Quando è il commissario a salvare i fondi

Con il suo voto, il commissario Maurizio Alicandro è stato decisivo per le sorti dell'assemblea dei sindaci. E non è la prima volta che un prefetto risolve questioni incancrenite da tempo. Perchè troppo spinose per una politica senza coraggio

Andrea Apruzzese

Inter sidera versor

A volte la loro azione è decisiva. Si assumono responsabilità rilevanti in prima persona, sbloccando situazioni rimaste ferme per anni, o decisioni rilevanti. Accade, è accaduto e accadrà.

L’ultimo esempio è stato venerdì, in conferenza dei sindaci dell’Ato4, ovvero quello della provincia di Latina, che include anche alcuni limitrofi Comuni di Roma e Frosinone.

Il sub commissario del Comune di Latina Maurizio Alicandro ha votato a favore della modifica della convenzione con il gestore del servizio idrico integrato, Acqualatina: un atto necessario, imposto dal Governo, per non perdere la possibilità di accedere a un finanziamento nell’ambito del Pnrr, del valore di 40 milioni di euro per far fronte alle perdite idriche di cui l’Ato4 è purtroppo vittima con percentuali importanti.

Il voto di Alicandro e la mediazione di Stefanelli

La conferenza dei sindaci

Il voto, in conferenza dei sindaci, ha un doppio parametro: numero di Comuni e numero di abitanti. E in Provincia di Latina, due Comuni importanti come numero di abitanti sono commissariati: Latina e Terracina. Latina era presente, con Alicandro, che ha votato a favore, in un momento critico.

I presenti erano 26, e molti dei sindaci, o assessori, o loro delegati, esprimevano perplessità. In primis Bassiano, con Domenico Guidi che aveva duramente contestato le modifiche alla convenzione, paventando anche il rischio di perdita di controllo sull’azione del gestore; ma critici erano anche Cisterna, Aprilia, Cori, Maenza.

Alla fine, in quattro si asterranno: Aprilia, Nettuno, Sezze, Cisterna; uno voterà contro, Bassiano; gli altri voteranno a favore, come disse Indro Montanelli, “turandosi il naso“, non lesinando critiche all’azione del gestore sul recupero delle perdite idriche, ma salvando i 40 milioni di euro.

Stefanelli opera la sua mediazione

Le modifiche passeranno, grazie all’azione di mediazione del presidente, Gerardo Stefanelli (esprimerà il suo voto favorevole in qualità di sindaco di Minturno, come consentito dalle norme). E, soprattutto, grazie al voto favorevole di Latina, dei suoi 126mila abitanti. I 40 milioni di euro sono salvi.

Il ruolo del commissario

Ma qual è il ruolo di un commissario (prefettizio o straordinario)? Il commissario ha pieni poteri. In sé, riunisce il ruolo di sindaco, giunta e Consiglio comunale. Può quindi adottare qualsivoglia deliberazione, di giunta o di Consiglio, o ordinanza sindacale. A volte, si astengono dall’assumere decisioni che possano avere una valenza “politica”. Altre volte, invece, sono proprio loro, i commissari, a sbloccare situazioni difficili, rimaste incancrenite per anni sotto il peso dell’indecisione politica dei partiti al governo cittadino: approvano opere, approvano varianti, pagano debiti fuori bilancio, approvano progettazioni finanziate affinché non vengano persi i fondi.

Molto dipende anche dal periodo di commissariamento: un commissariamento breve porta spesso all’ordinaria amministrazione; uno lungo, come fu quello a Latina del Prefetto Giacomo Barbato tra il 2015 e il 2016, anche a decisioni più rilevanti. Di Barbato, ad esempio, si ricorda l’adozione dell’annullamento dei Piani particolareggiati approvati in precedenza dalla giunta Di Giorgi e finiti poi nella bufera della mancata corrispondenza tra standard urbanistici e volumetrie rilevata dalla Regione Lazio.

L’azione di Frattasi

Guidi cerca di convincere Terra

A Gaeta, molti ricorderanno l’azione del Prefetto Bruno Frattasi, e la sua adozione nel 2007, tra gli altri atti, della cosiddetta “variante di Piaja“, che ancora oggi è conosciuta come “Piano Frattasi”.

E, tra i primi atti del commissario di Latina, Prefetto Carmine Valente, figurano altre decisioni importanti, anche relative a fondi Pnrr, come l’approvazione con i poteri di Consiglio della modifica al piano triennale delle opere pubbliche per il necessario inserimento di opere che hanno avuto accesso al finanziamento, tra cui il risanamento del Palazzo della cultura (4,1 milioni di euro), la ricomposizione urbana di borghi storici (3,1 milioni di euro), la riqualificazione dell’ex tabacchificio (3,1 milioni di euro), il miglioramento delle piazze storiche (750mila euro), la riqualificazione della piscina comunale (1,4 milioni di euro), o la costruzione del nuovo centro sportivo “Nuova Latina (2 milioni di euro).

E tra i suoi atti con poteri di Consiglio, figura anche la variazione di bilancio da 650mila euro per l’acquisto dei moduli abitativi per il nuovo centro di accoglienza nomadi, in sostituzione di Al Karama, distrutto da un incendio un mese fa. Una vicenda, quella dell’acquisto dei nuovi moduli, che era rimasta bloccata per quasi dieci anni, da quando, tra il 2013 e il 2014, ben tre tentativi di gara andarono deserti per uno stanziamento insufficiente a coprire i costi.

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