Quelle schede elettorali contese che logoreranno il Centrodestra

Le schede di Sora andranno ricontrollate. Lo ha deciso il Tar di Latina dopo il ricorso di Antonio Lecce. L’ex presidente del Consiglio Comunale, candidato con FdI alle Comunali di ottobre, chiede l’annullamento di almeno 20 voti attribuiti alla lista dell’Udc. Che hanno fatto scattare il seggio in favore di Salvatore Meglio lasciando Fratelli d’Italia a bocca asciutta per soli 5 voti.

Maurizio Patrizi

Rem tene, verba sequentur

Due uomini ed un seggio conteso, cinque voti a fare la differenza. Il giudice del Tar di Latina ha disposto la verificazione delle schede con i voti delle scorse Comunali a Sora. Ha incaricato la Prefettura di riaprire le urne che erano state sigillate dai presidenti di seggio alla fine del primo turno. E controllare che ogni voto sia stato interpretato in maniera corretta.

Il ricorso al Giudice amministrativo lo aveva presentato, lo scorso 16 novembre 2021, l’avvocato Antonio Lecce. È l’ex presidente del Consiglio comunale durante l’Amministrazione De Donatis. Chiede che vengano annullati almeno 20 voti assegnati alla lista “Udc – Federico Altobelli sindaco di Sora”. Quei voti avevano fatto scattare il seggio per Salvatore Meglio e per soli cinque voti di scarto avevano impedito che invece scattasse a favore della lista di Fratelli d’Italia, di cui lo stesso Lecce è il più votato.

Nella prima serata di mercoledì il Giudice ha annunciato verbalmente la decisione a cui seguiranno ora un’ordinanza e la fissazione di un’udienza per il contraddittorio.    

COSA CONTESTA LECCE

Antonio Lecce (Foto: IchnusaPapers)

Nel ricorso ex articolo 130 del Codice del Processo Amministrativo “contro il Comune di Sora e nei confronti di Meglio Salvatore” Antonio Lecce, rappresentato dal professor Gino Scaccia e dall’avvocato Andrea Chiappetta, in sostanza contesta che alla lista UDC – Federico Altobelli Sindaco di Sora sono stati assegnati 796 voti complessivi, con l’attribuzione di 260 voti di preferenza e 1056 di cifra individuale al candidato Meglio, primo della lista. Evidenzia che quel dato numerico ha portato ad escludere per soli 5 voti dal riparto dei seggi la lista Fratelli d’Italia – Giorgia Meloni e il candidato Antonio Lecce. Soprattutto sostiene che quel dato numerico è errato.

Su cosa basa la sua convinzione? Sul presupposto che sarebbero stati assegnati dei voti alla lista UDC – Federico Altobelli Sindaco di Sora, “nonostante l’indicazione delle preferenze andasse in senso diametralmente opposto, ossia in favore di candidati alla carica di consigliere comunale collegati a candidati a sindaco diversi da quello a cui la lista “UDC – Federico Altobelli Sindaco di Sora” risultava connessa”. Più semplice? Quando andiamo a votare per il sindaco della nostra città con più di 15mila abitanti noi su una singola scheda esprimiamo 4 voti: votiamo il sindaco, votiamo una delle liste che lo sostiene, votiamo due candidati Consiglieri.

DOVE STA L’ERRORE

Foto: Carlo Lannutti / Imagoeconomica

Cosa contesta Antonio Lecce? Che all’Udc sono stati assegnati dei voti che non gli competevano. Perché? In alcune schede gli elettori avevano votato come sindaco Altobelli e la lista Udc ma come Consiglieri avevano votato due candidati che non stavano con lui: è consentito e si chiama voto disgiunto. In quel caso però il voto alla lista che sostiene il sindaco non andava attribuito all’Udc.

Come è stato possibile sbagliarsi? In pratica secondo Antonio Lecce alcuni dei voti sono stati attribuiti secondo il principio di preservazione del voto di lista quando invece andavano annullati perché questo principio non varrebbe nei Comuni con popolazione superiore ai 15mila abitanti.

Con la verificazione concessa dal Tar Lecce punta a “ottenere il parziale annullamento dei Verbali impugnati con la correzione e/o il riconteggio del risultato ottenuto dalla lista UDC – Federico Altobelli Sindaco di Sora in 756 voti effettivamente conseguiti in luogo dei 796 erroneamente assegnati. Con la conseguente attribuzione di un seggio alla lista “Fratelli d’Italia – Giorgia Meloni”. E la proclamazione alla carica di consigliere comunale di Antonio Lecce, in luogo di Salvatore Meglio per la lista UDC – Federico Altobelli Sindaco di Sora”.

IL VOTO DISGIUNTO

Salvatore Meglio

Sempre in base al ricorso di Lecce il voto disgiunto “opera, infatti, fra voto di governo (cioè voto per il candidato sindaco) e voto di rappresentanza (cioè per lista non collegata al sindaco votato). Non opera fra due voti per la rappresentanza, cioè fra liste collegate a candidati diversi che si contendono i seggi consiliari”. E cioè il voto disgiunto non può essere applicato quando coinvolge una lista e un candidato collegato a diversa lista.

E cosa vale a quel punto? Il voto al sindaco è valido. Il voto ai Consiglieri è valido. I voti al Partito in questo caso – secondo Lecce – non si attribuiscono alla lista, come avvenuto. Bensì per “scongiurare il pericolo che venga gravemente disattesa – per non dire ribaltata – la volontà dell’elettore che disgiunge il voto espresso in favore del candidato alla carica di sindaco da quello appannaggio dei candidati per il Consiglio comunale impone di considerare nullo ogni voto di lista che non sia accompagnato da espressioni di preferenze con lo stesso compatibili”. Ricapitolando: voto al sindaco Ok; voto al Consigliere Ok; nullo il voto alla lista.

LE ISTRUZIONI MINISTERIALI

Francesco Scalia (Foto © Paolo Cerroni / Imagoeconomica)

È stato il professor Francesco Scalia, in difesa di Salvatore Meglio, a ribattere alle 20 pagine di ricorso presentato da Antonio Lecce. Lo ha fatto citando alla lettera le istruzioni ministeriali per l’attribuzione dei voti che in sostanza in caso di discordanza fra voto di lista e voto di preferenza danno la priorità al voto di preferenza.

Si legge infatti in un passaggio della costituzione in giudizio di Meglio che “le citate istruzioni, prevedono i casi di «schede contenenti voti di preferenza nulli», stabilendo che «costituiscono, ad esempio, casi di nullità (o inefficacia) del voto di preferenza: […] avere scritto il cognome (o il nome e cognome) di un candidato compreso in una lista diversa da quella votata» (pagina 111 delle istruzioni ministeriali)”.

LA RICHIESTA ACCOLTA

A conclusione del ricorso Lecceribadisce, infatti, che il distacco tra le cifre elettorali attribuite alle due liste è di 5 voti, mentre la contestazione connessa a questo motivo di ricorso riguarda 21 voti, dato numerico largamente idoneo a determinare l’utile accoglimento della domanda. Si insiste, quindi, per l’annullamento dei 21 voti complessivi oggetto delle prove di resistenza relative alle sezioni 18 e 25”.

E di conseguenza “In via istruttoria si chiede che l’onorevole Tar adito disponga la verificazione ex articolo 66 del Codice del Processo Amministrativo concernente le Sezioni 5, 9, 15, 18 e 25 al fine di accertare l’erronea assegnazione dei voti alla lista “UDC -Federico Altobelli Sindaco di Sora”.

Mercoledì sera il giudice ha disposto proprio questo.

I PROSSIMI PASSI

Foto © AG IchnusaPapers

Non appena il Giudice amministrativo avrà emesso l’ordinanza la Prefettura dovrà individuare materialmente le schede elettorali oggetto del contendere, si dovrà nominare una commissione e tutti i plichi andranno riaperti per esaminare una ad una migliaia di schede alla ricerca dei casi contestati da Lecce perché il ricorso si basa sulle dichiarazioni testimoniali dei rappresentanti di lista ma non si fa menzione di schede contestate nella fase dello spoglio.

Ma in sostanza a Lecce basterà che il Giudice annulli anche soltanto sei di quei tentativi di voto disgiunto attribuiti alla lista dell’Udc per avere lui il seggio.

Tuttavia, l’ex presidente del Consiglio non si sbilancia. Cosa farà dopo? Non lo dice. “Mi sembra prematuro” si limita ad affermare. “Prima attendiamo l’esito della verifica”. “Io sono in aula a seguito delle verifiche della Commissione centrale” sostiene invece con tono sicuro Salvatore Meglio. E anche lui aspetta “serenamente eventuali sviluppi”.

EQUILIBRISMI

Sei voti annullati che basterebbero a far scattare il seggio per la lista di Fratelli d’Italia in cui Lecce si è piazzato primo.

Almeno sulla carta ciò non dovrebbe cambiare gli attuali equilibri del Consiglio comunale. Sicuramente Fratelli d’Italia mai potrebbe passare in maggioranza soprattutto dopo l’elezione di Alessandro Mosticone a consigliere provinciale che ha certificato la presenza ufficiale del Partito democratico nella compagine amministrativa del sindaco Luca Di Stefano.

Gli equilibri potrebbero però cambiare nella coalizione del centrodestra. Perché? Nel frattempo Salvatore Meglio (seppur inizialmente candidato in quota Si Può Fare nella lista Udc espressione del candidato sindaco) è poi passato in Forza Italia, partito con cui si è candidato anche alla Provincia. E il ricorso di Lecce (FdI) potrebbe pregiudicare i futuri rapporti politici in un Centrodestra che a Sora è già clinicamente morto.

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