Quadrini e Abbruzzese si sfideranno sulla salita per Canneto (Quadrineide)

Sua Eccellenza il vescovo Gerardo Antonazzo, per la prima volta in tanti anni di devota e pia missione pastorale, non sa che fare. Affranto per una risposta che non riesce a trovare, afflitto di fronte a cotanta anima in pena, s’è avviato verso il Santuario di Canneto in cerca d’ispirazione. Giunto tra i monti di Settefrati s’è confrontato con il rettore della Basilica Minore, padre Antonio Molle: anima pura ma dalla praticità contadina di Roccasecca. Il vescovo gli ha confidato tutta la sua più profonda prostrazione, mentre entrambi camminavano a capo chino e con le mani dietro alla schiena, sul sagrato.

Il pio rettore se n’è uscito con una delle sue risposte disarmanti: «Eccellenza, aiess’ la faccenda è rrossa». Nessuno dei due sapeva come raccogliere il grido di dolore lanciato da Gianluca Quadrini, eroico presidente dell’indomita Comunità Montana di Arce (pervicace alla liquidazione) nonché eminentissimo capogruppo provinciale di Forza Italia in Provincia.

L’eccellentissimo è disperato. Non si consola da quando ha saputo che la legge regionale sui Cammini di Fede, confezionata dalla tanto preparata quanto esile consigliera regionale Daniela Bianchi, è stata impugnata dal Governo nazionale. Gianluca Quadrini ha deciso di lanciarsi in soccorso dell’inquilina di Via della Pisana, ancorché scritta tra le truppe di sinistra.

Per tre motivi.

Il primo: i devoti di Canneto nel suo collegio elettorale sono circa centomila e se riesce a piazzare un’operazione che porta benefici al Santuario, già sa cosa deve chiedere al vescovo. La concessione di poter camminare accanto a lui nella prossima processione, al posto del sindaco di Settefrati Riccardo Frattaroli (che tanto i voti li porta a Mario Abbruzzese). L’eccellentissimo Quadrini già si vede: accanto al catafalco con il trono, indossando la fascia verde fattasi confezionare su misura.

Il secondo: Come si è permesso il Governo Gentiloni di impugnare una legge che riguarda una montagna, seppure non compresa nel suo collegio? E’ un affronto insopportabile. Un’invasione di competenza da respingere subito, con risolutezza pari all’impeto.

Il terzo: sopra a Canneto c’è un ristorante dove si mangia la carne alla brace in maniera divina.

Così, l’eroico presidente, ha impugnato carta e penna. E dal suo scrittoio ha tuonato. «Il mancato inserimento nella legge regionale che istituzionalizza i Cammini del Lazio, di un percorso importante come quello di Canneto nella Valle di Comino lascia perplessi e amareggiati».

A Roma sono in apprensione. Quando Quadrini è perplesso sanno che può fare di tutto. Poi quando è anche amareggiato può diventare pericoloso su scala internazionale. E ora c’è di più: é anche devoto. «Il Santuario è posto in un luogo unico di elevatissima portata spirituale e richiama un cospicuo numero di fedeli». L’ambasciatore a Tel Aviv teme che da Arce, l’eroico presidente dell’indomita Comunità Montana (pervicace alla liquidazione) possa proclamare una nuova Crociata.

Quadrini è talmente fuori di se che arriva a riconoscere anche il lavoro fatto da da altri. Nella fattispecie, Daniela Bianchi. «Nonostante il duro lavoro da parte di amministrazioni locali, regionali e della diocesi di Sora, Cassino, Aquino e Pontecorvo il progetto non è stato acquisito. Rammarica molto sapere che un’eccellenza del sistema religioso, ambientale e culturale del nostro territorio non abbia ottenuto il riconoscimento che merita».

A Londra hanno richiamato i riservisti della Marina. Mentre all’Onu riflettono se sia il caso di convocare una riunione straordinaria. Valutano se autorizzare l’invio di un contingente di Caschi Blu a Canneto.

Quadrini non vuole sentire storie. Ha già fatto svuotare i seminari, implotonare chierici e turibolari, disposto che lucidino la croce astile con le insegne della Comunità Montana XVI Invicta. Vuole marciare su Canneto. Pronto a passare su chiunque si opponga alla realizzazione ex lege di quel Cammino.

Il neo vicario del Papa a Roma, sua eccellenza Angelo De Donatis, informato della faccenda, ha chiesto all’onorevole Daniela Bianchi di fare il possibile. Per fermare Gianluca Quadrini. Per il camminamento «poi si vedrà».

Così, in giornata, la mite ma affilata Daniela, detta un rassicurante comunicato ad usum Quadrini . Dichiara la consigliera regionale «Mi sento di rassicurarlo… Si tratta di una impugnativa di carattere generale, nessun riferimento preciso al cammino in oggetto. Le motivazioni le conosceremo non appena l’avvocatura stessa le depositerà. Faremo immediato ricorso…».

Il problema vero però arriva subito dopo. Commossa da tanto ardore religioso, colpita nell’animo da cotanta devozione, estasiata dall’impeto catecumenale che palpitava segreto nell’animo dell’eroico Quadrini, Daniela Bianchi sente di dover fare di più per quel presidente cattolicissimo più d’Isabella in Spagna. E aggiunge allora: «Possiamo rassicurare il presidente della Comunità Montana di Arce. Potrà andarci anche scalzo a percorrere quel cammino»

Il passo successivo è uno spalancargli le porte. Alla fede ed ai voti (nelle urne, non quelli monastici). «Prepari lo zaino. Venga con me a farlo a piedi il cammino. Partiamo alle il 17 giugno prossimo alle 7 della mattina da Atina. Faremo i 18 km a piedi. Ci accompagnerà anche Sua Eccellenza il vescovo Gerardo Antonazzo, ci sarà il rettore della basilica Antonio Molle. Insieme a tutti coloro che vorranno unirsi a noi…»

Gianluca Quadrini ha fatto due rapidi conti. Ed ha detto: lì si che sono voti. Ha ordinato di verificare l’agenda, rinviare l’appuntamento al Quirinale, mandare un telegramma di scuse al premier olandese, cancellare l’incontro con il segretario generale della Nato. Poi, un “precedente e non rinviabile impegno” per declinare all’ultimo momento si trova sempre.

Ma questa volta, forse, il vorace divoratore di bucatini e preferenze, la scarpinata la farà. Perché, rivela Daniela Bianchi «Anche il consigliere Mario Abruzzese ha dato conferma. Magari a loro potremmo affidare la guida di un rosario, affinché la Madonna accompagni il nostro cammino istituzionale e legislativo».

Diciotto chilometri a piedi ed in salita. Abbruzzese e Quadrini incolonnati, con scarpini e piccozza. Chissà a chi dei due, la Signora di Canneto concederà una grazia.

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