Quanti posti da aggiungere al tavolo del Centrodestra?

Domani il vertice della coalizione per provare a individuare il candidato unitario alla presidenza della Provincia. Ma in Forza Italia e Noi con l’Italia ci sono divisioni interne notevoli, mentre la Lega non vede l’ora di sbattere la porta in faccia agli alleati. E qualcuno comincia a rimpiangere i tempi di Iannarilli, Foglietta e Formisano. E Fiorito

Forse il centrodestra farebbe ancora in tempo ad aggiungere due posti al tavolo provinciale che si riunirà domani per cercare un candidato unitario alla presidenza della Provincia. Sì perché nei Partiti centristi della (sulla carta) coalizione ci sono differenze notevoli.

 

Dialettiche interne

In Noi con l’Italia il leader Alfredo Pallone è pronto in ogni caso a riprendere il cammino insieme a Forza Italia del suo grande amico Antonio Tajani, numero due di Silvio Berlusconi. Mentre Gianluca Quadrini, coordinatore e consigliere provinciale, ha idee completamente opposte. (leggi qui Provinciali, scintille tra Pallone e Quadrini su Lega e Forza Italia) Quale sintesi con gli alleati se non c’è una sintesi interna?

 

In Forza Italia i big nazionali hanno deciso di candidare il coordinatore provinciale Adriano Piacentini al premio “Giobbe”, ribattezzato la pazienza d’oro. Oltre a far finta di non far caso (perdonateci il gioco di parole) che le convocazioni, oltre a lui, le ha fatte anche il consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli (leggi qui Il pasticiaccio brutto della doppia convocazione di Forza Italia) si ritrova alle prese con la solita divisione tra le posizioni di Mario Abbruzzese e Nicola Ottaviani.

I quali sulla candidatura alla presidenza non soltanto giocano a lasciare il cerino acceso in mano all’altro, ma stanno cercando di indirizzare perfino la scelta da sottoporre agli alleati. Roba da governi della “non sfiducia”, roba da democristiani.

Quali sono in realtà, perché è dallo Scudocrociato che arrivano.

 

Gli alleati in carriera

Gli alleati “in carriera” non hanno di questi problemi. Nella Lega, oltre al vangelo laico di Matteo (Salvini), in Ciociaria c’è solo l’interpretazione autentica di Francesco Zicchieri, il quale non vede l’ora di litigare e rompere con Mario Abbruzzese ma pure con Nicola Ottaviani.

In Fratelli d’Italia nemmeno a dirlo: comanda Massimo Ruspandini, stanco dell’egemonia post-democristiana nel centrodestra. Al tavolo ci saranno pure Gianfranco Pizzutelli (Polo Civico) e Carmine Tucci (Cuori Italiani). Pronti ad ascoltare, ma non solo.

 

Quando ‘stavamo peggio’…

Domanda semplice semplice: ma nel centrodestra non era meglio quando c’erano Forza Italia, Alleanza Nazionale e Ccd? Almeno si sapeva bene chi decideva: Antonello Iannarilli e Alfredo Pallone per Forza Italia, Alessandro Foglietta e Franco Fiorito per An, Anna Teresa Formisano e basta per il Ccd. Il manuale Cencelli appianava ogni discussione sul nascere e tutto filava liscio.

Oggi, quanti posti bisognerebbe aggiungere al tavolo?

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