Quando i soldati americani si stupirono degli italiani che lavavano il pane

Non bisogna soffermarsi alle cose superficiali. Bisogna osservare bene. Ricordando sempre che il sazio non può capire chi è digiuno. Come accadde ai soldati americani quando vennero da queste parti

Lidano Grassucci

Direttore Responsabile di Fatto a Latina

Rimasero increduli i soldati americani, fermi a guardare. Una cosa così non l’avevano mai vista. Avevano dell’Italia una idea vaga, la maggioranza di loro non sapeva dell’esistenza dell‘Europa. Erano ragazzi che volevano vivere ma la sorte li aveva mandati a morire. Loro, il Paese del futuro, nel Paese più vecchio del mondo, l’Italia.

Giunti qui, qui da noi trovarono una cosa che non si aspettavano, che mai avrebbero pensato di vedere, eppure avveniva davanti ai loro occhi. Gli italiani non erano ridotti bene, avevano una povertà antica, avevano poche cose e anche perdute. Alcuni di questi ragazzi sapevano di qui dalle storie della fame dei nonni partiti a cercare fortuna col bastimento, oltre il mare. Sapevano di cose struggenti come le strofe di Libero Bovio di Lacrime Napulitane

E ‘nce ne costa lacreme st’ America
a nuje napulitane

pe’ nuje ca ‘nce chiagnimmo

‘o cielo e Napule
comm’ e’ amaro stu’ pane

Il pane duro e amaro

Il pane era amaro, duro. Era possibile solo se saltavi prima il mare, poi l’oceano, poi un altro mondo che non ti voleva.

Ma qui, qui da noi i soldati americani che oltre al pane avevano anche il companatico, il dessert e perfino la Coca Cola, videro una cosa che non avevano mai visto e mai avrebbero rivisto: videro lavare il pane.

Videro questi uomini piccoli che prendevano il pane e lo immergevano nell’acqua e poi lo mangiavano condendolo con olio e sale. Mangiavano pane e acqua i nostri contadini, ma con grande dignità e pulizia. Non sprecando mai né una goccia di acqua né una briciola di pane, pane corpo del Cristo. A noi bambini addolcivano la pietanza: pane, acqua e zucchero. Il tutto accompagnato da preghiere affinché potessimo farcela a diventare grandi. 

Qui in queste terre, che Napoli è lontana e Roma ancora non si vede, dove speri che solo Dio possa salvarti, dove anche l’aria è malata. I soldati americani restarono basiti.

E scrissero a casa in “americano”: gli italiani sono così puliti che lavano il pane“. Fotografarono tutto e capirono una civiltà che ignoravano come quando a New York consideravano gli italiani come neri e non bianchi quando cominciò a cantare Enrico Caruso e capirono la bellezza.

Vi racconto questa storia per memoria, per bisogno di tramandare ai ragazzi, quel che siamo stati. Non avevamo tanto pane, ma eravamo capaci di lavarlo.

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PS: Ringrazio Filomena Danieli del ricordo, lei che per il pane andò in Belgio.

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