Nessuno spari ai cinghiali: nemmeno il presidente Quadrini

L’eroico presidente dell’indomita Comunità Montana di Arce (pervicace alla liquidazione) Gianluca Quadrini voleva armare il suo esercito. Per questo ha presentato regolare istanza, su carta intestata.

Non per muovere guerra alle confinanti organizzazioni Montane. Né per respingere l’eventuale offensiva del Governatore della Regione Lazio Nicola Zingaretti, casomai dovesse passargli per la mente di provare a liquidare l’ente.

Il nemico dell’eroico presidente è serio e concreto. Al punto che ben 19 sindaci hanno sottoscritto con lui il documento, inviato poi alla prefettura di Frosinone. La stessa che ha respinto la richiesta di dotarsi di una scorta (leggi qui Qualcuno minaccia il presidente) e che stava facendo multare l’auto con cui Quadrini si sposta per esigenze di servizio (leggi qui ‘L’Eroico appiedato e anche multato’).

Ma questa volta, l’Eroico ha ribaltato il fronte. Mettendo a nudo uno Stato che se non vuole prendersi rogne sa essere pervicace tanto quanto la Comunità Montana quando vuole evitare la liquidazione.

I fatti sono questi. In provincia di Frosinone il numero dei cinghiali è del tutto fuori controllo: ormai pascolano tranquillamente nei centri abitati, provocano incidenti, rivoltano campi e coltivazioni.

I sindaci allora hanno emesso una serie di ordinanze di somma urgenza, al fine di autorizzare i cacciatori ad intervenire per limitare la popolazione di ungulati. Quelle ordinanze però, siccome sono state emesse al fine di tutelare l’incolumità dei cittadine e garantire la sicurezza pubblica, devono passare per la prefettura. Che deve esprimere un parere.

Qui nasce il problema. I cacciatori sono appunta cacciatori. E se la caccia a chiusa, semplicemente non possono cacciare. Nemmeno possono nemmeno portare il fucile fuori di casa. La riapertura della caccia è faccenda della Regione Lazio e quindi le ordinanze sono inefficaci.

I 19 sindaci però non si sono dati per vinti. Si sono rivolti all’Eroico: ha bloccato la soppressione della Comunità Montane, si è fatto mettere lampeggiante e sirena sulla macchina, vuoi che non trovi un cavillo per poter sparare ai cinghiali che ormai abbiamo dentro casa?

Gianluca Quadrini li ha accontentati. Ha tirato fuori un’antica norma montana: è stata studiata proprio per casi come il nostro. Istituisce la figura del Cacciatore Selettore. Che è un cacciatore che non spara a qualsiasi capo di selvaggina gli passi a tiro nel mirino della doppietta. Ma tira il grilletto solo se inquadra capi con determinate caratteristiche, in maniera selettiva, al fine di limitare la popolazione di quella specie.

Presa carta e penna, l’Eroico ha scritto a Sua Eccellenza il Prefetto (la stessa che voleva multarlo). Ha posto il quesito in maniera micidiale: “E possibile autorizzare l’intervento dei cacciatori Selettori per l’abbattimento selettivo delle specie in sovra popolazione, estendendo loro le mansioni specificamente assegnate dalla legge in questi casi'”

Al Palazzo di Governo pare che stessero per stappare lo spumante: finalmente Quadrini ne fa una buona. Le lamentele degli agricoltori, degli automobilisti e dei sindaci ormai erano diventate una faccenda quotidiana.

Quindi? Autorizziamo ‘sti cacciatori Selettori a liberarci dal problema ungulati?

Quando si parla di leggi e decreti, nel Palazzo di Governo è in servizio un vice prefetto che parla per sentenze. Lui dorme con il Massimario della Cassazione. I giudici in toga rossa a lui gli fanno un baffo.

E così, rigirato il quesito all’erudito funzionario, si è scoperto che: “Le mansioni di abbattimento selettivo delle specie, al di fuori dei periodi nei quali la caccia è aperta, sono esclusiva competenza delle Forze dell’Ordine, che però hanno uno specifico regolamento per l’uso delle armi d’ordinanza e possono sparare solo in caso di concreto e reale rischio imminente per l’incolumità propria o delle altrui persone”. In pratica, se il cinghiale si cala un passamontagna sul volto, imbraccia un mitra ed assalta una banca minacciando gli ostaggi, carabinieri e poliziotti possono sparargli.

E se quello non fa una rapina? Allora la competenza è esclusiva del Corpo Forestale dello Stato (oggi Carabinieri Forestali), Guardie Venatorie (con tanto di esame superato e nomina), Polizia Provinciale, Polizia Municipale.

vabbé, però il quesito posto dall’Eroico Quadrini ed i 19 temerari è fatto bene: possono essere estese ai cacciatori Selettori le mansioni che spettano a costoro?

Il funzionario è stato in grado di rispondere anche a questo. L’Uomo dei Codici e dei Cavilli, ha comunicato che la Legge nazionale prevede che sia la Regione a legiferare in materia.

E la legge regionale del Lazio che dice? Nulla. Perché non c’è. Il Lazio è in buona compagnia: solo la Regione Liguria ha legiferato. Ma – assicura l’Oracolo – la norma è stata impugnata di fronte alla Corte Costituzionale che l’ha dichiarata non conforme alla nostra Carta.

Insomma, la legge è incostituzionale. Quindi, gli unici a poter sparare, restano i soggetti fissati per legge.

Nell’attesa, nessuno spari ai cinghiali. Nemmeno le truppe dell’eroico presidente Gianluca Quadrini.

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