Quadrini a Londra cerca riparo in caso di esilio (Quadrineide)

Gianluca Quadrini in incognito a Londra. Alla ricerca di un riparo in caso di esilio. Come i grandi del suo tempo. In attesa della fascia di Vice Presidente sa che però potrebbe perdere alle Comunali di Arpino. E decadere dalla Comunità Montana. In quel caso, Sua Maestà Elisabetta II...

Come Idi Amin Dada il sanguinario dittatore dell’Uganda ritenuto responsabile di circa 300,000 uccisioni di carattere politico e poi fuggito in Arabia Saudita. O come Jean-Claude “Baby Doc” Duvalier il feroce presidente di Haiti, riparato alla periferia di Parigi su ‘consiglio’ degli Usa per i quali era diventato troppo imbarazzante. Ma anche il generale Alfredo Stroessner presidente senza alcuna opposizione in Paraguay e riparato in Brasile dopo 35 anni di dittatura ai quali pose fine il suo collega generale Rodriguez. O re Faruk d’Egitto, finito a movimentare la Dolce Vita romana quando Nasser lo cacciò dalla terra dei Faraoni.

Così come loro, anche Gianluca Quadrini, eroico presidente dell’indomita Comunità Montana di Arce (sopravvissuta pervicacemente alla liquidazione) sta iniziando a studiare la possibile terra degna di accoglierlo in caso di eventuale esilio.

I grandi statisti sanno riconoscere con anticipo i segnali che arrivano dalle masse. Li intercettano quando ancora sono impercettibili alla grande parte del popolo.

E così, il presidente Quadrini, eminente statista di se stesso, Capogruppo provinciale di Forza Italia decaduto ma subito inalzato al nuovo trono di Noi con l’Italia, reietto dal suo Partito nel quale ha militato senza prosperare per oltre un quarto di secolo, rifugiato politicamente nella Quarta Gamba di Alfredo Pallone, ha capito che è tempo di tenere pronta una via di fuga.

È il momento del ritorno, quello al quale bisogna prestare la massima attenzione. Fu così per Napoleone Buonaparte una volta rientrato dall’Elba: incappò in Waterloo e finì in maniera definitiva nell’esilio di Sant’Elena.

Gianluca Quadrini ha perso le elezioni: il 4 marzo 2018 non ha conquistato la Regione Lazio. Non accomoderà le sue regali terga sullo scranno posizionato di fronte all’odiato Nicola Zingaretti reo di volergli liquidare la Comunità Montana.

Unica magra soddisfazione, la sconfitta riportata da Mario ex commander Abbruzzese, colui che accusa di avere ordito la trappola degli scherani, incaricati di mettere fuori l’eroico Quadrini dalla lista di Forza Italia per il Senato della Repubblica (ciò che riteneva alla sua altezza, tanto che era andato nei mesi scorsi a compiere un sopralluogo nel ristorante di palazzo Madama al fine di assicurarsi che la cucina fosse di suo gradimento), dalla lista per la Camera (Montecitorio come premio di consolazione, si può anche fare). E in fine anche dalla lista per la Pisana.

Ora questo è il tempo del ritorno: come l’Elba per il piccolo Corso. Alfredo Pallone ha chiesto nei giorni scorsi al presidente della Provincia Antonio Pompeo il riconoscimento della fascia di vice presidente dell’ente di piazza Gramsci proprio per l’eroico Quadrini. Sostituendolo ad Andrea Amata, defezionato sul carroccio della Lega e manco lui riuscito ad essere eletto.

Gianluca Quadrini Vice presidente della Provincia. Al Destino il senso dell’ironia non manca. Proprio lui che fu protagonista di un espolsivo scontro epistolare con il presidente in carica. Che voleva togliergli il diritto di indossare la fascia di rappresentanza durante le pubbliche cerimonie (leggi qui Antonio Pompeo spoglia Gianluca Quadrini per punizione) . E invece lui gli rispose che non solo aveva diritto alla fascia ma anche al labaro da portare al seguito, come disposto dallo Statuto della Provincia recentemente riunnovato. La guerra per la fascia: e ora Quadrini pretende pure il Gonfalone (a norma di Statuto)

Quadrini sa che è questo il momento in cui si rischia: o vince a Waterloo e diventa vice presidente oppure rischia. Potrebbe perdere le Comunali di Arpino (meglio perdere 20 chili). E di conseguenza perdere lo scettro dell’indomita Comunità Montana di Arce (sopravvissuta pervicacemente alla liquidazione) .

In quel caso? Come Idi Amin Dada, Stroessner e Re Faruk. Meglio iniziare a studiare una via nella quale trovare riparo.

È questo il motivo per cui ha preso tutta la regale famiglia. Ed è andato a Londra. Ha chiesto alle guardie di Buckingam Palace d’essere ammesso di fronte a sua Maestà la Regina Elisabetta II per esporre il suo caso. E chiede di tenergli una stanzetta libera (con refettorio e domestici annessi) casomai non dovesse vincere a Waterloo.

Sua Altezza Reale Elisabetta di Windsor, commossa, ha istituito motu proprio l’ordine della sala da Pranzo, che pertanto da oggi va ad affiancarsi al Molto Onorevole Ordine del Bagno (Order of the Bath) ordine cavalleresco fondato dal suo avo Giorgio I il 18 maggio 1725.

Quando vorrà, l’eroico Quadrini, potrà tornare a Londra e fregiarsi dell’Ordine della Sala da Pranzo. Trovando riparo in una adeguata magione che affaccia le sue finestre sui ristoranti  di Trafalgar.

Antonio Pompeo e Renato Rea (il sindaco di Arpino che 5 anni fa ha battuto Quadrini, anche lui sconfitto alle Regionali, una gioia ogni tanto e che cazzo) sono avvisati.

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