Quando tutto era più chiaro e la politica era meno liquida

A furia di voler apparire liquida agli occhi degli elettori la politica ha perso il peso della sua solidità. E non riesce più ad incidere

Fino a non molti anni fa era tutto chiaro: Forza Italia avrebbe candidato Alfredo Pallone e Antonello Iannarilli, Alleanza Nazionale Alessandro Foglietta e Franco Fiorito, l’Udc Anna Teresa Formisano e Fabio Forte, il Pd Francesco De Angelis e Francesco Scalia, il Psi Gian Franco Schietroma, Rifondazione Comunista Maurizio Federico.

 

Esistevano delle gerarchie molto chiare in Ciociaria,che si riflettevano sulle candidature alle Politiche e alle Regionali.

 

E’ cambiato perfino questo negli ultimi anni. Non perché non ci siano i leader, ma perché gli stessi non hanno alcuna certezza di essere candidati ed eletti. Con una sola eccezione: Mario Abbruzzese, zar di tutte le “anime” locali di Forza Italia. Lui è già deputato. Lo vuole Antonio Tajani, presidente del Parlamento Europeo.

 

Fratelli d’Italia, che ha raccolto l’eredità politica di Alleanza Nazionale a destra, non ha un primus inter pares, in grado di convogliare tutti i consensi del partito. 
Il Centro non è nelle condizioni di essere decisivo, come lo era ai tempi di Anna Teresa Formisano. Liberi e Uguali ha tanti di quei Partiti al proprio interno, che per orientarsi in Ciociaria ci vuole una bussola.

Gian Franco Schietroma è ancora il capo indiscusso dei Socialisti, ma il problema è che non ci sono più tanti posti dove candidarsi e questo perché il Pd combatte una guerra di sopravvivenza. Francesco Scalia e Francesco De Angelis devono provare a garantire loro stessi. Se ci riescono.

Ma a differenza che in passato neppure loro hanno la certezza di riuscire a farcela.

 

L’intera politica locale ha subito una trasformazione: nel bisogno crescente di apparire più “liquida” agli occhi dell’elettorato ha perso quel peso politico fondamentale per poter poi contare sul territorio. Lo si vede anche quando si vota nei Comuni, dove all’interno degli stessi schieramenti ci sono profonde differenziazioni.


Pierferdinando Casini, tanto per fare un esempio, si raccordava con la Formisano sulle candidature da schierare nei collegi provinciali. Oggi nessuno ne sente più il bisogno.

Il territorio, fra gli altri, ha anche un deficit di rappresentanza. Forse è per questo che la crisi economica ed occupazionale precipita sempre di più.

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