Nessuno soccorre il generale Quadrini

Nessuno ha soccorso il generale Quadrini.

Il capogruppo provinciale di Forza Italia, consigliere più votato alle scorse provinciali, presidente della Comunità Montana di Arce Gianluca Quadrini è finito sotto attacco nei giorni scorsi. Ma nel suo Partito nessuno ha mosso un dito. Non una dichiarazione, non un comunicato. A togliersi il sassolino dalla scarpa è stato l’ex coordinatore provinciale di Forza Italia Adriano Roma. Lo ha fatto ieri sera nel corso della trasmissione A Porte Aperte su Teleuniverso.

Il principio è: se si tratta di un segnale che lo hanno scaricato ne prendiamo atto. Ma se non lo hanno scaricato è ancora più preoccupante: sarebbe il segnale di un Partito allo sbando.

A Gianluca Quadrini veniva rimproverato di avere bandito un concorso pubblico per l’assunzione di nove persone nella Comunità Montana di Arce.

Adriano Roma ha puntato l’attenzione su una serie di passaggi. Il primo: nessuno ha né scritto né sostenuto che i concorsi siano illegali.  Inopportuni? Lo hanno sostenuto in molti di quelli che sono intervenuti sul dibattito. Tutti esponenti del centrosinistra.

Politicamente ci sta – ha detto Roma – ma non è accettabile che dall’interno di Forza Italia nessuno abbia mosso un dito per chiedere al capogruppo provinciale se aveva tutti i necessari pareri della Funzione Pubblica. O se aveva pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale gli avvisi. Se insomma fosse tutto a posto. E poi nessuno ha mosso un dito, nessuno ha detto una parola.

L’ex coordinatore ha avanzato in sostanza due interrogativi. Cosa c’è dietro al tiro al bersaglio fatto sul presidente – capogruppo? E cosa si nasconde nel silenzio del Partito?

In trasmissione, per la prima volta Gianluca Quadrini ha parlato di quei concorsi. Sono regolari? Quadrini sostiene di avere esaminato i bilanci, verificato che ci fosse la capacità di pagare gli stipendi. E fatto preparare i bandi. Dice di averne informato il ministero della Funzione Pubblica e poi di avere fatto pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale quegli avvisi. Nulla di carbonaro.

Ma a cosa gli servono quei funzionari e quei tecnici? Quadrini ha rivelato in trasmissione che la Comunità Montana ha stretto una convenzione con tre Comuni. Sta svolgendo alcune funzioni d’ufficio che loro non possono sbrigare per la cronica mancanza di personale. In pratica, sta effettuando in regime di convenzione i srrvizi – ad esempio – di Ufficio Tecnico, di Ragioneria… Sta funzionando talmente bene che un quarto Comune sta stipulando la convenzione. «La fusione dei servizi prevista dalla Leggere regionale  di riforma – ha detto Quadrini – noi l’abbiamo applicata ed estesa anche ai centri di altre province».

Ma le Comunità Montane non stanno per essere sciolte?. «Non è così. Stanno per essere trasformate. La stessa cosa che è accaduta con la Forestale: fino al giorno prima ha reclutato allievi e dal giorno dopo sono diventati carabinieri forestali. Non sono stati soppressi e mandati a casa. Le Comunità Montane diventeranno associazioni tra i Comuni Montani e manterranno le attuali funzioni».

Allora chi attacca Quadrini? In trasmissione è stato dato atto di una vice che curcolain Regione. Si sta lavorando per impedire che il presidente resti in carica anche durante la trasformazione. «Non vorrei fosse fuoco amico, il più pericoloso»

E poi c’è il mancato invito al convegno fatto a Sora da Forza Italia nella giornata di giovedì. «L’ho saputo dai giornali»

Il dato politico è chiaro. Nessuno corre in soccorso del generale Quadrini. L’aria di elezioni è dietro l’angolo. Ed il primo nemico, adesso, è in casa.

Foto: copyright Roberto Gabriele, per gfentile concessione

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