Quel filo “azzurro” che lega gli strappi alla Ciociaria

(Foto Benvegnù Guaitoli / Imagoeconomica)

Le scelte di Polverini, Caudin e Rossi evidenziano le grandi difficoltà di Forza Italia. In provincia di Frosinone si prosegue con un eterno braccio di ferro tra Piacentini-Natalia-Chiusaroli e Quadrini-Ferdinandi-Rotondo. E Antonio Tajani resta a guardare.

Le vicende nazionali inevitabilmente inducono a delle riflessioni anche sul piano locale. Nel passaggio della fiducia al Governo Conte Forza Italia ha perso 3 parlamentari. E che parlamentari: Renata Polverini (ex presidente della Regione Lazio), Adriano Causin e soprattutto Mariarosaria Rossi, fino a pochi mesi fa la fedelissima di Silvio Berlusconi per eccellenza. (Leggi qui Polverini vota Si a Conte e lascia Forza Italia).

Il filo azzurro

Antonio Tajani

Antonio Tajani, numero due del Partito e responsabile operativo, ha liquidato la vicenda dicendo che tutti e tre sono fuori dagli “azzurri”. Ma questo non sposta di un millimetro la questione. Il punto vero è che ogni volta che c’è un passaggio del genere Forza Italia paga un prezzo. E inevitabilmente diventa meno affidabile agli occhi degli alleati della Lega e di Fratelli d’Italia.

Mariastella Gelmini, capogruppo del Partito alla Camera, ha detto che comunque Forza Italia ha 150 parlamentari e quindi 3 defezioni ci possono stare. Ma perché ci possono stare? Esistono meccanismi di confronto interno al Partito che in qualche modo possono riuscire ad evitare queste situazioni? È quello che dovrebbe chiedersi soprattutto Antonio Tajani. (Leggi qui Perché il “ribaltone” della Polverini inguaia Tajani).

Nel solo caso della Rossi esiste un’attenuante. La sua non è stata una defezione politica. Ma una vendetta è non per motivi politici. Gli specialisti in gossp registravano da tempo l’insofferenza della parlamentare a lungo conosciuta come “la badante di Silvio Berlusconi”. Era stata lei a blindarlo nei giorni più difficili in cui la salute del Cavaliere si era fatta più cagionevole: per parlargli anche solo al telefono bisognava passare attraverso di lei. Ora però ad Arcore è in atto un nuovo ciclo, il Cavaliere sta vivendo una nuova stagione sentimentale e la senatrice Rossi si è sentita messa da parte.

Al veleno il commento: «Ho votato la fiducia al presidente Conte perché è l’unica nostra interfaccia in Italia e nel mondo. Il premier non è esponente dei Partiti, ha una visione liberale ed europeista». Un tradimento ed un oltraggio.

Azzurro Ciociaria

Claudio Fazzone, Antonio Tajani, Gianluca Quadrini

Guardando pure alla provincia di Frosinone. Dove da mesi, per esempio, c’è chi prova a mettere in discussione un giorno sì e l’altro pure Claudio Fazzone, senatore e coordinatore regionale del Partito. Oltre che commissario provinciale. Ma anche Fazzone deve avviare una rapida riflessione interna per cercare di pacificare il Partito.

Da una parte ci sono i sub commissari Adriano Piacentini, Daniele Natalia e Rossella Chiusaroli. OItre a Giuseppe Patrizi e a tanti altri.

Dall’altra però ci sono Gianluca Quadrini, Gioacchino Ferdinandi, Anselmo Rotondo e altri. Alle Comunali della volta scorsa, ma pure a in previsione di quelle di primavera si vedono delle differenze notevoli, destinate a tramutarsi in scelte agli antipodi.

Da più di un anno si attende una pacificazione vera all’interno dell’universo “azzurro”. Perché la “guerriglia” che si scatena ogni volta che c’è un appuntamento importante, non solo elettorale, danneggia il Partito. Perché è chiaro che le due fazioni abbiano il disperato bisogno elettorale l’una dell’altra: è impensabile che una sola possa sperare di raggiungere il quorum alle prossime Regionali, solo il Partito unito può sperare di farcela. Con i nuovi collegi, ridisegnati a seguito del taglio di 350 parlamentari deciso dal referendum, si elegge solo se Frosinone e Latina fanno squadra. Si va da nessuna parte se si sta divisi anche in una sola delle due.

Pure in questo caso il grande assente è Antonio Tajani, non soltanto vicepresidente nazionale ma anche esponente di spicco di questo territorio. È sicuramente arrivato il momento di un chiarimento definitivo tra lo stesso Tajani e Claudio Fazzone. Un chiarimento rimandato per troppo tempo.

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