Presentato il candidato del Centrodestra: tutti pronti ad accoltellare Ciccone

Alla presentazione ufficiale del candidato presidente della Provincia per il Centrodestra vanno in scena due rappresentazioni. Quella ufficiale con i sorrisi di facciata. Quella dietro le quinte, con i coltelli affilati dei franchi tiratori pronti a vendersi. Il quadro politico da cambiare è...

Nicola Ottaviani arriva, getta l’acqua santa sulla sala, e se ne va. Dei suoi consiglieri comunali però nessuno è presente nel salone di rappresentanza della Provincia di Frosinone, alla presentazione ufficiale del candidato presidente per il centrodestra unito.

 

Tommaso Ciccone, sindaco di Pofi, sfidante designato di Antonio Pompeo, siede al tavolo della presidenza. È circondato dai coordinatori provinciali di tutto il centrodestra: al suo fianco, emozionato come il padrino nel giorno del battesimo, siede il coordinatore di Forza Italia Adriano Piacentini. Accanto, con minore emozione, c’è Carmelo Palombo per la Lega, seguito da Paolo Pulciani per Fratelli d’Italia. Ci sono pure i civici: Rossella Testa per Cuori Italiani, Gianfranco Pizzutelli per il Polo Civico.

 

Manca Gianluca Quadrini, coordinatore provinciale a parole di Noi con l’Italia: si sono dimenticati di inviargli la nomina e lui ha smesso di andare in giro a rappresentare il Partito di Alfredo Pallone. Al suo posto è arrivato da Cassino l’avvocato Antonio Valente. In prima fila c’è il vice responsabile nazionale Enti Locali di Forza Italia Mario Abbruzzese, il vice capogruppo del Carroccio a Montecitorio Francesco Zicchieri, la deputata leghista Francesca Gerardi, il consigliere regionale azzurro Pasquale Ciacciarelli.

 

La foto che apparirà sui giornali li ritrae tutti insieme sorridenti. Il quadro politico è differente.

 

La foto finta e quella vera

Nel corso della conferenza il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani è già andato via, l’unico sindaco della Lega (Filippo Capogna, di Arnara) non si è visto, allo stesso modo dell’unico sindaco di Fratelli d’Italia (Roberto Caligiore di Ceccano). Tutti presenti gli uomini di Forza Italia che fanno riferimento al presidente del Cosilam Mario Abbruzzese. Poi il vuoto.

È anche per questo che Mario Abbruzzese, quando prende la parola, ricorda «Possiamo vincere se ci crediamo davvero, se siamo tutti uniti davvero, se non giochiamo».

 

In prima fila c’è la consigliera provinciale capogruppo di Forza Italia Rossella Chiusaroli, seduta accanto a Mario Abbruzzese: è uno degli uomini con i quali meno riesce ad andare d’accordo politicamente. Sul ballatoio che separa lo scalone d’ingresso, Francesca Calvani, altra consigliera comunale di Cassino dalle note difficoltà di relazione con Abbruzzese. «Non volevo nemmeno salire, poi ho deciso di venire a vedere come fossero gli schieramenti» dice Calvani al consigliere Alessio Ranaldi che sta accanto a lei. Chiusaroli ha fatto altrettanto ma non lo dice a nessuno.

«Qui c’è più di qualcuno che oggi è venuto a vendersi il voto», mormora il presidente del Gal Adriano Roma. Alle sue spalle ci sono le truppe di Anagni guidate dal sindaco Daniele Natalia, ci sono i sopravvissuti sorani con Giacomo Iula e Alessandro Mosticone. Da Monte San Giovanni campano sono arrivati il vice sindaco e l’assessore.

 

A fine conferenza, il colpo di teatro del presidente uscente Antonio Pompeo: lascia il suo ufficio, entra nel salone e va a stringere la mano allo sfidante.

 

Abbruzzese ti odio

L’impressione è che se si votasse domani mattina, l’unica speranza di vittoria per Tommaso Ciccone esisterebbe se prendesse il microfono ed annunciasse: “Odio Abbruzzese, votatemi e seppelliamolo insieme“.

In realtà non è così. Ciccone è stato in questi anni leale alla linea di Abbruzzese. Ma era il più spendibile nella scuderia: perché il meno allineato.

Ora ci sono quaranta giorni per far capire che invece è il candidato di tutto il centrodestra. Mario Abbruzzese lo sa e per questo evita di farsi vedere troppo incollato al candidato. Soprattutto compie una mossa magistrale: finita la conferenza, prende sotto braccio Francesco Zicchieri e vanno ad appartarsi nella sala del Gruppo di Forza Italia. È lì che fanno il patto politico: niente scherzi, mettiamo da parte gli screzi personali, ci giochiamo la credibilità, a livello nazionale guardano anche Frosinone.

La vera partita inizia da lì, il vero segnale di una gara possibile sta tutto in quella chiacchierata. Non in un tavolo con tutte le bandiere.

 

 

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