Punti di vista (di E. Ferazzoli)

Tutto dipende da dove ci si vuole mettere a guardare. La prima parte della stagione del Frosinone può essere vista come un disastro. Oppure come un incredibile risultato nel quale siamo ancora in corsa per la salvezza. Dipende da noi.

Elisa Ferazzoli
Elisa Ferazzoli

Giornalista in fase di definizione

È tempo di fare bilanci. A dirlo è quel calendario appeso in ogni singola casa. A dirlo, a Frosinone, è la fine del girone di andata. È impossibile sottrarsi a questa pratica inconscia ed ingannevole che insegue tutti e che si presenta puntuale a chiedere il conto alla fine di ogni ciclo.

L’esito della valutazione non  dipende quasi mai dai soli dati oggettivi perché la realtà dei fatti è molto spesso un’illusione alla quale decidiamo di credere.

Più spesso è l’approccio e l’animo col quale decidiamo di gestire gli insuccessi e le aspettative tradite a determinarne l’esito finale e la ripartenza. Possiamo decidere, guardando indietro, che tutto sia ormai compromesso e lasciarci andare alla rassegnazione. Oppure possiamo ripartire dai nostri sbagli, mostrando di aver imparato la lezione, e pretendendo, questa volta, un finale diverso.

Due epiloghi discordanti. Due approcci diversi. Due opposti sentimenti.

Il bicchiere mezzo vuoto

Dopo la sconfitta per 1-0 rimediata al Bentegodi, il Frosinone chiude il girone di andata a 10 punti. Solo i 3 punti di penalizzazione inflitti al Chievo Verona dal Tribunale federale nazionale lo salvano dall’essere la squadra tecnicamente più “scarsa” del campionato.

Troppi gli errori commessi in fase di mercato, una rosa troppo debole, un gruppo fragile e demotivato, una guida tecnica giovane, inesperta e con problemi di spogliatoio. L’esonero di Longo è stato tardivo; a tre giornate dalla fine, il neo allenatore Baroni ha potuto davvero poco.

Tre gare, due pareggi e una sconfitta che pesa come un macigno perché subita dal Chievo, che con i tre punti guadagnati rientra a pieno titolo nella lotta salvezza. Al Bentegodi, una grande parata di Sorrentino su colpo di testa di Chibsah e poco altro. Dopo le gare con Milan e Udinese, che avevano lasciato ben sperare, il Frosinone torna ad essere la squadra imprecisa, arrendevole e debole in fase offensiva alla quale i tifosi si erano da tempo “abituati”.

Si attendono risposte dal calciomercato di gennaio anche se raggiungere la quota salvezza, fissata a 36-38 punti appare un’impresa impossibile. Nel girone di ritorno il Frosinone dovrebbe realizzare il triplo dei punti maturati in quello di andata. La serie B è ormai solo questione di tempo.

Il bicchiere mezzo pieno

Il Frosinone chiude il girone di andata penultimo in classifica con 10 punti. Segue il Chievo Verona, ora a quota 8, grazie al primo successo in campionato per 1-0 arrivato proprio contro i giallazzurri di Baroni. Una partita avida di grandi emozioni e sbloccata solo dalla mirabile punizione di Giaccherini che lascia immobile e incolpevole uno Sportiello mai chiamato veramente in causa. Dall’altra parte, solo una grande parata di Sorrentino nega il goal del potenziale vantaggio a Chibsah. Per il resto tanti cartellini gialli ed un rosso a Capuano, espulso al 58’.

Nel risultato finale pesa l’assenza di Ariaudo, gli oltre 30’ giocati in inferiorità numerica e una panchina che non offre molte valide alternative.

Seppur in 10 e in svantaggio, i ragazzi di Baroni non hanno mai smesso di lottare per cercare di portare a casa almeno un punto. E va dato loro merito dell’impegno speso per tutti i 95’.

Se per il Frosinone esiste una speranza, quella deve venire dal mercato di gennaio, dalla nuova guida tecnica che durante la pausa invernale avrà modo di lavorare con la squadra e dall’acquisto d’innesti che siano in grado di potenziare la macchina offensiva a partire dal centrocampo.

È inutile e demotivante concentrarsi esclusivamente sulla quota salvezza, fissata a 36-38 punti. Fare 7 punti in più dell’Udinese, 4 punti in più del Bologna e 1 punto in più del Chievo Verona. La salvezza del Frosinone passa da qui. Un’impresa difficile ma non impossibile.

Nessuna delle due ricostruzioni è di per sé falsa. Sta a voi decidere a quale delle due credere.