Quadrini: «Cicerone è roba mia, cancellatelo da Formia»

Chi vince scrive la Storia. L’eroico presidente dell’indomita Comunità Montana di Arce (scampata alla liquidazione) Gianluca Quadrini non si dà pace da quando ha letto Aristotele. A dire il vero lo ha fatto di nascosto: se per Arpino si scopre che ha tenuto in mano un Classico differente da Cicerone rischia di essere espulso.

Non riposa. Ora che ha scoperto il testo di riforma delle Comunità Montane in base al quale non rischia la soppressione (leggi qui) vuole che anche la Storia si adegui. A lui stesso. Ad Arce. E anche ad Arpino.

La nota è già stata affidata agli ambasciatori. Se non è una diffida, poco ci manca. «Cicerone è roba mia» ha tuonato sbattendo i pugni sulla scrivania in larice. E lo ha mandato a dire senza mezze misure a quelli di Formia.

«Noi, Gianluca Quadrini, Serenissimo e Prosperoso presidente dell’indomita Comunità Montana di Arce (scampata alla liquidazione) invitiamo formalmente Voi, Sandro Bartolomeo, sindaco pro tempore del modesto Comune di Formia, a modificare la Vostra cartellonistica stradale. Analogamente, vorrete modificare la cosiddetta ’home page‘ del Vostro sito istituzionale del Comune. E provvederete a rimuovere i cartelloni posti all’ingresso della città: sia sul lato Nord che Sud.

Il motivo? Formia continua a fregiarsi arbitrariamente del titolo di “Città di Cicerone”.

E no! Su Cicerone proprio non si scherza, alla Comunità Montana di Arce. Cicerone è di Arpino. Che è territorio Comunitario. Ed è anche la città in cui è nato il presidente Quadrini.

L’intimazione, per ora, è stata fatta in via bonaria. A nulla sono valse le giustificazioni giunte dal messo partito dal Tirreno. Secondo le quali il celebre avvocato e oratore dell’Antica Roma si era trasferito a Formia e lì morì.

«Che significa? Si mette la città dove uno è nato. Mica dove è morto. Allora quando muore il mio assessore, si fa seppellire a New York e poi possiamo dire che è americano?»

La pazienza del presidente si sta esaurendo. Gli scalpellini sono già stati mobilitati, in tutta la Comunità Montana. Se a Formia non si adeguano, nottetempo partiranno e marceranno verso gli infami cartelli. E scalpellando, casseranno le scritte abusive.

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