Psicodramma Pd, l’area Salera molla Pompeo

Colpo di scena sulle elezioni Regionali. L'assessore Maria Concetta Tamburrini ritira la sua candidatura. Cosa c'è dietro. Fine dell'asse tra Enzo Salera ed Antonio Pompeo. Si recupera il rapporto con Danilo Grossi e Pop. Il vertice di sabato notte. Tutti i dettagli

Alberto Simone

Il quarto potere logora chi lo ha dato per morto

Un disagio lento, profondo, immediato. Sempre più invadente, progressivo, evidente. Che lei ha cercato prima di comprendere, poi di approfondire, infine di gestire. Quando la situazione è stata chiara e lei non ha avuto più dubbi, poco dopo mezzogiorno di oggi l’assessore comunale di Cassino Maria Concetta Tamburrini si è messa alla tastiera del computer. Ed ha scritto le poche righe per il sindaco Enzo Salera che fanno esplodere il Partito Democratico, ritira la sua disponibilità a candidarsi alle elezioni Regionali del 12 e 13 febbraio.

Una decisione che cambia in modo radicale la rotta, disegna nuovi equilibri interni: fa saltare il patto di ferro che finora ha messo insieme il sindaco di Cassino Enzo Salera ed il sindaco di Ferentino Antonio Pompeo. Un’alleanza che si è schiantata un mese fa sulle elezioni Provinciali di Frosinone e stava portando all’assedio politico l’amministrazione di Cassino.

La lettera per il sindaco

Enzo Salera e Maria Concetta Tamburrini

Ha scritto Maria Concetta Tamburrini: «La prima condizione che avevo posto per considerare seriamente una mia candidatura alle Regionali, era la non spaccatura della nostra maggioranza». E invece saranno almeno tre i candidati: Demos metterà in campo l’assessore Luigi Maccaro, Azione ha messo in pre allarme l’assessore Barbara Alifuoco, il movimento Pop guidato nel Lazio dall’assessore Danilo Grossi sta ponderando la scelta. (leggi qui: Terremoto Regionali a Cassino: in lista 3 assessori. E leggi anche Regionali: Alifuoco spiazza tutti, caos totale in giunta).

Prosegue la lettera per il sindaco: «Oggi, nel non-senso di tutto quello che sta emergendo, e non solo a Cassino, quella che vedo non è spaccatura: è una vera e propria frammentazione. Non certo sulla mia persona, quanto sull’opportunità di procedere con una candidatura o meno».

«La mia prima ed unica condizione è venuta meno: e io non sono disponibile ad accettare una candidatura che rischia di mettere in pericolo quel “progetto” iniziato tra anni fa, E che, ancora oggi, ha l’obiettivo di continuare a cambiare in meglio il volto della città in termini di bellezza, crescita, cultura, innovazione, attenzione agli ultimi. E di farlo rimanendo fuori dai giochi di potere autoreferenziale in cui non sempre il rispetto della persona e il bene comune sono i perni intorno a cui ruotano le scelte».

«Ringrazio il Sindaco Salera e tutti i Consiglieri che avevano pensato a me. Ma sono certa che la mia decisione è anch’essa “servizio” alla mia comunità, alla mia città e ai cittadini che rappresento, oltre che “lealtà” ad un progetto che deve essere capace di rilanciarsi e continuare a guardare avanti con la forza delle idee che diventano risposte vere e concrete».

Il vertice segreto

Antonio Pompeo

Il disagio interiore di Maria Concetta Tamburrini è stato il detonatore. È stata lei a mettere Enzo Salera ed il Partito Democratico di fronte all’evidenza della situazione. Ha detto con chiarezza d’essere disposta a candidarsi: per la sua storia, per il suo impegno, per la sua partecipazione ad un grande progetto di sviluppo come quello di Cassino. Ma di non essere disposta a passare per la candidata dell’amministrazione Salera all’interno di un’alleanza politica che sarebbe stata solo una conta. Sono due situazioni diverse. Molto.

La questione è stata posta al centro di una riunione tra Enzo Salera ed i suoi fedelissimi. Si è tenuta sabato sera ed è andata avanti fino a notte. Chi sta intorno al sindaco gli ha fatto notare il suo eccessivo appiattimento sul sindaco di Ferentino ed ex presidente della Provincia. Tanto da far sembrare che stesse combattendo la battaglia politica di Antonio Pompeo. E non più quella per dare un peso ed una dignità al Cassinate all’interno della Federazione provinciale Pd.

I segnali c’erano tutti. Nei giorni scorsi Enzo Salera non è andato a Ferentino da Bassetto alla presentazione della candidatura di Antonio Pompeo alle Provinciali. Il vertice di sabato sera ha deciso che il gruppo Salera non appoggerà Antonio Pompeo.

Nuovi equilibri

Danilo Grossi

C’è una nuova strategia. Che mantiene la contrapposizione con l’ala maggioritaria della Federazione, Pensare Democratico. Ma non si appiattisce più sulla posizione di Antonio Pompeo. E soprattutto mira al recupero del rapporto umano, personale, amministrativo con l’assessore Danilo Grossi. Aveva detto in faccia, a tutti, che era una follia l’alleanza delle Provinciali con Antonio Pompeo sul nome di Gino Germani come presidente appoggiato dai voti di Fratelli d’Italia.

Danilo Grossi non è uno qualsiasi nell’amministrazione Salera: ne è il silenzioso spin doctor. Ora l’amministrazione bilancerà la sua azione in maniera diversa. Con ogni probabilità, nella giornata di lunedì ci sarà una presa di posizione ufficiale, firmata dal Gruppo del Partito Democratico e dal Gruppo della lista civica Salera. Verrà data libertà di voto sulle prossime Regionali.

È il via libera ad appoggiare il movimento Pop che nella legislatura in corso ha espresso la capogruppo della Civica Zingaretti Marta Bonafoni. Chi vuole potrà votare Antonio Pompeo.

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