Quei giornalisti che eviteranno alle pietre di gridare

Ci sono i complottisti che negano qualunque cosa. Ci sono quelli che mentono perché lo devono fare. Mai come questa volta, in Ucraina le testimonianze dei reporter e l'open data, stanno consentendo di fare verifiche indipendenti ed in tempo reale. Non ci sarà bisogno che siano le pietre a testimoniare

Pietro Alviti

Insegnante e Giornalista

se questi taceranno, grideranno le pietre  (Lc 19,40)

Sono le parole che Gesù rivolge a coloro che cercano di zittire gli apostoli quando, all’inizio delle feste pasquali in quella tragica settimana di quasi 2000 anni fa lo salutavano come Figlio di David.

E’ sempre così: c’è la realtà e chi cerca di raccontarla, di mostrarla, anche a rischio della propria incolumità. E c’è chi la vorrebbe diversa, e quindi fa del tutto per mostrare che anche l’evidenza, le prove, i fatti, le testimonianze non valgono nulla. Che sono soltanto il frutto di una montatura, di un grande inganno, di un grande regista. A cui attribuire tutto ciò che accade.

Malati di complottismo

E’ un modo di ragionare che stiamo vedendo replicarsi su ogni argomento: la pandemia, il vaccino, ora la guerra. E’ la ricerca spasmodica di un capro espiatorio. Che, in questo caso però, non è colui che si carica delle colpe degli altri ma anzi è immaginato e considerato come il reale colpevole.

Foto: Bundesarchiv / Bild

Nazionalismo, volontà di potenza, aggressione ad una nazione indipendente e sovrana. Storia, indagini, intelligence militare, geopolitica… nulla vale per chi pensa così. Per loro, siamo tutti vittime di un complotto. E per ogni cosa che accade, viene comunque riferito ai poteri forti. Chi ha studiato soltanto un po’, ricorda che questi erano i discorsi di Hitler, di Stalin, di Mussolini, di Mao: ogni cosa che accade è colpa dell’internazionale ebraica, del capitalismo di rapina, dei laboratori cinesi, delle plutocrazie occidentali e soprattutto degli AmeriKani con il kappa.

Sarebbe sufficiente ascoltare i discorsi di quei dittatori per trovarvi le stesse tecniche di disinformazione che ascoltiamo in questi giorni, in cui tanti, di fronte ai massacri che i corrispondenti di guerra di tutti i giornali del mondo ci raccontano con immagini e parole, non chiedono l’immediato cessate il fuoco da parte dell’invasore ma discutono di responsabilità, di colpe, di altre guerre, di guerre della Nato…, trovando così giustificazione ad un attacco indiscriminato e violentissimo.

Foto © Mstyslav Chernov/ UnFrame

Ma, come nel caso della Shoa, se tutte queste persone si voltano da un’altra parte  per non guardare la realtà, credendo alla favola indegna della messa in scena da parte delle vittime innocenti, al loro posto parleranno le pietre, i documenti, i filmati, le testimonianze.

Domenica, in tutte le chiese verrà letta la storia della passione di Gesù, secondo il racconto dell’evangelista Luca:  al Calvario  la gente assiste alla morte di un innocente  come davanti ad uno spettacolo. Ecco, sta a noi decidere se vogliamo fare come quella gente oppure difendere l’innocente, nel modo che ci è possibile.

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