«Spazio ai moderati. E se mi chiedete di Tajani e Fazzone io, appunto, modero…»

Foto © A.S. Photo / Andrea Sellari

Il Vice Coordinatore regionale di FI a tutto campo su politica nazionale e nodi locali. Dai 'comparaggi' della destra a Palazzo Iacobucci al duopolio Tajani-Fazzone. E ne esce con un inedito profilo

Il dribbling di Forza Italia al sovranismo spinto. E poi ancora quel che Covid ha fatto alla politica, nazionale e locale. Il nodo di una legge elettorale che assicuri spazi di manovra al Partito di Berlusconi. I dubbi sui pentastellati in Regione e il rebus in Provincia dove la destra appoggia Pompeo. Infine l’eterno dilemma: Tajani o Fazzone? Gianluca Quadrini, Vice Coordinatore Regionale di Forza Italia, ne ha per tutti. Con durezza inversamente proporzionale agli ambiti di cui parla. Dal nazionale, dove è implacabile, fino al locale, dove è salomonico.

Il Presidente Berlusconi si sta smarcando da sovranisti e nazionalisti: state tornando al centro moderato?
Antonio Tajani con Silvio Berlusconi nell’Aula del Parlamento Europeo. Foto: © Imagoeconomica, Daina Le Lardic

«Forza Italia ha sempre rappresentato il centro moderato, cattolico, europeo. Esiste un’alleanza, quella di centrodestra, che fa parte delle “corde” di un popolo di elettori che è sempre stato più avanti rispetto alle posizioni della stessa politica. Poi esistono i Partiti, con le loro specificità. Il presidente Silvio Berlusconi ha dimostrato in questa fase di aver saputo rimettere al “centro” delle dinamiche della coalizione (e della stessa politica nazionale) Forza Italia. In un’emergenza mai vista come questa, l’Europa per noi non è “matrigna”. Anzi, ha svolto un ruolo».

Però fino ad oggi avete sostenuto l’esigenza di riformare l’Europa.

«Dire che l’Europa ha svolto un ruolo importante e forse decisivo per l’Italia non significa dire che ci sono altre cose che non vanno bene, ma ci sono momenti nei quali l’interesse nazionale è prevalente. Forza Italia è parte fondamentale del Partito Popolare Europeo, si muove in quell’ottica. Lega e Fratelli d’Italia hanno le loro posizioni, che noi abbiamo sempre rispettato e continueremo a farlo. Se qualcuno pensava che Forza Italia rappresentasse ormai l’anello debole si è dovuto ricredere. Noi ci siamo, il centrodestra se lo è inventato Silvio Berlusconi. E senza di noi non esiste. Senza di noi esiste la Destra, che può anche prendere tanti voti ma che non potrà mai governare da sola un Paese come l’Italia».

La posizione nazionale è “Mai in appoggio al centrosinistra”: non avete paura di rimanere schiacciati tra i due poli?
Silvio Berlusconi © Imagoeconomica / Sergio Oliverio

«Forza Italia è nata come alternativa alla sinistra e tale rimarrà per sempre. Schiacciati tra i due poli? La pandemia Covid-19 ha sconvolto tutto anche a livello politico. Trump era lanciato verso la conferma, ora i sondaggi danno davanti Biden. E si potrebbe continuare.

Quando l’attività politica riprenderà normalmente dovremo porci il problema della legge elettorale. Ormai nel Paese c’è una vocazione proporzionale e in quel contesto Forza Italia potrà dire la sua. Ma se anche così non dovesse essere, ci sarà un momento in cui bisognerà assumersi responsabilità enormi per il futuro dell’Italia. Da far tremare i polsi.

Noi ci saremo in ogni caso, con la nostra classe dirigente, con la nostra storia, con un presidente come Silvio Berlusconi che ha dimostrato negli ultimi ventisei anni di aver costantemente preso decisioni. Può piacere oppure no, ma Forza Italia ci sarà. No, non resteremo schiacciati tra i due poli. Infine, ho difficoltà ad immaginare un polo formato da Pd e Cinque Stelle. Sinceramente».

In Regione i 5 Stelle hanno dimostrato che si può dialogare pur rimanendo fermamente all’opposizione: consociativi?
Roberta Lombardi © Paola Onofri, Imagoeconomica

«Più che altro confusi. Chi rappresenta davvero i Cinque Stelle alla Regione Lazio? Roberta Lombardi? Valentina Corrado? Oppure l’ormai espulso Davide Barillari? La realtà è che i Cinque Stelle sono crollati da un punto di vista politico appena hanno assunto responsabilità di governo. Vogliamo parlare dell’esperienza della sindaca Virginia Raggi a Roma? Vogliamo parlare del reddito di cittadinanza? Inoltre, è emerso chiaramente che sono un Movimento lacerato dalle guerre intestine: Beppe Grillo, Davide Casaleggio, Alessandro Di Battista, Luigi Di Maio, Paola Taverna».

«I Cinque Stelle hanno perso tutte le loro caratteristiche, a cominciare dall’uno vale uno. Nei momenti topici ha deciso Beppe Grillo e basta. Inoltre, mi lasci dire, sul territorio sono inesistenti. Non hanno inciso su nulla, pur avendo tre parlamentari e un consigliere regionale. A livello internazionale hanno posizioni che stanno isolando l’Italia. Sul piano interno, invece, hanno fallito clamorosamente. Non li vedo come consociativi, li vedo come inadatti a governare in qualunque tipo di contesto: nazionale, regionale, provinciale, comunale».

In provincia di Frosinone che ruolo intendete giocare alle prossime comunali, non avete l’impressione che Lega e FdI vi abbiano tagliato fuori?
Antonio Pompeo

«Non mi sottraggo. Nei mesi scorsi più volte ho avuto la sensazione che alcuni esponenti dei Partiti alleati volessero tagliarci fuori. E ci sono state situazioni che ho faticato a comprendere. A cominciare dal sostegno di Fratelli d’Italia al presidente della Provincia Antonio Pompeo, uno dei big del Pd. Anche per quanto riguarda le comunali, non è che si può dire: le cose stanno così, fatevele piacere. Credo che il confronto rappresenti il valore aggiunto di ogni coalizione. Noi abbiamo sostenuto lealmente i candidati dei partiti alleati, sempre. Il sottoscritto lo ha fatto in prima persona in passato, anche quando nel mio stesso partito c’erano altre posizioni».

«Esigiamo rispetto però, lo stesso rispetto. Noi ci auguriamo che il centrodestra sia unito alle prossime elezioni comunali. Non rinunceremo al nostro ruolo, alle nostre idee, alle nostre proposte. Ci batteremo affinché vengano trovate delle sintesi ovunque. Ma non ci lasceremo schiacciare o marginalizzare. Mi auguro che nessuno abbia certe tentazioni. Credo che la politica cambierà molto dopo questa emergenza. In ogni caso nessuno vince e governa da solo».

Sospesi tra Tajani e Fazzone: non avete paura di finire assorbiti dalle dinamiche pontine?
Antonio Tajani, Claudio Fazzone © Imagoeconomica, Rocco Pettini

«Antonio Tajani sta dimostrando sul campo il suo enorme valore politico nazionale, europeo ed internazionale. In Forza Italia c’è dall’inizio e la coerenza ha rappresentato la sua carta d’identità politica. È un valore aggiunto anche di questo territorio, come ha dimostrato sempre.

Il senatore e coordinatore regionale Claudio Fazzone è un “turbo” nel motore di Forza Italia. E’ lui che l’ha rimessa in moto quando si è verificato l’esodo di massa di tutti quelli che, dopo essere stati in Forza Italia per anni, ricoprendo qualunque tipo di ruolo, nel momento di difficoltà sono letteralmente scappati. Fazzone è venuto qui, con una determinazione ed una lucidità fuori dal comune. Ha chiesto al sottoscritto di dargli una mano come vicecoordinatore regionale. Lo ringrazio ancora. Mi sono messo a disposizione e, sotto la sua regia, abbiamo “recuperato” tante persone che negli anni scorsi si erano allontanate perché “allergiche” al cerchio magico di chi guidava il partito prima, abbiamo fatto entrare tanti esponenti importanti».

Gianluca Quadrini con Daniele Natalia

«Infine, Claudio Fazzone ha riorganizzato ulteriormente il partito, coinvolgendo nella gestione esponenti come Adriano Piacentini, Daniele Natalia, Rossella Chiusaroli ed il Responsabile Enti Locali l’ex commissario della Provincia Giuseppe Patrizi. Il partito si è rimesso in moto anche con la nomina dei commissari e coordinatori cittadini, è più vivo che mai, basta partecipare alle nostre riunioni (anche in videoconferenza) per rendersene conto. Fazzone è il primo a sapere che in provincia di Frosinone Forza Italia ha bisogno dei suoi spazi e delle sue peculiarità. Non siamo schiacciati su Latina. Mai corso questo rischio. Siamo invece proiettati nel futuro».

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