Chi copiò: il giornalista del Tg5 o l’eroico presidente? (Quadrineide)

Dal passato del presidente Quadrini affiorano i mesi nell'Arma dei Carabinieri come ausiliario. Lo stesso destino del giornalista del Tg5 ******* ****. Un periodo che hanno ricordato con le stesse parole. Identiche. Chi ha copiato?

Ha un volto noto: appare in tv nell’ora di punta, sempre all’ora di cena o quella di pranzo. Uno di famiglia ormai. Anche perché il Tg5 è uno dei notiziari più seguiti in tutta l’Italia. E ******* **** è uno dei giornalisti più conosciuti ed apprezzati tra quelli che compongono la redazione guidata da Clemente J Mimun.

In pochi sapevano che da giovane fosse stato un carabiniere. Corso da allievo e poi in servizio di complemento per un anno. In una caserma del Cuneese: a Fossano.  A diretto contatto con la gente, i suoi problemi quotidiani, affidati il più delle volte all’anziano maresciallo comandante di stazione che da sempre è un po’ carabiniere, un po’ confessore, un po’ psicologo.

******* **** unito da un inedito filo sottile a nientemeno che Gianluca Quadrini.  L’eroico presidente dell’indomita Comunità Montana di Arce (sopravvissuta con pervicacia alla liquidazione) è stato anche lui carabiniere ausiliario. Nello stesso periodo del giornalista. Ma invece di finire paracadutato in una sperduta caserma Piemontese, l’Eroico si è ritrovato a servire la Patria vigilando sul palazzo di Montecitorio. Un chiaro segno del destino.

 

Ora però. Va bene che l’avere indossato la divisa dell’Arma crea un legame di corpo. Va bene pure che il legame con Berlusconi – uno per lavoro, l’altro per fede politica – li accomuna ulteriormente. Ma a tutto c’è un limite. Come si è permesso ******* **** di copiare a mani basse ampi stralci di un post messo su Facebook dall’Eroico presidente?

 

Il plagio è quasi sfacciato. Scrive il giornalista:

Ho svolto il servizio militare nei Carabinieri ormai vent’anni fa. Emozione, sorpresa, paura, orgoglio: ne ho un ricordo nitido, a tinte forti e dal sapore dolce della nostalgia. Il freddo polare e la nebbia nella caserma di Fossano vicino a Cuneo, la sveglia all’alba, l’alzabandiera, le marce nella neve, le vesciche ai piedi, i pentoloni lavati e mai puliti. E ancora: il primo sparo al poligono, le scarpe da tirare a lucido, le risate da spanciarsi coi commilitoni, la notte di Natale nella garitta a guardare i fiocchi che cadevano, gli armadietti lasciati aperti, senza lucchetto, perché tra allievi Carabinieri era come a casa, ci si poteva fidare.

 

Scrive l’Eroico:

Ho svolto il servizio militare nei Carabinieri ormai ventiquattro anni fa. Emozione, sorpresa, paura, orgoglio: ne ho un ricordo nitido, a tinte forti e dal sapore dolce della nostalgia. La solitudine, la distanza da casa nella caserma di Chieti, la sveglia all’alba, l’alzabandiera, le marce, le vesciche ai piedi . E ancora: il primo sparo al poligono, le scarpe tirate a lucido con la cromatina, le risate infinite coi commilitoni, il giorno di ferragosto nella garitta a guardare il muro di cinta, gli armadietti lasciati aperti, senza lucchetto, perché tra allievi Carabinieri era come a casa, ci si fidava.

 

Poi arriva il momento in cui ricevono in dotazione la Beretta d’ordinanza. La pistola, ad entrambi ha fatto lo stesso effetto.

Racconta ******* ****:

Quando mi affidarono la mia Beretta non dormii una notte intera. Il corso era finito, ora si faceva sul serio. Ero assegnato ad una Stazione: andavo in strada, tra la gente vera! Vennero le pattuglie nel quartiere, le multe, i favorisca i documenti, l’adrenalina della prima corsa con la sirena che urlava, le tante notti con gli occhi che mi si chiudevano davanti ad un’ambasciata. E anche il primo e unico arresto della mia piccola carriera da Carabiniere ausiliario: un tale senza patente che aggredì a pugni il brigadiere…

 

Il racconto di Gianluca Quadrini:

Quando mi affidarono la mia Beretta calibro 9×21 parabellum non dormii una notte intera. Il corso era finito, e sentivo la responsabilità su di me. Ero assegnato al Comando Carabinieri Camera Dei Deputati: andavo in servizio preservando gli obiettivi sensibili tra la gente! Vedevo le pattuglie nel centro, i controlli dei documenti, l’adrenalina all’ascolto della sirena che urlava ed io orgogliosamente in divisa. E ricordo con emozione anche la prima ed unica segnalazione della mia piccola carriera da Carabiniere ausiliario: un tale si mise a spacciare droga davanti a me e ad una delle garitte in cui montavo di servizio e voleva aggredire a pugni il brigadiere d’ispezione, chiamato da me…

 

 

La vita con la divisa da Carabiniere ha lasciato lo stesso ricordo: al giornalista ed al presidente.

Dice ******* ****

Mai un giorno mi sono pentito, mai una volta ho pensato che avrei potuto impiegare meglio quell’anno. Ho diviso quei mesi con i Carabinieri veri, gli uomini che lo fanno di professione, che lasciano a casa moglie e figli e si buttano in strada sperando di rientrarvi sani e salvi, notte o alba che sia.
Oggi faccio un altro mestiere, e quando le agenzie battono le notizie di una grande operazione antimafia come di un piccolo arresto, immagino le mani, gli occhi, i cuori, la passione degli uomini che vi hanno lavorato.
Quando incrocio una pattuglia in strada, il mio sguardo si sofferma più a lungo su quei volti.
Loro non sanno perché, io sì.

 

Dice Quadrini:

Mai un giorno mi sono pentito, mai una volta ho pensato che avrei potuto impiegare meglio quell’anno. Ho diviso quei mesi con i Carabinieri veri, gli uomini che lo fanno di professione, che lasciano a casa, madri, padri, mogli e figli e si buttano in strada sperando di rientrarvi sani e salvi, notte o alba che sia.
Oggi faccio un altro mestiere il docente-ingegnere e sono soddisfatto ma se avessi continuato la carriera dell’Arma lo sarei ancor di più, e quando al telegiornale sento notizie di una grande operazione antimafia come di un piccolo arresto, immagino le mani, gli occhi, i cuori, la passione degli uomini che vi hanno lavorato.
Quando incrocio una pattuglia per strada, il mio sguardo si sofferma più a lungo su quei volti.
Loro non sanno perché, io sì.

 

Chissà perché i giornalisti devono prendersi tutta questa confidenza…

 

Addendum

Apprendiamo che l’eroico presidente Gianluca Quadrini, smascherato dalle nostre note, ha doverosamente corretto il suo post su Facebook, citando finalmente il vero autore dell’articolo e cioè ******* ****. E chi ne aveva mai avuto il dubbio?

 

Addendum2 – Agosto 2018

Il giornalista ******* ****, ritenendosi leso nella reputazione e nell’onorabilità da tutta questa storia, ha minacciato di chiedere almeno 25mila euro di risarcimento ad Alessioporcu.it. (leggi qui E il giornalista del Tg5 denunciò Alessioporcu.it: «Io non copio è Quadrini a farlo» (lo sappiamo bene) )

 

Addendum3 – Settembre 2018

Su richiesta dell’interessato, in base alla normativa, si procedere alla rimozione dei dati del giornalista del Tg5 ******* ****

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