Quelle lettere che confermano la strategia

Lo scambio di comunicati stampa tra Di Giulio e la maggioranza conferma le anticipazioni fatte da Alessioporcu.it Si inizia a delineare un campo largo per le prossime Comunali di Anagni. Ispirato da Cardinali, confezionato da Vacana. Per contrastare il bis di Natalia

Paolo Carnevale

La stampa serve chi è governato, non chi governa

La polemica che in queste ore sta arroventando la politica anagnina può essere letta da due punti di vista. Uno è quello dell’analisi di breve periodo: l’altro invece presuppone la necessità di guardare più lontano. 

Riassunto delle puntate precedenti. Due giorni fa il consigliere di opposizione Nello Di Giulio (Anagni Cambia Anagni) scrive una lettera aperta al sindaco Daniele Natalia. Lettera nella quale, in sintesi, dice: vanno bene i proclami, gli annunci, gli impegni. Ma nel frattempo, ad Anagni, non sarebbe forse il caso di rimettere a posto quelle tre-quattro cose che non vanno? Come, ad esempio, il parcheggio di San Giorgetto, quello di Piscina, la zona di Piazza Cavour, l’illuminazione pubblica? Cose che, ribadisce Di Giulio, stiamo segnalando da tempo, senza che nessuno abbia fatto (praticamente) nulla.

Riccardo Ambrosetti

In tempo reale arriva la replica del sindaco. Che produce un lungo elenco. Il cui senso è (anche qui in sintesi); abbiamo programmato una serie di interventi; e li porteremo a termine; Di Giulio agisce per fini politici.

A ruota, si aggiunge il consigliere di Fdi Riccardo Ambrosetti. Che dice più o meno le stesse cose; aggiungendo toni e battute più pesanti (“voglia di straparlare, visto che è così innamorato di Spoleto, il consigliere Di Giulio potrebbe anche pensare di trasferirsi nella città umbra. Sono sicuro che i cittadini di Anagni nemmeno se ne accorgerebbero”).

I due livelli d’analisi

Quali sono i due livelli di analisi?

Il primo, di stretta attualità, è quello legato al livello della polemica politica esibita in queste ore. Polemica nella quale, ancora una volta, bisogna far notare che esiste una differenza visibile tra un sindaco che polemizza, con durezza, ma con rispetto dei ruoli; ed un consigliere Comunale (e Provinciale) che, invece, si lascia andare ad affermazioni oggettivamente pesanti. L’opposizione, deve essere chiaro, ha il dovere di fare opposizione. La maggioranza, ovviamente, quello di replicare. Se possibile (e qui forse non è accaduto) senza scadere di livello.

L’altro livello, quello più profondo è invece relativo alle implicazioni delle parole di Di Giulio. Che, forse non tutti lo hanno notato, ha, di fatto, con la sua lettera aperta, dimostrato la legittimità degli scenari disegnati qualche giorno fa da Alessioporcu.it. Scenari in cui Di Giulio veniva descritto come un elemento importante, nel tentativo di creare un campo largo per realizzare, ad Anagni, una coalizione da mettere in campo alle prossime Comunali. Una coalizione che vada dalla sinistra più istituzionale al mondo conservatore. (Leggi qui La via Di Giulio per il campo larghissimo con Cardinali).

Lo stesso Di Giulio, di fronte alla possibilità di avere legami e collegamenti con uomini, come Alessandro Cardinali, che certo non provengono dal centrosinistra, aveva detto senza problemi “non ci sono, per quanto mi riguarda, pregiudiziali conta solo l’interesse della città”. Rilanciando l’idea di una coalizione di forte impronta civica.

La lettera di conferma

Nello Di Giulio

Passano pochi giorni; e Di Giulio, con la sua lettera aperta, fa esattamente questo. Manda al sindaco un messaggio chiaro ed evidente. La linea scelta, come consiglere di opposizione, non è quella dell’opposizione politica, destra contro sinistra. Ma quella della segnalazione dei disservizi, delle criticità, delle disfunzionalità dell’amministrazione attuale. Insomma, un’attività di tipo civico.

Cosa che, obiettivamente, consente di aggregare persone che, se ci fosse un’impronta più marcatamente politica, non sarebbero facilmente aggregabili.

Il che, ovviamente, non vuol dire che il lavoro del campo largo sia ormai già instradato. Ma solo che l’impianto c’è.  Con un’identità ed un’impronta ben chiara.

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