto la cenere.

Una settimana fa si votava per l’elezione dei 12 Consiglieri provinciali. Poi, anche l’incalzare delle feste natalizie, i riflettori si sono subito abbassati. Ma restano tanti temi sui quali i Partiti e le liste civiche dovranno ragionare al proprio interno. Sia chi quelle elezioni le ha vinte, sia chi le ha perse.

Per esempio Forza Italia. Non si può fare finta di nulla e archiviare la questione puntando l’indice solo su chi non è andato votare. Magari ci sono stati dei motivi per i quali non si è andati a votare. Inoltre, quanti amministratori sono usciti da Forza Italia negli ultimi anni? Per esempio Nicola Ottaviani e Danilo Magliocchetti, per esempio Gianluca Quadrini e Anselmo Rotondo. Ma l’elenco è sterminato.

Rossella Chiusaroli e Daniele Natalia non possono pensare che minacciare espulsioni e annunciare liste di proscrizione serva a risolvere tutti i problemi. Adriano Piacentini ha una posizione più sfumata su questo punto. Ma nemmeno il senatore e coordinatore regionale Claudio Fazzone (trionfatore a Latina) può credere che si può andare avanti come se niente fosse.

Riflessione azzurra

Il gruppo dirigente di Forza Italia

Bisogna prendere atto dell’anomalia Frosinone. Perché c’erano i margini per una ricucitura: se non con quelli che sono usciti almeno con quelli rimasti ma non hanno votato candidati di bandiera.

Il problema – sia detto con chiarezza – non sono i tre sub coordinatori: è l’assenza di una leadership forte sulla quale riorganizzare il Partito e ricostruirlo. Cosa che non è stata fatta da quando Mario Abbruzzese e Pasquale Ciacciarelli con quasi tutto il gruppo dirigente hanno deciso di prendere altre strade. Non poteva essere Gianluca Quadrini a svolgere quella funzione di ricucitura: per oggettiva assenza dei requisiti necessari (come dimostra il disastro della crisi a Ripi, chiusa per Forza Italia peggio di come è stata aperta) anche se aveva indubbie capacità di aggregazione.

Il ruolo con i tre sub coordinatori ha funzionato. Ma aveva una logica all’interno di una fase di transizione. I numeri hanno dimostrato che il triumvirato ora deve evolversi in un assetto più ordinario e capace di coinvolgere gli amministratori. Mai come in questo momento la parola Congresso può essere salvifica per Forza Italia in provincia di Frosinone: per capire chi è adesso Forza Italia, cosa vuole fare, dove intende andare e con quale gruppo dirigente. A quel punto chi non vuole starci è libero di farlo ma finalmente alla luce del sole.

Quello di oggi in Forza Italia è un limbo politico nel quale si sta in attesa.

E riflessioni tra Fratelli

Roberto Caligiore e Nicola Procaccini

Nei Fratelli d’Italia è necessario che il senatore Massimo Ruspandini dia risposte forti. Stefania Furtivo è stata beffata all’ultimo voto ponderato ed a suo sostegno c’era Riccardo Del Brocco, non uno qualsiasi. Sono mancati voti e non pochi. Se sono mancati alla Furtivo questo ridimensiona le sue aspirazioni per la candidatura a sindaco di Pofi; se sono mancati a Del Brocco questo ridimensiona le sue aspirazioni per la candidatura in Regione.

La riflessione più importante Massimo Ruspandini la deve fare ora che le lancette dell’orologio si stanno avvicinando all’ultimo giro. Le Regionali sono dietro l’angolo, il Partito Democratico è in campo come dimostra la corsa dei tre principali protagonisti: Sara Battisti, Mauro Buschini ed Antonio Pompeo. Ruspandini ha di fronte almeno una quindicina di pretendenti e solo 3 posti in quota azzurra e tre posti in quota rosa. C’è soprattutto questo dietro al risultato delle scorse provinciali: la prova di forza di ciascuno per dimostrare la sua consistenza elettorale.

La cosa più preoccupante per il Senatore è il colpo battuto dal sindaco di Ceccano Roberto Caligiore: il suo sostegno a Riccardo Ambrosetti ha dimostrato che i voti li ha. È un problema perché Caligiore vuole uno sbocco in Regione. E per Ruspandini significherebbe dover riaprire il dossier Ceccano e ripetere le elezioni dopo averle vinte due volte in una città che è stata l’ultima Stalingrado di Ciociaria.

La consolazione arriva dal lavoro di squadra che ha tamponato l’avanzata di Domenico Fagiolo, fermatosi ad un passo dall’elezione. Fagiolo simboleggia il caso Frosinone. Lo sosteneva l’area che non è perfettamente sintonizzata con il Senatore. E cioè Alfredo Pallone, Antonello Iannarilli, Pasquale Cirillo. Se da un lato è una prova di forza, dall’altro è un altro fronte da gestire in vista delle Comunali nel Capoluogo dove l’unità sul nome di Fabio Tagliaferri non è affatto scontata.

In casa della Lega

Francesca Gerardi e Gianluca Quadrini

Nella Lega dovrebbe riflettere soprattutto Anselmo Rotondo: la sua candidata di punta, Katiuscia Mulattieri, è arrivata quarta. Fuori dall’elezione. Ma anche il coordinatore provinciale Nicola Ottaviani, arrivato terzo. Dietro Pasquale Ciacciarelli (Luca Zaccari) e Gianluca Quadrini, sostenuto anche da Francesca Gerardi.

Le elezioni servono a questo: a contarsi. Ma è innegabile che con un Quadrini a pieno servizio il Partito viaggerebbe con una marcia in più. L’ingresso nel Partito gli è stato impedito, la candidatura è stata una concessione e da ospite: se si fosse accasato da qualsiasi altra parte sarebbe stato eletto lo stesso. In vista delle prossime Regionali il Carroccio deve decidere che farne di Quadrini : se tenerlo o farlo scendere.

E nelle file del centrosinistra

Il gruppo del Pd è cambiato totalmente. Enrico Pittiglio vorrà capire perché e come è arrivato secondo e non primo. Ha vinto Antonella Di Pucchio. Occorrerà motivare nuovamente il sindaco di Isola del Liri Massimiliano Quadrini perché l’elezione della Di Pucchio non lo ha certo galvanizzato. E le voci di una candidatura a presidente per il sindaco di Cassino Enzo Salera vanno ad incidere su una sua legittima aspirazione.

Igino Guglielmo

Nel Polo Civico Gianfranco Pizzutelli avrà il compito di far ritrovare le motivazioni a Igino Guglielmi in vista delle comunali di Frosinone. È rimasto vittima dell’exploit di Alessandro Cardinali al quale sono arrivati anche voti di centrosinistra dall’area di Base Riformista. E dell’altrettanta esplosione di Alessandro Rea sul quale c’è stata una manovra di Pensare Democratico nelle 36 ore precedenti il voto proprio per arginare Cardinali. Quella corsa forsennata per eleggere uno dei due candidati ha determinato l’inatteso scatto del secondo seggio, togliendolo a Forza Italia ed eleggendo sia Cardinali che Rea. Lasciando fuori Igino Guglielmi che è stato uno degli ideatori e teorici del Polo Civico.

Per Luigi Vacana (Provincia in Comune) un solo problema,ma enorme: provare a convincere i Socialisti a stare insieme al centrosinistra targato Pd a Frosinone. Quasi una mission impossible.

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