Quadrini, Fazzone, Tajani: tutti gli intrighi di Forza Italia

Il vicecoordinatore regionale degli “azzurri” ai fedelissimi: “Non voglio conte, ma neppure mi piace essere scavalcato”. La forza degli amministratori locali e la vera partita in palio: il quorum per far scattare seggi parlamentari e regionali in Ciociaria”.

Io non voglio conte, non voglio congressi, non voglio spaccature. Ma non voglio neppure essere scavalcato”: Gianluca Quadrini, vicecoordinatore regionale di Forza Italia, si è sfogato con i fedelissimi dopo l’incontro a Fiuggi, nel quale ha avuto un faccia a faccia anche con Antonio Tajani, numero due del Partito, nella città termale per qualche giorno di vacanza. (leggi qui I protagonisti del giorno. Top e Flop del 11 agosto 2020). Un uncontro arrivato poche ore dopo essersi reso conto che nel Partito è in corso una manovra con cui isolarlo. (leggi qui La manovra di accerchiamento per isolare Quadrini in Forza Italia)

Ha detto Quadrini: “Io sto lavorando ad un solo obiettivo: rafforzare Forza Italia. Tanti sono rientrati, molti sono venuti. E poi nei Comuni e negli enti locali si fanno delle strategie per vincere e per non essere ininfluenti. I risultati ci sono stati, ma negli ultimi tempi ho la sensazione di avere le ali tarpate”.

Basta ipocrisie

Il brindisi dopo la nomina del delegato avvenuta alle spalle di Quadrini

La nomina del Delegato alle Politiche Giovanili ad insaputa di Quadrini ha fatto superare il punto di non ritorno. “Basta ipocrisie”, ha detto Quadrini. “Non ho coinvolto alcuni esponenti? E perché, c’è bisogno di lettere in carta da bollo quando si fa parte dello stesso Partito?”.

In realtà il punto principale è uno: Quadrini è in rotta con il senatore Claudio Fazzone, coordinatore regionale di Forza Italia? Lui ha risposto: “Sinceramente gli sono sempre stato grato per la fiducia che mi ha dato e credo di averla ripagata con i risultati e con i tanti amministratori che sono entrati nel Partito. Tutti amministratori che porteranno voti. Gli altri cosa hanno fatto? Perché alla fine contano i voti”.

Già, contano i voti. Quadriini li ha fatti vedere alle scorse Provinciali quando era fuori da Forza Italia: 11.395 voti ponderati, espressi da 176 amministratori comunali su un totale di 1.094 .

Forza Italia in provincia di Frosinone ha anche tre commissari. L’unico con il quale Quadrini ha buoni rapporti è Daniele Natalia, sindaco di Anagni e referente dell’area Nord. Per il resto, lo stesso Quadrini a Fiuggi non ha invitato Adriano Piacentini (Centro) e Rossella Chiusaroli (Sud). Di quest’ultima non vuole sentir parlare, ritiene di essere stato politicamente tradito più di una volta. Soprattutto sul versante di quello viene rapportato a Claudio Fazzone.

E Quadrini non si fida più nemmeno di Peppe Patrizi, dopo avere fatto di tutto per riportarlo a casa in Forza Italia ed avere forzato la mano per assegnargli la nomina di responsabile provinciale degli Enti Locali, ratificata da Fazzone solo dopo mesi.

Tajani al centro

Forza Italia, l’incontro di Fiuggi

Però all’interno di Forza Italia, soprattutto in provincia di Frosinone, a questo punto la figura chiave torna ad essere quella di Antonio Tajani. Il quale si è allontanato dopo che sono andati via Antonello Iannarilli, Mario Abbruzzese, Pasquale Ciacciarelli, Nicola Ottaviani, quelli che un tempo erano i suoi fedelissimi. Insieme ad Alfredo Pallone, che in realtà era andato via prima. E a Danilo Magliocchetti, che è andato via dopo.

Tajani però si sta rendendo conto che la provincia di Frosinone non può trasformarsi in un’immensa distesa di “portatori d’acqua. Specialmente nella prospettiva della riforma elettorale, delle Politiche e delle Regionali.

Si va verso un accorpamento dei collegi con Latina e allora lo scenario potrebbe essere il seguente: prendere un certo numero di voti per contribuire a far scattare il “quorum”. Altrove però.

Gianluca, niente calcoli

QUADRINI, TAJANI, FAZZONE

In questo senso, invece, la strategia di Gianluca Quadrini ha catturato l’attenzione di Tajani. Perché Quadrini non fa conti, non fa calcoli, vuole prendere più voti possibili, coinvolgendo gli amministratori locali e i militanti. Con l’obiettivo di far scattare il quorum in provincia di Frosinone. Come è sempre accaduto, quando era Tajani a dare le carte.

Poi c’è la partita dei Comuni. Dove Gianluca Quadrini non intende chinare la testa davanti a Lega e Fratelli d’Italia. Ha detto più volte: “Siamo alleati, non sudditi. Se in alcuni Comuni vogliono sgambettarci, non possiamo fare finta di nulla. In prospettiva ad Alatri, Sora, Arpino, Frosinone, possiamo dire la nostra. Perché non dovremmo farlo”.

Gianluca Quadrini non vuole andare via da Forza Italia. Ma ad un altro schiaffo non porgerà l’altra guancia. Intanto però la rotta di avvicinamento verso Antonio Tajani appare iniziata.

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