Il grande intreccio (di C. Trento)

Foto: Copyright Stefano Strani

Subito le Provinciali, poi sullo sfondo le amministrative in trentotto Comuni. In primavera anche le europee: insomma, test a raffica con una posta in palio enorme

Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

Provinciali in due fasi, ma anche Europee e Comunali nella primavera del 2019. Un intreccio di destini politici che passerà da grandi manovre e candidature. Cercando degli incastri obiettivamente difficili.

 

Si parte dal presidente

Il primo appuntamento è fissato per il 31 ottobre, quando si voterà per il presidente della Provincia. La data è stata fissata dal Governo nel decreto Milleproroghe, il numero 91 del 25 luglio 2018. Già approvato al Senato, è calendarizzato per l’ 11 settembre alla Camera per la conversione definitiva.

Ma va detto che in teoria potrebbero ancora esserci dei cambiamenti. Per esempio l’Unione delle Province d’ Italia ha più volte esternato i propri dubbi.

Lo ha fatto Nicola Valluzzi, vicepresidente dell’ Upi, in audizione sul decreto Milleproroghe davanti alla commissione Affari Costituzionali del Senato. Spiegando:

«La norma introdotta dal governo nel Milleproroghe che fissa le elezioni al 31 ottobre 2018 è sbagliata e non risolve il caos istituzionale che si è venuto a creare, anzi introduce nuove complicazioni. Se election day deve essere, allora l’unica data utile è il 31 gennaio 2019, così da permettere il voto contemporaneo di 47 presidenti e 70 consigli provinciali.

Noi riteniamo però urgente aprire un vero confronto tra Governo e Parlamento, anche in vista della prossima legge di bilancio, per risolvere tutte le anomalie che interessano le Province, sia riguardo alla necessità della revisione profonda della legge 56/14, sia in merito alle risorse necessarie per poter garantire i servizi essenziali».

 

Intanto per. le date, relativamente alla Provincia di Frosinone, sono quelle del 31 ottobre per il presidente e di gennaio per i consiglieri.

Antonio Pompeo cercherà il bis, confidando nel voto degli amministratori del centrosinistra ma anche delle civiche.

 

Le affinità generazionali

Il centrodestra deve decidere lo sfidante. Intanto se ce ne sarà uno solo oppure no: su questo si giocherà il tema dell’unità della coalizione. La norma prevede che «sono eleggibili a presidente della provincia, i sindaci della provincia, il cui mandato scada non prima di dodici mesi alla data di svolgimento delle elezioni».

Mentre alle urne si recheranno, attraverso il voto ponderato, primi cittadini e consiglieri dei 91 Comuni, per la presidenza possono concorrere soltanto i sindaci.

Giovedì a Frosinone ci sarà il primo summit del centrodestra. Al tavolo ci saranno esponenti di Forza Italia, Lega, Fratelli d’ Italia, Noi con l’ Italia, Polo Civico e Cuori Italiani.

Naturalmente sono gli “ azzurri” ad avere più sindaci. Alcuni nomi: Nicola Ottaviani (Frosinone), Carlo Maria D’Alessandro (Cassino), Anselmo Rotondo (Pontecorvo), Tommaso Ciccone (Pofi). E diversi altri.

Per Fratelli d’ Italia c’è Roberto Caligiore (Ceccano), per la Lega Filippo Capogna (Arnara).

Nel centrodestra, però, sta emergendo una sorta di patto generazionale che viene da lontano. E che ha molto a che fare con l’ esperienza di Alleanza Nazionale.

L’ elezione al Senato di Massimo Ruspandini (Fratelli d’ Italia) ha riportato in primo piano rapporti politici che adesso assumono una rilevanza politica vasta, di area più che di Partito.

In questo discorso potrebbero rientrare alcune ipotesi di candidatura alla presidenza della Provincia. Per esempio Daniele Natalia (Anagni) e Alioska Baccarini (Fiuggi). Senza dimenticare Roberto Caligiore (Ceccano). Un elemento da tener presente nel complesso sistema dei rapporti all’ interno del centrodestra.

 

Prima mossa a Forza Italia

Naturalmente saranno gli “ azzurri” a dover indicare una prima soluzione. I nomi sono quelli indicati, anche se va detto che Mario Abbruzzese (viceresponsabile nazionale degli enti locali del Partito) ha lasciato aperta l’opzione delle primarie qualora non si dovesse raggiungere un’ intesa subito. Aggiungendo che Nicola Ottaviani, in quanto sindaco del capoluogo, avrà una sorta di prima scelta.

Per la verità Ottaviani non appare molto intenzionato a candidarsi alla presidenza della Provincia, considerando pure le divisioni finora emerse in Forza Italia.

 

Le comunali in primavera

Sullo sfondo per. ci sono soprattutto le elezioni amministrative in 38 Comuni della provincia di Frosinone.

Un test enorme, considerando il numero delle Amministrazioni che vanno a scadenza: Acuto, Arce, Arnara, Ausonia, Broccostella, Casalvieri, Castelliri, Ceprano, Colfelice, Colle San Magno, Coreno Ausonio, Falvaterra, Fontechiari, Gallinaro, Giuliano di Roma, Isola del Liri, Morolo, Paliano, Pescosolido, Piglio, Posta Fibreno, Ripi, Rocca d’ Arce, San Donato Valcomino, San Giorgio a Liri, San Vittore del Lazio, Sant’ Ambrogio sul Garigliano, Sant’Andrea del Garigliano, Sant’ Apollinare, Sant’ Elia Fiumerapido, Santopadre, Settefrati, Strangolagalli, Vallemaio, Vallerotonda, Veroli, Vico nel Lazio, Villa Santo Stefano.

 

Appare evidente la complessità della posta in palio, anche sul piano politico. Indipendentemente dal fatto che nella maggior parte dei casi saranno schierate liste civiche. Fermo restando che bisognerà vedere il quadro politiconazionale come evolverà, l’appuntamento amministrativo servirà per capire il “ peso” in Ciociaria di Lega e Cinque Stelle, ma anche di Pd e Forza Italia. Senza dimenticare Fratelli d’ Italia, attentissimi alle dinamiche territoriali.

 

La tempesta perfetta

Acompletare il quadro le Europee. Con ogni probabilità ci sarà l’election day, cioè nello stesso giorno si voterà per eleggere sindaci e consiglieri da un lato e rappresentanti nel parlamento di Strasburgo.

A parte il fatto che bisognerà vedere quali saranno i candidati locali alle europee, il punto . che il sistema elettorale sarà quello proporzionale. Ognuno per sé quindi, ad evidenziare in maniera esasperata la valenza politica del voto. Non ci sarà un attimo di tregua quindi. La fisionomia del sistema politico italiano, già stravolta il 4 marzo scorso, si avvia ad un nuovo scossone.

E se alle europee sarà prevalente il voto di opinione, alle amministrative invece il radicamento sul territorio conterà.

Intanto però riflettori sulle provinciali. La sfida per la presidenza servirà a delineare gli equilibri e le gerarchie all’ interno dei Partiti.

Per le coalizioni, la mancanza di liste renderà i confini molto… permeabili.

 

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