Provinciali, la corazzata di Salera diventa una barchetta

Non sarà solo la presidente del consiglio Comunale Barbara Di Rollo a votare contro la linea dettata dal sindaco Salera per le Provinciali. I dubbi di Grossi. E non solo. Le perplessità sul metodo. E sul merito.

Alberto Simone

Il quarto potere logora chi lo ha dato per morto

Il fronte si sfalda. Non sarà solo Barbara Di Rollo a far mancare il suo sostegno a Luigi Germani alle elezioni Provinciali del prossimo 18 dicembre. Il presidente del Consiglio Comunale di Cassino è stata l’unica a dirlo a chiare lettere, senza nascondersi nel segreto dell’urna. Ma i mal di pancia per la scelta fatta dal sindaco Enzo Salera non mancano. (Leggi qui: Provinciali: Barbara Di Rollo rompe il fronte e vota Di Stefano).

C’è chi lamenta il merito: ovvero la scelta di fare un’alleanza con Fratelli d’Italia dopo che proprio Enzo Salera aveva mandato all’aria il dialogo Pd – FdI che aveva come punto di sintesi il sindaco civico di Roccasecca Giuseppe Sacco.

C’è chi invece ne fa una questione di metodo: sostiene che Enzo Salera non può disfare e ricostruire accordi per poi convocare una riunione di maggioranza dove illustrare quello che lui ha deciso per tutti.

Non è un plebiscito

Dopo che Alessioporcu.it ha svelato il dissenso di Barbara Di Rollo, dal Municipio filtrano altre indiscrezioni su quel vertice di maggioranza. Nel quale non è stata solo la Presidente a dire No. È stato tutt’altro che un plebiscito a favore del sindaco: le voci in dissenso sono state più di una.

Quella destinata a far più ‘rumore’ è senz’altro quella di Danilo Grossi: coordinatore regionale di Pop, assessore alla Cultura ma soprattutto braccio destro e da molti ritenuto lo spin doctor del sindaco Salera.

Ha mostrato pollice verso. Ha bocciato il primo cittadino per la strada intrapresa: “Enzo, così stai snaturando tutto il cammino fatto fino a questo momento“. A cosa si riferisce l’assessore? Nel 2019, con ‘tre liste e mezzo’ come dicevano con ironia gli avversari, Salera si è imposto contro le corazzate del due volte sindaco Giuseppe Golini Petrarcone e contro il Centrodestra capitanato dall’ex Presidente del Consiglio Regionale Mario Abbruzzese. Si è imposto al primo turno e poi al ballottaggio perché gli elettori hanno premiato la coerenza della squadra, la linearità, il fatto di non aver imbarcato tutti solo per cercare la vittoria. Hanno premiato il coraggio nel dire no ad alleanze politicamente non naturali.

Quella fu la campagna elettorale disegnata da Danilo Grossi. Stessa strategia che il coordinatore di Pop utilizzò a Sora lo scorso anno, schierandosi contro il candidato sostenuto dal Pd, quel Luca Di Stefano oggi sindaco della città volsca e anche lui candidato alle provinciali. Su di lui la chiusura era stata netta: “Non possiamo sostenere una persona che fino a sei mesi prima delle elezioni era il capogruppo della Lega” avevano concordato Grossi e Salera. Per questo motivo la fotografia che ritrae Gino Ranaldi sorridente al fianco di Daniele Maura, per Danilo Grossi è stato un pugno nello stomaco.

Posizione sospesa

Bonafoni e Grossi
Danilo Grossi con Marta Bonafoni

Questo significa che i consiglieri aderenti a Pop non voteranno a favore di Germani? Non lo hanno detto espressamente: perché hanno un rapporto di stima reciproca con il sindaco Salera, ma non è escluso.

Così come non è scontato il sostegno di Demos. Il consigliere Bruno Galasso lo scorso anno si era impegnato a sostenere Luigi Vacana che oggi è tra i firmatari della candidatura di Germani, ma non per questo il suo voto è scontato. Demos lamenta la mancata condivisione delle scelte, il fatto di essere stati informati a cose fatte. E l’assessore Luigi Maccaro in riunione è stato anche redarguito dal sindaco: “Mi hanno detto di un tuo endorsement a Giuseppe Sacco, corrisponde al vero?“. Al punto che qualche consigliere tra il serio e il faceto racconta: “Sembrava il tribunale dell’Inquisizione. Poi il sindaco ha sempre gli occhi sullo smartphone e domanda a noi le dichiarazioni fatte. Perché non se le legge direttamente anziché fare il finto disinteressato?“.

Il consigliere preferisce però restare anonimo. E non è il solo. Il fronte di Luca Di Stefano conta di recuperare almeno tre voti nel gruppo dem di Cassino: oltre a Barbara Di Rollo il pressing è costante su Fabio Vizzacchero e Daniele Longo, quest’ultimo viene annoverato come un voto assicurato al sindaco di Sora.

Il fronte di Salera si sfalda anche a destra: Franco Evangelista, consigliere di FdI ha fatto sapere che non voterà Luigi Germani. Calcolatrice alla mano, sui 18 voti su cui il sindaco di Arce potrebbe contare a Cassino (16 della maggioranza Salera più 2 consiglieri di Fratelli d’Italia) solo poco più dei due terzi sarebbero certi, per il resto la partita è tutta da giocare. E guai ai vinti!

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