Quel Pd di Zingaretti che non è mai andato via

L’ex segretario: “Primo partito? Lo eravamo già alle regionali”. Una presa di posizione che fa leggere sotto una chiave diversa quello che sta succedendo negli ultimi mesi e che succederà dopo. L’inspiegabile rinuncia a Roma e quei segnali che Enrico Letta non può non cogliere.

Soltanto orgoglio? No, troppo poco. Un attacco di nostalgia, magari canaglia? Non è possibile. Ma allora cosa si cela dietro la dichiarazione di Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio ed ex segretario del Partito Democratico?

Cominciamo dalla dichiarazione: “Pd primo partito? Sono contento. Non credo sia un’illusione ottica. Già alle Regionali avevamo già avuto dei segnali. Il Pd è stato il primo partito”. Poi, sempre a Rai News 24 ha aggiunto: “Comunque è la conferma di un dato. Qualsiasi ipotesi si pensi di organizzare in questo campo di forze alternativo alle destre italiane, il Pd ha un ruolo centrale”.

Un’onda lunga

Nicola Zingaretti alla Festa nazionale dell’unità

Il riferimento è al sondaggio Ipsos che vede il Pd come primo partito davanti a Fratelli d’Italia e alla Lega. Ma in effetti il Partito Democratico, nel settembre del 2020, aveva dato segnali fortissimi vincendo in Campania, Puglia e Toscana. Contro tutti i pronostici. E nell’era pre-Covid, gennaio 2020, i Democrat avevano “mantenuto” l’Emilia Romagna. (Leggi qui Pd primo partito, FdI secondo: la rivoluzione della politica).

Ma più in generale, la parole di Zingaretti fanno riflettere su tutto ciò che è successo negli ultimi anni. Dal 4 marzo 2018 in poi, punto più basso per il Pd con la Caporetto nazionale. Mentre nel Lazio ci fu il bis di Zingaretti. Poi diventato Segretario del Partito sull’onda di Piazza Grande. E il Partito Zingaretti lo ha rilanciato e riportato al Governo pur dopo quella sconfitta.

Oggi la sua dichiarazione è particolarmente importante perché i numeri e le percentuali di Ipsos sono sicuramente un segnale importante per Enrico Letta. Ma appartengono pure, anzi soprattutto, alla gestione di Nicola Zingaretti.

Un futuro per Zingaretti

Quello che si capirà nei prossimi mesi è il ruolo futuro di Nicola Zingaretti. Perché non sfugge a nessuno che doveva essere lui il candidato sindaco di Roma, dato vincente in ogni sondaggio. Contro chiunque.

Mario Draghi arriva al Quirinale (Foto: Alessandro Serranò via Imagoeconomica)

L’avvento del Governo Draghi ha ridisegnato la governance dei Partiti del Conte 2. Enrico Letta nel Pd, lo stesso Giuseppe Conte per i Cinque Stelle. Vero che Nicola Zingaretti è andato via come un fulmine a ciel sereno, dicendo che si vergognava del suo partito. Ma quello è stato il momento dello sfogo. Poi è venuta la fase dei colpi di scena e dell’analisi. Il Partito Democratico di Nicola Zingaretti non è scomparso, non si è liquefatto.

Poi c’è il Lazio, che continua inanellare successi. Per esempio nella sanità e nella gestione della pandemia. Ma anche nella soluzione del problema dei rifiuti di Roma, dove è emersa la differenza tra la Regione e il Campidoglio. (Leggi qui Roccasecca è salva: la Regione evita il caos rifiuti).

Nicola Zingaretti è un ex segretario ingombrante sul piano politico. Enrico Letta lo ha capito bene.

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