Quell’asse che collega Ferentino con Sora e Cassino

I riallineamenti nel centrosinistra. In attesa dei risultati delle Politiche del 25 settembre. Ma intanto più di qualcosa inizia a muoversi

Carlo Alberto Guderian

già corrispondente a Mosca e Berlino Est

Qualcosa è cambiato. L’orizzonte è diverso e non ha ancora finito di assestarsi. L’assetto definitivo inizierà a prendere forma dopo le elezioni del 25 settembre e le conseguenze che porteranno sul Partito Democratico. Gli eventuali terremoti nel Nazareno determineranno cambiamenti sia sugli equilibri Regionali che quelli territoriali. Fino a quelli più locali.

È per questo che a Ferentino si è raffreddata la pista che porta Luca Zaccari verso la candidatura trasversale a sindaco della città. Si è indebolito il segnale lungo la frequenza che lo collega ad Antonio Pompeo: sindaco uscente, leader della componente Base Riformista, presidente versi fine mandato alla Provincia di Frosinone.

Cambia l’orizzonte e cambia la geografia: poco alla volta si deliena un asse che collega Ferentino con Sora e Cassino. In pratica: Antonio Pompeo con i suoi colleghi sindaci Luca Di Stefano ed Enzo Salera.

La tempesta perfetta

Il tribunale di Frosinone

A scatenare la tempesta perfetta è stato il video girato dopo il rumoroso dopocena avvenuto a Frosinone al termine della visita di Enrico Letta per sostenere la corsa di Domenico Marzi come sindaco della città. Movimentato, scenografico, a tratti teatrale: finora però senza alcun reato attribuibile al dottor Albino Ruberti (in quel momento braccio destro del sindaco Roberto Gualtieri) e nemmeno ai suoi commensali. Falsa si è rivelata la pista delle polizze che gli sarebbero state sollecitate (secondo alcuni quotidiani), falsa si è rivelata la polizza trasmessa in tv nei giorni scorsi, falsa la presenza di imprenditori legati al settore dei rifiuti.

In Procura a Frosinone si continua a lavorare a 360 gradi. Non è un modo di dire: cercano di capire se sotto quelle frasi urlate dall’alto dirigente capitolino ci fosse qualche richiesta illecita; ma anche chi e perché ha fonito ‘ad orologeria quel materiale accompagnandolo con piste ben precise. Come a voler sollecitare l’apertura di un’indagine proprio nel delicato periodo delle elezioni.

Sul piano politico giudiziario quel video ha generato nulla fino a questo momento; sul piano politico ha innescato una serie di reazioni potenzialmente devastanti.

Gli assestamenti politici

Germano caperna, Simone Cretaro e Antonio Pompeo

Il leader della componente maggioritaria Pensare Democratico Francesco De Angelis ha rinunciato alla candidatura a Montecitorio.

Sul fronte interno opposto, il leader di Base Riformista Antonio Pompeo ha raffreddato la hot line che da qualche settimana lo stava portando ad avere un dialogo sempre più intenso con i centristi di Carlo Calenda. Dalla sua scuderia sono già entrati in Azione cavalli da corsa come il sindaco di Isola del Liri Massimiliano Quadrini e l’ex assessore provinciale Alessandra Sardellitti. Nei giorni precedenti alla diffusione del video c’era stata una cena di Antonio Pompeo con i suoi fedelissimi. Durante la quale era evidente che il leader fosse in una fase riflessiva. (Leggi qui: Pompeo l’ambiguo guarda alle Regionali).

Ora Antonio Pompeo ha un confronto aperto con Azione. Ma il suo ruolo nel Partito Democratico è cambiato: ha un confronto intenso con Area Dem del Segretario regionale Bruno Astorre. Che lo ha indotto a rallentare il processo di avvicinamento al centro.

Nicola Zingaretti con Enzo Salera

Altrettanto è evidente la posizione del sindaco di Cassino Enzo Salera. Un mese fa ha rifiutato di sottoscrivere la proposta di candidatura per Francesco De Angelis ed ha reclamato invece la candidatura del sindaco di Sant’Ambrogio sul Garigliano Sergio Messore. Un chiaro segnale politico: quelle due firme non erano in contrasto: una avrebbe riguardato il collegio Proporzionale e l’altra l’Uninominale. Enzo Salera da mesi è in contraposizione con Pensare Democratico, convinto che gli stiano scavando il terreno sotto i piedi lungo la strada che porta alla sua ricandidatura.

Anche il sindaco di Cassino ha spostato il suo asse. Ha un dialogo fitto con Daniele Leodori: vice presidente della Regione Lazio. Che proviene dalla scuderia di Area Dem ma si è ritagliato un ruolo trasversale: come ideale candidato dei territori.

La pista di Sora

Adamo Pantano e Luca Di Stefano

Movimenti si registrano anche a Sora. Ufficialmente l’amministrazione del sindaco Luca Di Stefano è civica ed al suo interno ha esponenti Pd. Il che le consente ampi margini di manovra in vista delle elezioni: una condizione analoga a quella di tanti altri Comuni del circondario. Su di loro punta Adamo Pantano, sindaco di Posta Fibreno che fino a poche settimane fa era commissario Pd a Sora ed ora è passato con Italia Viva di Matteo Renzi. (leggi qui: Pantano candidato: né di servizio né di presenza, ma di costruzione).

A Sora è stata avviata una importante interlocuzione con il polo renziano che fa riferimento ad Ettore Rosato. Ma allo stesso tempo c’è una hot line anche in questo caso con il vice presidente della Regione Daniele Leodori. E resta attiva la pista che porta a Francesco De Angelis lungo la quale è stata costruita l’alleanza dalla quale è nata l’elezione di Luca Di Stefano.

Quale prevarrà? Le indiscrezioni parlano di un tavolo con Ferentino e Cassino nel quale disegnare i futuri assetti interni: nel Partito, in Amministrazione Provinciale ed alle elezioni Regionali.

E Pensare Democratico? È pensabile un asse che escluda il socio di maggioranza assoluta nel Pd?

In attesa di Francesco

L’asse che sta prendendo forma non è in contrapposizione. Ma in attesa. Di cosa? Dei risultati delle elezioni: in Italia, nel Lazio e nei collegi della provincia di Frosinone. Molto dipenderà da quei risultati. E dalle conseguenze che determineranno.

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