Quei sindaci ‘ribelli’ che possono far saltare il banco degli enti intermedi

C'è un delicato gioco di equilibri sui futuri assetti politici. A farlo saltare però potrebbero essere quei sindaci che l'establishment non riesce più a tenere sotto controllo

La presidenza del Cosilam, la rappresentanza della Federlazio nel consiglio di amministrazione del Consorzio Asi ma anche il bilancio della Saf. La delicata partita degli enti intermedi vede tutto in gioco in questo momento. (leggi qui Il raffinato Risiko innescato dalle dimissioni di Pigliacelli al Cosilam)

Al punto che i sindaci del Pd hanno dato mandato al capogruppo regionale Mauro Buschini e al presidente della Provincia Antonio Pompeo di cercare una soluzione condivisa da tutti i soci per il via libera al documento contabile. Come? Impiegando degli utili (circa 3,2 milioni di euro) per abbattere il conguaglio tariffario del 2015, 2016 e 2017. Sondando la possibilità di differenziare le tariffe in entrata a Colfelice tra i Comuni soci della Saf, che pagherebbero di meno, e quelli che vanno a smaltire presso l’impianto, che invece dovrebbero pagare di più. (leggi qui Bilancio della Saf: adesso i sindaci tornano alla carica)

Ad ulteriore dimostrazione che gli equilibri degli enti intermedi sono delicatissimi. Inoltre, continuano ad essere un terreno sul quale spadroneggiano Francesco De Angelis (Pd) e Mario Abbruzzese (Forza Italia).

I quali però devono fare i conti con diversi sindaci dei rispettivi schieramenti. In Forza Italia, per esempio, si tratta di convincere Nicola Ottaviani, sindaco  di Frosinone, il quale non è proprio uno che si allinea facilmente. Nel Partito Democratico, invece, quelli che manifestano maggiori dubbi sul bilancio della Saf sono Domenico Alfieri (Paliano) e Simone Cretaro (Veroli).

E non solo. Dal nulla, tra i sindaci del Pd, nei giorni scorsi è spuntata la candidatura di Libero Mazzaroppi (Aquino) alla guida del Cosilam, mandando all’aria i delicati equilibri sotterranei costruiti per mesi: sia all’interno del Partito che nelle relazioni con Forza Italia (leggi qui Cosilam: telefonate, cene, vertici e sgambetti sulla via di Mazzaroppi).

 

Non sarà facile, ma sia De Angelis che Abbruzzese sanno che se cade un solo “birillo”, allora l’intero assetto degli enti intermedi potrebbe essere messo in discussione.

Francesco De Angelis è già presidente dell’Asi e punta alla segreteria regionale del Pd. Carica alla quale potrebbe rinunciare solo con solide garanzie di una candidatura eleggibile davvero alle europee.

 

Mario Abbruzzese potrebbe diventare presidente del Cosilam, è già vice responsabile nazionale degli enti locali di Forza Italia e potrebbe concorrere anche lui alle europee.

 

Sullo sfondo la mediazione è stata affidata a Mauro Buschini e Antonio Pompeo, due che potrebbero prendere in mano il Pd se De Angelis andrà a guidare il Partito regionale o tornerà a Strasburgo. Ma la variabile è rappresentata dai sindaci. Quelli “ribelli” possono far saltare il banco.

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