Ma quale Pd… è la Dc

Il Partito Democratico punta alla vittoria a Cassino, Sora e Alatri, ma con modalità ben diverse da quelle emerse durante il recente congresso provinciale, quando si era parlato di unità vera. In realtà sul campo le cose stanno andando in maniera diversa, la differenza con il passato è che i leader non si scontrano fra loro.


Ad Alatri non ci sono spaccature clamorose su Giuseppe Morini e in quella città è soprattutto l’assessore regionale Mauro Buschini a giocarsi molto.
 A Sora un sindaco come Ernesto Tersigni, esponente di punta del Nuovo Centrodestra di Alfredo Pallone è perfetto per il ruolo: se vince, anche il Pd avrà contribuito (in ogni caso), se perde la responsabilità della sconfitta sarà specialmente sua. Certamente resta il punto del circolo locale, ma ci sarà tempo per provare a far decantare la situazione.


A Cassino la situazione è complicata davvero e finora il rimpallo di responsabilità tra la federazione provinciale e il circolo comunale non ha prodotto alcun risultato. Il tiki-taka stile Barcellona è sul viale del tramonto. Ma intanto tutti sembrano chiedersi una cosa: alla fine i vari Francesco De Angelis, Mauro Buschini, Francesco Scalia, Nazzareno Pilozzi, Simone Costanzo, Domenico Alfieri, Sara Battisti, chi appoggeranno direttamente? Fino a che punto si esporranno? 
Cioè, se perfino i big resteranno nelle retrovie, cercando di mimetizzarsi, perché dovrebbero uscire allo scoperto le seconde linee o gli imprenditori? 
Il primo turno servirà a “scremare” la griglia dei candidati, poi al secondo si proveranno intese non sui programmi ma sulla spartizione delle cariche e delle poltrone. Come sempre.
 Nel frattempo, però, ognuno continuerà a tirare l’acqua al proprio mulino e a sostenere i candidati che a loro volta potranno essere decisivi quando si andrà a votare per la Camera o per la Regione.


Come avveniva con la Democrazia Cristiana.

error: Attenzione: Contenuto protetto da copyright