Quel pasticciaccio costoso di via Monti Lepini

Nel Consiglio comunale di Frosinone variazioni e assestamento di bilancio, pochi consiglieri di opposizione e il punto finale su tutti. Il sindaco Mastrangeli li ha definiti «potenziali riverberi sull’assetto economico, finanziario e patrimoniale dell’ente». È la vecchia storia dell'appalto dei lavori lungo la strada regionale 156. E il Comune rischia di dover pagare altri nove milioni di euro. E bisogna accantonarli

Marco Barzelli

Veni, vidi, scripsi

Quasi un anno fa il tribunale di Frosinone ha dichiarato estinti i potenziali reati di turbativa d’asta e corruzione. Erano quelli che venivano ipotizzati per i lavori di ammodernamento della via Monti Lepini a Frosinone. L’avvocato Domenico Marzi, decorsi i termini, ha richiesto la prescrizione agli inizi di ottobre 2021. Non sono più sotto processo da allora, tra gli altri, l’ex sindaco Michele Marini ed il già dirigente dell’Urbanistica Matteo Capuani. Ma si procederà all’accertamento delle responsabilità amministrative delle due ditte coinvolte.     

La vicenda è ripiombata in Consiglio comunale al termine della seduta odierna, scandita da variazioni e assestamento di bilancio. Nonché oltre 130 mila euro volati via dalle casse comunali: per l’adeguamento retributivo di otto dipendenti; assunti nel 2004, erano stati stabilizzati con un concorso. Poi avevano presentato un ricorso, vincendolo: avevano svolto mansioni superiori.

Dai banchi dell’opposizione hanno addossato responsabilità ai dirigenti di allora. Il già candidato sindaco di centro Mauro Vicano, ora consigliere di maggioranza, si è augurato che «si tratti di un caso sporadico». A prendersela con l’Amministrazione Marzi, ci ha pensato l’assessore al Welfare Fabio Tagliaferri: «È anche colpa della parte politica e il dato di fatto è che avremmo potuto risparmiare 133 mila euro e spenderli diversamente».  

Prima, però, il debito fuori bilancio

L’intervento dell’assessore al Welfare Fabio Tagliaferri

Il già ricandidato sindaco Marzi, ormai consigliere di opposizione, non ha partecipato al Consiglio. C’erano, del resto, appena quattro esponenti di minoranza. Oltre a Vincenzo Iacovissi (Psi) c’erano tre eletti nel Campo largo di Marzi: Francesca Campagiorni e Claudio Caparrelli del Polo Civico, Andrea Turriziani della Lista Marini.

È Caparrelli ad aver acceso un dibattito con Tagliaferri.

Vicano ha concordato con Caparrelli riguardo alle responsabilità degli uffici comunali. E, votando sì, si è praticamente augurato che con quest’amministrazione non succeda mai. Il quartetto oppositore, invece, si è astenuto durante la votazione a favore o meno del riconoscimento del debito fuori bilancio. «Troppe responsabilità da assumersi nel votare favorevolmente», ha detto Turriziani. Per la consigliera Rossella Testa, già assessora nella Giunta Ottaviani, niente di tutto questo: «Una normale prassi». La consigliera Campagiorni, invece, avrebbe «tentato una via stragiudiziale per evitare sperperi di risorse pubbliche».

A proposito di risorse, ma in arrivo dal Pnrr e veicolate dalla Regione Lazio, l’opposizione ha detto anche sì: a una variazione di bilancio che consentirà di avere per intero un finanziamento di quasi 743 mila euro, ma gli impegni di spesa della Regione non sono andati oltre i 668 mila euro. La differenza, intorno ai 75 mila euro, verrà sbloccata non appena verrà trasmessa alla Pisana la ratifica della delibera di giunta.

Quel pasticciaccio brutto di via Monte Lepini

La relazione del sindaco Riccardo Mastrangeli sull’Affaire Monti Lepini

Il sindaco Riccardo Mastrangeli, tre settimane dopo aver formato la sua Giunta, ha voluto relazionare sull’Affaire Monti Lepini «pur non avendo la pretesa di compendiare la complessità delle situazioni giuridiche ed amministrative, scaturenti dall’ormai nota vicenda dell’appalto del tratto urbano della ex Monti Lepini». Cioè: non vi faccio perdere tempo, la questione la conoscete tutti.

Per chi non la conoscesse, ai tempi del sindaco Michele Marini (una dozzina di anni fa) venne dato il via ai lavori di ampliamento della Monti Lepini, la strada che collega Frosinone con Latina. Venne aperta un’inchiesta che coinvolse anche amministratori e tecnici; all’ex sindaco non venne trovato nemmeno un centesimo fuori posto, altri preferirono uscire subito dalla questione concordando una pena.

Perché oggi il sindaco Riccardo Mastrangeli ha tirato fuori questa storia? Ha inteso, come piace dire a lui, «portare a conoscenza dell’intero Consiglio comunale i riverberi che le decisioni assunte dall’Autorità giudiziaria potranno avere, anche nell’immediato, sull’assetto economico-finanziario, oltre che patrimoniale, dell’Ente comunale».

I riverberi

Li ha chiamati «riverberi» quelli legati al mandato dell’ex sindaco Marini, in carica dal 2007 al 2012. Si sono tradotti per ora nell’oltre milione e mezzo di euro che, stando a una sentenza del Tribunale civile di Roma, il Comune di Frosinone doveva al privato. È un accoglimento parziale di una più larga pretesa: inizialmente erano stati richiesti ben otto milioni e mezzo di euro. Ha fatto seguito l’appello del Comune.

Nel mentre, però, sono pendenti altri due giudizi avversi al Comune. E costringerebbero a sborsare altri nove milioni di euro in caso di accertato andamento anomalo dell’appalto.

Quando era subentrato il sindaco Nicola Ottaviani ha risolto il contratto e bandito una nuova gara. Ma nel 18 gennaio 2016 è stata anche impugnata la risoluzione contrattuale operata dal sindaco Ottaviani. «L’amministrazione comunale di Frosinone, in estrema sintesi – ha paventato il suo successore Mastrangeliè obbligata a fronteggiare due distinte esigenze ed interessi. Paradossalmente, potrebbero risultare anche inconciliabili, sotto il punto di vista della sincronia processuale ed amministrativa».

Distinte esigenze e interessi inconciliabili

Il sindaco Riccardo Mastrangeli durante l’insediamento (Foto © Filippo Rondinara)

Mastrangeli ha parlato del diritto-dovere, da parte dell’Ente pubblico che guida, di accertare «se il momento genetico dell’assunzione delle reciproche obbligazioni con il privato – ha argomentato il primo cittadino di Frosinone è stato inficiato o meno da fatti illeciti, evidentemente in contrasto con i principi di imparzialità, correttezza e buon andamento della Pubblica amministrazione».

In altre parole: se ne momento in cui l’appalto è saltato sia avvenuto per via di reati o scorrettezze dell’amministrazione comunale. Non sono stati fatti nomi, il Lord Mastrangeli si è riferito al «rinvio a giudizio di alcuni amministratori pubblici e dirigenti comunali, in concorso con un imprenditore privato». Si tiene conto per ora delle sentenze di primo grado del Tribunale civile, attendendo che la Giustizia faccia il suo corso.

La preoccupazione del sindaco, già assessore al bilancio nella doppia Giunta Ottaviani, è proprio questa: «Prima ancora che l’Autorità giudiziaria possa esprimersi definitivamente, lo stesso Comune di Frosinone deve tentare di evitare eventuali situazioni di insolvenza, economica e finanziaria, rispetto a possibili decisioni provvisorie, prima che possa maturare la decisione ultimativa e finale sull’intera vicenda, da parte dell’Autorità di giurisdizione». In parole povere: intanto, tra le sentenze iniziali e quelle definitive, il Comune paga.

La fotografia del sindaco Mastrangeli

Gli ex sindaci di Frosinone Domenico Marzi e Michele Marini

Mastrangeli, all’insegna del più alto garantismo, non ha voluto affondare contro le precedenti amministrazioni di centrosinistra guidate da Marzi e Marini. Sempre a proposito delle responsabilità politiche. Si è limitato invece a scattare «la fotografia fedele e attuale della vicenda, prescindendo da giudizi o valutazioni, rimessi al più puntuale apprezzamento dei provvedimenti di giurisdizione ed eventualmente di carattere amministrativo».

Si parla di una gara di appalto con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Quello che non quadra, neanche a Mastrangeli, è che l’80% del punteggio sia stato attribuito alla proposta tecnica e 20% al ribasso. «Senza che la assoluta preponderanza dell’un criterio valutativo sull’altro fosse giustificata dall’oggetto dell’appalto – ha posto la questione il sindaco – trattandosi di ordinari lavori stradali, senza opere particolari e senza la richiesta di elevati standard qualitativi». Il dubbio è: di fatto si doveva asfaltare la Monti Lepini, non occorrevano progetti complessi, allora perché si è dato tutto quel peso alla proposta tecnica e non al prezzo più vantaggioso?

Ma il Consiglio Comunale che c’entra? Mica deve celebrare il processo: e allora? C’è il problema del risarcimento alla ditta. L’appalto gli è saltato per colpa del Comune o di qualcuno che lavorava per il Comune? In quel caso saranno le casse cittadine a dover fare fronte al risarcimento.  

Una foto che a un certo punto diventa opaca

Uno scatto dell’odierna adunanza del Consiglio comunale di Frosinone

Siccome il processo si è concluso «con la sentenza di prescrizione, senza, dunque, la pronuncia di assoluzione nel merito, per il decorso del termine massimo fissato dall’ordinamento…». Traduzione: alla fine è passato così tanto tempo dai fatti che lo Stato rinuncia a portare avanti la verifica dei fatti; in questo modo resta appeso l’aspetto civilistico cioè i danni creati ed il loro risarcimento. Che, come detto, potrebbero finire a carico del Comune.

La relazione, operata dal sindaco Mastrangeli, è stata redatta dai consulenti legali del Comune. Prossimamente il municipale Palazzo Munari avrà una vera e propria Avvocatura. «L’Amministrazione comunale, senza esprimersi circa valutazioni prognostiche finali – ha fatto poi sapereha interesse a dare corso correttamente all’accertamento di quanto effettivamente avvenuto, al momento della instaurazione del rapporto giuridico con il privato, trasferendo la costituzione di parte civile dall’ambito penale a quello processual-civilistico».  

In soldoni? La richiesta di risarcimento dei danni passa dal processo penale a quello civile. Ed il Comune deve prevedere in Bilancio i soldi per l’eventuale risarcimento, accantonandoli poco alla volta. Fino ad un totale di 9 milioni. Ecco perché la seduta di oggi.

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