Quel centrodestra che già inizia a cambiare

Il centrodestra che oggi è sulla scena ha un profilo profondamente diverso da quello di un anno fa. Ecco come sta cambiando. E quali sono i rischi concreti

Nel centrodestra provinciale che cambia c’è un grande assente: la Lega. Il Partito di Matteo Salvini, il Partito che è al Governo e veleggia nei sondaggi al punto da poter sfondare il 35% alle Europee. Il Partito che sta cannibalizzando il centrodestra a livello nazionale, invece in provincia di Frosinone non riesce ad essere protagonista.

La Lega incompiuta

La Lega ha ottenuto un grandissimo risultato alle Politiche più di un anno fa e per certi versi anche alle Regionali. Ma a soffiare sulle vele era un vento nazionale: era un risultato targato Matteo Salvini. L’elezione di Francesco Zicchieri nel collegio Maggioritario di Frosinone e di Francesca Gerardi nel Proporzionale dove il capolista era (ed è stato eletto) Claudio Durigon, appartengono a quel vento nazionale di Salvini.

Da allora, a livello provinciale la Lega ha bruciato alcuni elementi importanti, senza che si sia capito veramente il motivo. Nomi come quello dell’ex commissario Fabio Forte, messo da parte dopo avere organizzato in maniera seria il Partito e che ancora ha il dente avvelenato. (leggi qui Bombe leghiste sul Carroccio: iniziata la guerra di Savo e Forte) O Alessia Savo che stanca di aspettare un perché a quell’ostracismo ha raccattato gli ingombranti bagagli da più votata della Lega alle scorse Regionali e si è accasata da oggi con Fratelli d’Italia (leggi qui Alessia scende dal Carroccio: aderisce a Fratelli d’Italia).

C’è un problema nella Lega provinciale. Su tutto il territorio. Nonostante le tante adesioni, la realtà è che oggi il Carroccio in provincia di Frosinone è un’insieme di bande àscare l’una contro l’altra armate. Lo hanno messo in evidenza le elezioni Provinciali: i gruppi erano tre, all’interno della stessa lista. C’era Movimento Italia di Nicola Ottaviani che ha eletto il suo consigliere provinciale, il Polo Civico di Gianfranco Pizzutelli che ha fatto altrettanto e ringraziato per il passaggio sul Carroccio. C’era il coordinatore di Frosinone Mimmo Fagiolo che è rimasto con il cerino acceso ed il candidato Sara Bruni a piedi.

Il segnale della divisione e delle tensioni lo indica la testata assestata da Mimmo Fagiolo al consigliere comunale di Alatri Gianluca Borrelli.

Si inseriscono poi anche altri scenari. Come la candidatura del sindaco di Cassino. La Lega ha reclamato il ruolo di leader ed il compito di coordinare il tavolo delle trattative. Un ruolo che le è stato riconosciuto: affidato prima a l coordinatore provinciale Carmelo Palombo e poi alla deputata Francesca Gerardi. Con il risultato di riuscire a bruciare tre candidati di fila, tutti autorevoli.

I fermenti in Forza Italia

E gli altri?

Forza Italia esce ridimensionata dall’uscita del sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani. E – dopo le dichiarazioni di ieri – anche di Adriano Piacentini anche se non è ancora ufficiale. (leggi qui Veleni in Forza Italia: «I traditori dovevano cercarli il 31 ottobre, oggi è tardi»).

Una Forza Italia che si è arroccata e difende il fortino. Con Mario Abbruzzese che non ha ceduto alle sirene di chi lo voleva candidato sindaco di Cassino solo per levarselo dai piedi definitivamente. Pugnalandolo alle spalle esattamente come è stato fatto con il suo candidato alla presidenza della provincia di Frosinone Tommaso Ciccone.

Ciccone però dovrà imparare in fretta a tenere il timone. Altrimenti glielo toglieranno dalle mani. Intanto dovrà spiegare come sono andate le cose alle Provinciali dove ha candidato un suo consigliere comunale dato per certo in quota Forza Italia che poi ha aderito a Fratelli d’Italia appena centrata l’elezione.

Ma il centrodestra non può ancora fare a meno di Forza Italia, né a livello locale né a livello nazionale, come ha evidenziato il presidente della commissione Cultura della Regione Lazio Pasquale Ciacciarelli.

Sulla scena però ci sono altri due soggetti politici.

La novità del Movimento

Il primo è Movimento Italia, che Nicola Ottaviani presenta sabato al Silva Splendid di Fiuggi. A prescindere da quella che sarà la dimensione del movimento, a livello provinciale peserà tantissimo. Nicola Ottaviani lo ha fatto capire già alle provinciali e lo farà capire ancora meglio sabato, con un evento ne quale ci sarà molto poco di politico e tanto di raccontato. Con le storie di quelli che si tengono lontani da una politica politicante che non li attrae. Ottaviani punta lì, al centro moderato ed al mondo civico.

Non è abituato a ragionare di pancia o di rancore. Sa benissimo che il centrodestra ha un senso solo se sta insieme. E che lui dovrà convivere con quelli che sono stati fino a poco tempo fa i suoi compagni di Partito, cioè Antonio Tajani, Mario Abruzzese, Pasquale Ciacciarelli, Danilo Magliocchetti. Un’altra cosa è certa: Ottaviani sarà candidato alle prossime politiche: Camera o Senato non fa differenza.

Il sottosegretario Claudio Durigon ed il deputato Francesco Zicchieri con molta probabilità non hanno gradito la nascita di Movimento Italia ma quella era la conditio per ottenere l’adesione del sindaco di Frosinone alla Lega.

L’inossidabile pensionato Alfredo

Altro protagonista è Alfredo Pallone, l’eterno. Non cerca cariche politiche o candidature: ha fatto tutto ciò che era possibile nel corso della sua lunghissima carriera. Ora è membro del Cda Enac e giura di essere un pensionato. Invece la politica ce l’ha nel sangue e ci capisce come nessun altro.

Dirà la sua. Ma con chi? C’è una certa corrispondenza con i vertici leghisti ma c’è un feeling antico e radicato con Ottaviani.

Movimento Italia potrebbe essere un’area di transito, uno scalo tecnico per l’approdo finale.

I Fratelli in crescita

Fratelli d’Italia finora è stata un Partito dominato dalla figura del senatore Massimo Ruspandini. Alle provinciali ha piazzato il suo fedelissimo Daniele Maura ed ha fatto di Ceccano una roccaforte elettorale per come è stata strutturata quell’elezione.

Ora però sta succedendo altro: ha aderito Alessia Savo. È entrata attraverso l’influente vice presidente della Camera Fabio Rampelli che da sempre ha un rapporto diretto con Alessandro Foglietta già consigliere provinciale e regionale, già portavoce politico di Francesco Storace, già parlamentare europeo, leader in Alleanza Nazionale.

Foglietta ha sostenuto Ruspandini alle Politiche, poi qualcosa deve essersi rotto. E Foglietto è uno abituato a combiattere le battaglie dall’interno, fu l’unico che fece contrapposizione a Franco Fiorito.

C’è poi in arrivo Antonello Iannarilli, ex deputato, ex assessore ed ex consigliere regionale, ex presidente della Provincia di Frosinone. Anche lui non ha la vocazionale del portatore di acqua o della seconda fila.

Fratelli d’Italia nella sua crescita rischia di avere due componenti: una con lo zoccolo duro che viene dall’area sociale ed una composta dai nuovi ex forzisti.

Un centrodestra nuovo, con Forza Italia che difende il fortino e piazza il colpo dell’esperienza come ha fatto oggi a Cassino, umiliando l’incapacità della Lega. Con Fratelli d’Italia in piena evoluzione. Con Ottaviani e Pallone. Ed una Lega che dovrà trovare una classe dirigente in fretta se non vuole iniziare a franare.

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