L’eroico presidente Quadrini ha la febbre: panico nelle cancellerie europee

L’eroico presidente dell’indomita Comunità Montana di Arce (pervicace alla liquidazione) ha la febbre.

Non è febbre di potere: quella è cronica e ormai ci convive da anni. Nemmeno è febbre di elezioni: quella la riconosce, la gestisce, sale e scende con la vicinanza delle urne. Non è febbre da paura: né per il possibile commissariamento dell’ente, né per la preventivata trasformazione decisa dalla Regione. Il presidente Gianluca Quadrini ha l’influenza.

Il virus è riuscito ad assalirlo. Ad impossessarsi di lui. Imporgli di fare ciò che non voleva: mettersi a letto.

Ma la patologia è stata tenuta nascosta. Nel timore che potessero approfittarne Danilo Magliocchetti o Pasquale Ciacciarelli: i concorrenti per la candidatura in Regione sotto la bandiera di Forza Italia. O l’assessore regionale agli Enti Locali Fabio Refrigeri che da quattro anni tenta di abolire le Comunità Montane e Quadrini trova sempre un pretesto per non mollare.

Deve essere per questo motivo che l’instancabile Ufficio Stampa e Propaganda della indomita XV Comunità Montana di Arce (pervicace alla liquidazione) è stato tenuto all’oscuro. Infatti, per l’intero pomeriggio ha continuato a inondare le redazioni: puntualmente hanno continuato a ricevere i comunicati con le gesta dell’eroico presidente. Ore 15:08 “Anagni rilancio ospedale. Quadrini: ”Zingaretti dia risposte concrete agli annunci fatti ai cittadini”. Ore 14:21, “Ospedale Sora, Ginecologia a rischio per il trasferimento di 2 unità a Frosinone. Quadrini: Zingaretti e Macchitella intervengano subito“. ore 13:47: “Ciociaria, aumentano tumori. Quadrini: ”Una situazione grave da non sottovalutare. E’ ora di intervenire”“.

Alla fine l’eroico presidente si è arreso all’evidenza. Anche lui è umano. Così ad una certa ora, ha lasciato che filtrassero i bollettini medici. Ma non fidandosi nemmeno dei suoi agiografi ha preteso di dettarli personalmente, sulla sua bacheca Facebook, affinché Angela Merkel non fosse eccessivamente tubata dalla ferale notizia, Donald Trump non ordinasse di muovere la portaerei Uss Indomitus comandando di fare rotta verso Gaeta per verificare di persona con l’ufficiale medico di bordo le condizioni di salute, Mario Draghi non si allarmasse inutilmente per le possibili oscillazioni del prezzo degli abbacchi a causa dell’indisposizione presidenziale.

Il primo bollettino, tristemente annunzia: “Buongiorno a tutti, oggi costretto a letto da 38,5 di febbre. Non si può!“. La situazione si aggrava e dopo un’ora il bollettino è ancora più sintetico nella sua drammaticità: “Sale sale la febbre: 39,5!

Poi i bollettini non arrivano più. A Roma all’Assessorato sono entrati in fibrillazione. Al punto che direttamente Fabio Refrigeri ha chiesto via telex alla Polizia Provinciale di Frosinone (la forza armata più vicina e ben a conoscenza delle insidie del territorio): Provvedete mettere a punto piano per assalto indomita Comunità Montana Arce at fine stroncare sua pervicacia alla liquidazione. Contestualmente muovete direzione Villa Quadrini e ponete in stato detenzione augusto presidente attualmente ivi degente. Ma il colonnello Massimo Belli ha declinato. Non per codardia. Ma perché la Regione Lazio non ha ancora firmato la convenzione che istituisca nuovamente i rapporti con la Polizia Provinciale di Frosinone. Da Roma nessuno può dargli ordini.

Intanto l’invincibile battaglione del XV Genio Zappatori motocarrozzato, rinforzato con le reclute uscite dai recenti corsi per Potatori tenuti presso i locali della Comunità, si sono preparati per schierarsi in difesa dei luoghi strategici e dell’augusto e sofferente presidente.

In Comunità Montana, intanto si brindava: finalmente un giorno di respiro.

Ma il dramma si è materializzato nella serata. Su Facebook appare una copertina di giornale in cui si ritrae Gianluca Quadrini sorridente. Quadrini è vivo e combatte insieme a noi.

Vero? O solo propaganda? Nel dubbio le truppe sono rientrate in caserma. E gli impiegati hanno riposto nel frigorifero lo champagne.

Dopotutto è venerdì e domani c’è il campionato. La rivoluzione può attendere.

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