Quelli che alle provinciali non possono sbagliare

L’ipotesi delle due liste del Pd dovrà essere valutata alla luce del cambio del segretario nazionale. La Lega deve battere un colpo molto forte, mentre Fratelli d’Italia punta a confermare il “tris” del 2019. I tanti problemi di Forza Italia. Il vicepresidente Luigi Vacana l’unico che resterà “civico”.

Il fatto che non se ne parli più non significa che non ci si stia pensando. Ma il punto è che nel frattempo è cambiato il Segretario nazionale del Partito Democratico. Con Enrico Letta che ha preso il posto di Nicola Zingaretti. Le Provinciali si terranno sessanta giorni dopo le Comunali, che a loro volta verranno celebrate in una data compresa tra il 15 settembre e il 15 ottobre.

Vuol dire che sindaci e consiglieri comunali dei 91 centri della Ciociaria (alle Provinciali voteranno loro) si recheranno alle urne probabilmente a fine anno. Per eleggere 12 consiglieri. Per il presidente occorrerà attendere perché il mandato bis di Antonio Pompeo scade a fine ottobre 2022.

Due Pd is meglio che uan

Francesco De Angelis e Antonio Pompeo

Nei mesi scorsi nel Pd uno degli argomenti all’ordine del giorno era quello della possibilità di presentare due liste diverse per le Comunali, con un profilo “civico ma fino ad un certo punto.

Una che fosse espressione di Pensare Democratico di Francesco De Angelis, Mauro Buschini e Sara Battisti. Una che facesse riferimento a Base Riformista di Antonio Pompeo. Niente lista unitaria quindi.

Una eventualità che non piaceva al presidente Pompeo, il quale pensa che in questo modo Pensare Democratico voglia provare ad avere la maggioranza del Gruppo per fargli sentire forte la pressione politica. Ma nei Dem c’è pure chi pensa che con due liste si possano in realtà prendere più voti ponderati e quindi eleggere più consiglieri.

Certamente comunque l’arrivo di Enrico Letta alla Segreteria nazionale del Partito cambia diverse cose. Difficilmente il neo Segretario potrà dare il via libera a liste che non abbiano il simbolo del Partito. Ma è anche vero che fine anno è lontano e potrebbe succedere di tutto nell’accelerato panorama politico italiano.

Le Provinciali del centrodestra

Alle Provinciali però guardano tutti perché l’ente, seppure di secondo livello, ha mantenuto fascino e peso politico. La Lega ha assoluta necessità di eleggere consiglieri di Partito: nel 2019 il Carroccio non riuscì a completare la lista e vennero eletti due consiglieri comunali di Frosinone. Igino Guglielmi, del Polo Civico di Gianfranco Pizzutelli. Da mesi Guglielmi si è dichiarato indipendente ed è nel Gruppo Misto. L’altro è Andrea Campioni, allora della Lista Ottaviani e adesso nel Carroccio, dove peraltro lo stesso Nicola Ottaviani è diventato Coordinatore provinciale. La Lega deve dare un segnale forte dopo le tante adesioni al Partito.

Pasquale Ciacciarelli (Responsabile Organizzazione della Lega)

Per quanto riguarda Forza Italia c’è il rebus della lista, perché il Partito continua ad essere diviso tra l’area che fa riferimento a Claudio Fazzone (Rossella Chiusaroli, Adriano Piacentini, Daniele Natalia, Peppe Patrizi) e quella che sta con Antonio Tajani, formata soprattutto da Gianluca Quadrini e Gioacchino Ferdinandi. Ma è evidente che il ribaltone alla Comunità Montana (Chiusaroli al posto di Quadrini) ha ulteriormente allargato il solco. (Leggi qui Intesa Pd – FI: via Quadrini. All’orizzonte c’è Sarracco).

Non sarà semplice per gli “azzurri” mettere insieme una lista unitaria.

Il difficile bis di FdI

Fratelli d’Italia nel 2019 ha fatto il pieno, con tre consiglieri eletti. Nell’ambito di una lista insieme a Forza Italia. Adesso il Partito di Giorgia Meloni può puntare ad una lista unica. Provando a confermare i tre consiglieri. Nel centrodestra la partita è proprio tra Lega e Fratelli d’Italia.

L’unico che continuerà sicuramente ad avere una connotazione civica è il vicepresidente Luigi Vacana, che sta già lavorando alla lista. La volta scorsa ottenne il sostegno del Psi, della sinistra di Massimiliano Smeriglio e dell’area di Biagio Cacciola. Oggi punta anche a rappresentare un punto di riferimento per chi non si riconosce più nella lista dei Cinque Stelle.

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